Il Consorzio industriale del Lazio chiede al Comune 69 mila euro di quote e il collaudo di un impianto che, secondo l’ente, non è mai stato costruito. Sora ribalta l’accusa: dagli atti risulta un credito da 326 mila euro e parte la compensazione.
“Siamo noi che dobbiamo avere dei soldi non loro”: la risposta del comune di Sora non si è fatta attendere dopo che il Consorzio industriale del Lazio ha battuto cassa, avviando un’azione giudiziaria contro l’ente. “Tre anni di quote associative mai pagate dal Comune di Sora per tre annualità per un totale di 69mila e 120 euro – la richiesta formalizzata dal Consorzio – più il mancato collaudo dell’impianto di depurazione della rete fognaria realizzata nella zona industriale di Schito”. (Leggi qui: Sora, tre scosse in un giorno: fondi persi, FdI divisa e un contenzioso che pesa).
L’amministrazione Di Stefano ha risposto con una nota piena di riferimenti. Per il Comune di Sora quel contenzioso è figlio di un mancato aggiornamento degli archivi del Consorzio. Perché?
Il collaudo? Mai fatto l’opera

Non è questione di disordine. Più semplicemente, il Consorzio è una potentissima macchina da guerra che è nata da pochissimo, fondendo 5 diverse realtà del territorio: il Consorzio ASI di Frosinone, il Cosilam di Cassino, il Cosind di Gaeta, il Consorzio Roma – Latina ed il consorzio dell’Alto Lazio. Ciascuno con i suoi archivi, le sue logiche, i suoi protocolli.
Il Mancato collaudo delle fogne che dovevano poi essere consegnate al Consorzio? Altro che collaudo mancante: non è stata fatta proprio l’opera. Perché al suo posto è stato deciso di fare altro. ”Si rammenta – ha risposto ora il Comune – che le opere di cui si chiede la consegna non sono state mai realizzate. In loro sostituzione, a seguito di una apposita perizia di variante tecnica, (deliberazione di Giunta Comunale n.166 del 14.02.2023) sono stati realizzati pozzetti ed impianti di solevamento al fine del potenziamento, ampliamento ed adeguamento dell’impianto originario di depurazione in località Tofaro”.
Bene. Se è stato fatto altro, forse sono quelle le opere da consegnare al Consorzio? No. “Il commissario ad acta, di seguito, nominato dalla Regione – scrive il Comune di Sora – ha disposto il trasferimento di tutto il servizio idrico integrato del comune di Sora (acquedotto, fognature e depurazione) ad Acea Ato5 SpA”.
Dare e avere

A questo punto spunta un altra carta. È quella del Consorzio Industriale con protocollo 2025-0004232. È del 9 aprile scorso ed è stata inviata al Comune di Sora. Risulta che facendo i conti, il Comune di Sora deve avere ancora 326mila e 90 euro: quel documento ha asseverato la cifra cioè ha certificato, nei modi previsti dalla legge, la verità del fatto.
Chi ha firmato quella asseverazione? Lo ha fatto il presidente del Collegio Sindacale ed il responsabile dell’Ufficio Bilancio e Contabilità. E l’atto è protocollato in municipio al numero 12480/2025.
Restano a carico del Comune di Sora le quote annuali al Consorzio Industriale per i periodi 2023-2024-2025 . In tutto fanno 69mila 120 euro euro. Dal municipio hanno avviato le procedure di compensazione dei rispettivi crediti/debiti.



