La Bellator Frusino, seconda classificata nella gara per la gestione dello Stadio del Nuoto, presenta istanza di precontenzioso all'Anac contestando il punteggio della Gladiators Swim God. Intanto il sindaco chiede alla Provincia una nuova strada di deflusso per il traffico post-partita allo stadio Stirpe.
Lo scontro per la gestione dello Stadio del Nuoto di Frosinone si sposta davanti all’Autorità Nazionale Anticorruzione. La società Bellator Frusino SSD, seconda classificata nella gara per la concessione dell’impianto comunale di Viale Olimpia al Casaleno, ha formalizzato una richiesta di parere di precontenzioso all’Anac, chiedendo di intervenire su una serie di passaggi che, secondo la società, avrebbero inciso sull’esito della procedura.
La vicenda segue una precisa scansione temporale. Dopo la seduta pubblica dell’11 settembre 2026, nella quale è stata resa nota la graduatoria provvisoria, la Bellator, tramite il proprio avvocato, ha trasmesso il 14 settembre una dettagliata istanza in autotutela alla Stazione Unica Appaltante della Provincia e al Responsabile Unico del Procedimento del Comune di Frosinone.
Le due questioni

In quella sede la società ha sollevato due questioni principali. La prima riguarda l’offerta presentata da ASD Swimming Club ETS, che avrebbe offerto un rialzo del 196% sul canone concessorio posto a base di gara, fissato in 50mila euro. Dal punto di vista della Bellator, un rialzo così elevato avrebbe dovuto indurre la stazione appaltante ad avviare una verifica discrezionale di anomalia dell’offerta, indipendentemente dal mancato superamento delle soglie automatiche previste dal disciplinare.
La seconda contestazione riguarda invece il punteggio attribuito al criterio del “radicamento territoriale” in favore della società risultata prima classificata, Gladiators Swim God SSD a r.l.. La Bellator sostiene che il disciplinare di gara prevedesse in modo tassativo la presenza contemporanea di quattro requisiti: consistenza associativa sul territorio, collaborazione con enti locali, partecipazione ad eventi territoriali e bacino di utenza. Lo stesso disciplinare stabilirebbe inoltre che l’assenza anche di uno solo di tali elementi comporti l’attribuzione di zero punti.
La graduatoria contestata

La graduatoria provvisoria emersa dalla gara ha visto al primo posto la Gladiators Swim God con 78,23 punti, seguita dalla Bellator Frusino SSD con 74,38 punti. Più distaccati gli altri concorrenti. È proprio su quel distacco di 3,85 punti che si concentra il ricorso della Bellator.
Secondo la ricostruzione contenuta nell’istanza all’Anac, alla Gladiators sarebbero stati attribuiti 7,20 punti sul criterio del radicamento territoriale nonostante la società e la sua ausiliaria abbiano sede a Roma. Bellator sostiene che quei punti sarebbero stati verosimilmente riconosciuti valorizzando un rapporto di partnership con una società terza, la SS Lazio Nuoto, soggetto estraneo alla procedura.
La tesi della società ricorrente è netta: se il disciplinare imponeva il possesso di tutti i requisiti richiesti e prevedeva l’azzeramento del punteggio in caso contrario, la commissione non avrebbe potuto attribuire un punteggio intermedio di 7,20 punti. Nell’atto trasmesso all’Anac viene anche effettuato un calcolo diretto: qualora il punteggio contestato fosse effettivamente eliminato, la Gladiators passerebbe da 78,23 a 71,03 punti e la Bellator salirebbe al primo posto della graduatoria con 74,38 punti.
Il pre contenzioso

Il passaggio successivo arriva il 22 settembre con la redazione dell’istanza di precontenzioso e il 24 settembre con la sua formale trasmissione all’Autorità Nazionale Anticorruzione. La documentazione in possesso della Bellator Frusino SSD dimostra l’avvenuta consegna all’Anac e richiama inoltre le comunicazioni inviate agli altri soggetti interessati, fra cui Comune di Frosinone, Provincia di Frosinone e Gladiators.
Con l’istanza, la Bellator chiede all’Autorità Anticorruzione di accertare la correttezza dell’operato della commissione e di esprimersi sulla legittimità dell’attribuzione dei 7,20 punti relativi al radicamento territoriale. Chiede inoltre che, nelle more del parere, venga valutata la sospensione dell’aggiudicazione.
Fin qui gli atti legali.
Il piano amministrativo

Sul piano strettamente amministrativo, la questione è delicata perché non si discute soltanto di una valutazione tecnica: si discute della corretta applicazione delle regole che la stessa amministrazione ha fissato nel disciplinare.
Se il criterio contestato era davvero costruito come requisito “tutto o niente“, con l’obbligo di attribuire zero punti in mancanza anche di uno solo degli elementi richiesti, allora il chiarimento dell’Anac potrebbe avere effetti sostanziali sulla procedura. Se invece la commissione ha ritenuto di poter valutare diversamente la documentazione prodotta dal concorrente primo classificato, sarà necessario comprendere quali siano state le motivazioni tecniche che hanno giustificato l’assegnazione del punteggio. Entrambe le posizioni, ad oggi, restano da verificare nelle sedi competenti.
Le altre contestazioni economiche

C’è poi un altro profilo che non può essere ignorato: le ulteriori contestazioni che la Bellator sta portando avanti in relazione ai rapporti economici maturati durante la precedente gestione dell’impianto.
La società sostiene, infatti, che sarebbe stata invitata dal Comune — il condizionale è assolutamente d’obbligo, considerato che si tratta di una circostanza riferita da una sola parte — a non procedere alla cessazione delle utenze, perché l’ente avrebbe successivamente effettuato le volture. Operazione che, secondo la ricostruzione della società, non sarebbe poi avvenuta. Da qui nascerebbe la richiesta di anticipare circa 15mila euro per utenze e consumi che la Bellator ritiene non riferibili alla propria gestione, con successiva restituzione da parte del Comune. Si tratta però di una vicenda distinta rispetto al ricorso Anac e va comunque riportata come posizione sostenuta dalla società Bellator e non come circostanza accertata documentalmente.
In attesa del pronunciamento dell’Anac, una cosa appare evidente: la partita dello Stadio del Nuoto non si gioca più soltanto in piscina. Ma in tutt’altra sede, che nulla ha a che vedere con la pratica sportiva.
Il traffico allo Stirpe: la richiesta alla Provincia

Sempre a proposito di sport, a Frosinone le partite in casa del Frosinone Calcio non si giocano solo sul campo del Benito Stirpe. Per il sindaco Riccardo Mastrangeli, ormai, una parte della gara si disputa anche nei minuti immediatamente successivi al fischio finale dell’arbitro, quando migliaia di persone cercano contemporaneamente di lasciare lo stadio e di tornare a casa.
Per questo motivo, nella giornata di oggi l’amministrazione comunale ha chiesto formalmente alla Provincia di verificare la possibilità di utilizzare la strada realizzata nell’ambito del nuovo complesso scolastico in prossimità di viale Olimpia, come ulteriore direttrice di deflusso per gli spettatori. La richiesta è stata inviata al presidente della Provincia Luca Di Stefano, con il coinvolgimento del prefetto Giuseppe Ranieri, del comandante della Polizia Locale Dino Padovani e del Frosinone Calcio.
L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre la congestione nell’area dello stadio, favorire il lavoro delle forze dell’ordine e garantire una migliore accessibilità ai mezzi di soccorso.
Luca ci presti la strada?

Il sindaco Mastrangeli non nasconde la volontà di esplorare ogni soluzione possibile: «Abbiamo chiesto al presidente Di Stefano di verificare la possibilità di utilizzare una strada che rientra nella sua pertinenza» e di conoscere «lo stato tecnico e amministrativo dell’infrastruttura» per capire se possa essere aperta, anche solo in maniera occasionale, durante le gare interne del Frosinone.
Dietro la nota istituzionale del Comune capoluogo c’è, però, anche una chiara esigenza politica e amministrativa. Il problema del deflusso dal Benito Stirpe non è nuovo. Da anni rappresenta uno dei punti critici dell’impianto sportivo, soprattutto nelle occasioni di maggiore richiamo. La nuova strada tra viale Michelangelo e viale Olimpia, pensata proprio per migliorare sicurezza e mobilità nell’area del Casaleno, è stata indicata più volte come una possibile soluzione strutturale.
La sensazione è che Mastrangeli stia cercando di accelerare ogni percorso disponibile, prima che l’insofferenza dei tifosi si trasformi in una polemica politica, eventualmente da utilizzare in campagna elettorale da parte di qualche suo competitor. Perché, se l’afflusso allo stadio è generalmente gestibile, il vero nodo resta l’uscita: auto ferme per decine e decine di minuti, code interminabili e una viabilità che fatica a smaltire le migliaia di persone concentrate nello stesso momento.
Il piano B, C e D

In questo quadro, la lettera inviata alla Provincia appare anche come una mossa preventiva. Il sindaco mette sul tavolo una proposta concreta, chiama in causa l’ente proprietario della strada e coinvolge Prefettura e società sportiva. Tradotto dal linguaggio amministrativo: nessuno potrà dire che il Comune sia rimasto fermo ad aspettare.
Mastrangeli, infatti, se ne sta inventando di ogni, pur di risolvere il problema dell’uscita dallo stadio: prima il BRT, poi le navette, poi i parcheggi scambiatori. Adesso la strada provinciale.
In occasione di Frosinone-Juventus il Comune aveva sperimentato un sistema integrato BRT-navette, con l’obiettivo dichiarato di ridurre la pressione delle automobili sull’area dello Stirpe. Il sindaco aveva personalmente testato il percorso, parlando di un viaggio di pochi minuti dal punto di interscambio allo stadio. Il modello è stato poi riproposto per Frosinone-Venezia e per Frosinone-Como, con il Comune che ha continuato a invitare i tifosi a lasciare l’auto nei parcheggi cittadini e utilizzare il trasporto pubblico. Adesso arriva un ulteriore tentativo: aggiungere una corsia di deflusso alla viabilità ordinaria. (Leggi qui: Il BRT supera il suo primo grande stress test: 7 minuti dallo Stirpe).
È come se l’amministrazione Mastrangeli stesse costruendo, partita dopo partita, una sorta di piano B, C e D per evitare che il dopo-gara delle partite casalinghe del Frosinone diventi una specie di Salerno-Reggio Calabria durante la settimana di Ferragosto. Il sindaco ha capito che la viabilità dello Stirpe non può essere affrontata con una sola soluzione. Ce ne vogliono diverse e lui le sta provando tutte. Astenersi perditempo.



