Soltanto a Pasqua e Pasquetta settemila visitatori presso Galleria Pisani e Castello Boncompagni. Fino a tre anni fa era concesso solo il classico selfie dal ponte con la cascata dietro. Il modello Isola del Liri, terra di Stay Isola e Stay Ciociaria: la prima rete di imprese a livello regionale, a vocazione turistica, e la Dmo ante litteram pronta a fare rete con il resto della provincia di Frosinone.
A Pasqua e Pasquetta i soli visitatori della Galleria Pisani, in via gratuita, sono stati ben settemila. Una larga parte, a quel punto, ha anche deciso di comprare il biglietto da dieci euro per visitare il Castello Boncompagni Viscogliosi. L’anno passato si è andati oltre le centomila presenze. Quest’anno, dati alla mano, si punta al raddoppio. L’Accoglienza continua ad adeguarsi a grandi numeri sempre più in crescita. Fino al 2021, invece, ci si poteva solo scattare un selfie per portarsi via nel cuore la Cascata di Isola del Liri. Quantomeno prima dei lockdown per Covid.
Le chiusure forzate, la mancanza di socialità, hanno generato tanta voglia di turismo in fase di ripartenza. È dai tempi bui che entrano in gioco Stay Isola, rete di imprese a vocazione turistica, e la Dmo Stay Ciociaria, una delle Destination managemen organization: organizzazioni per la gestione delle destinazioni turistiche, promosse dalla Regione Lazio dal 2022.
Si sono rivolti al Comune di Isola del Liri, trovando terreno fertile per lo sviluppo del progetto. Poi hanno coinvolto altri Comuni con cui già collaboravano: Veroli, Monte San Giovanni Campano, Arpino, Villa Latina, Picinisco e Posta Fibreno. Partendo, però, da un rapporto più che consolidato con il Privato e l’Associazionismo. Soprattutto senza alcun campanilismo, facendo rete e spingendo i turisti a visitare anche il resto della Ciociaria.
Quattro Dmo che ne fanno una

Il territorio provinciale è coperto con altre tre sinergiche Dmo. Partendo da 13 Comuni compresi dall’Alta Ciociaria: Acuto, Alatri, Anagni, Ceccano, Ferentino, Filettino, Fiuggi, Fumone, Paliano, Piglio, Serrone, Trivigliano e Veroli. StayCiociaria va a congiungersi con altri 13 Comuni firmati Valle di Comino: Alvito, Atina, Belmonte Castello, Broccostella, Campoli Appennino, Gallinaro, Pescosolido, Picinisco, San Donato Val di Comino, Settefrati, Sora, Vallerotonda e Vicalvi.
Da poco si è aggiunta anche la Terra dei Cammini: tra Cassinate e Valle dei Santi, da Castrocielo a San Vittore del Lazio. L’obiettivo, però, è creare un’unica Dmo provinciale che corrisponda all’intero ambito individuato dalla Regione: Ciociaria, un brand che vada oltre campanili e fossati territoriali. E in questo contesto Isola del Liri rappresenta un modello. Il Comune, come gli altri partner, ha creduto in StayCiociaria e nel suo slogan provocatorio: “Ciociaria, se non la conosci è meglio!”. L’unicità, un’esperienza irripetibile altrove, è il marchio di fabbrica che si rivendica in questo percorso.
Parte dalla rete di imprese, presieduta da Bruno Macciocchi, e arriva fino alla Dmo, gestita dal destination manager Lino Marciano. L’impulso in chiave turistica, alla rete Stay Isola, è stato dato da Alberto Cimaomo con l’agenzia di viaggi Discover Ciociaria: odierno gestore delle visite guidate attorno alla Cascata di Isola Liri. Fino a tre anni fa era un’isolata meraviglia mordi-e-fuggi. Oggi ci sono anche una Galleria e un Castello. E un ponte verso il resto delle Dmo: senza concorrenza, in piena cooperazione. È un sogno che nasceva oltre trent’anni fa, con Ciociaria Turismo, e sta diventando sempre più realtà. (Leggi qui Primo Maggio con la pioggia? «Riparatevi nelle Abbazie»).
Dmo, tra Pubblico e Privato

Lino Marciano, come nasce il modello di Isola del Liri?
Siamo partiti da pochi territori, perché la Ciociaria è sempre stata autentica ma anche individualista. Si partiva dalle Proloco, incentrate sulla promozione del proprio Comune, e dalla svolta segnata da Luciano Rea con Ciociaria Turismo. Il territorio ha peculiarità e unicità che, nell’ottica di una destinazione turistica, dobbiamo mettere insieme. Mettere tutti insieme i 91 Comuni della provincia di Frosinone, sin dall’inizio, era prematuro. Mettere insieme il pubblico con il privato non è un’avventura semplice. Ora dobbiamo cercare di tirare fuori un unico soggetto che riesca a definire gli obiettivi congiunti.
Quant’è importante il Privato?
Finalmente svolge il suo ruolo fondamentale, quello di investire sul turismo, quando un tempo era una rarità. È un modello in cui i privati, dal basso, hanno investito seguendo le direttive delle istituzioni. La Dmo nasce dalla rete di imprese Stay Isola, non fermatasi al concetto di centro commerciale naturale. Noi l’abbiamo personalizzata, concentrandola sul Turismo, e abbiamo trasferito subito l’obiettivo comune all’Amministrazione comunale. Il Comune ha voluto lavorare assieme a noi e fin da subito ci siamo collegati con gli altri della Valle del Liri, ma anche della Valle di Comino.
Avete creato una Dmo ante litteram. Il rapporto con il Pubblico?
Abbiamo coinvolto i Comuni con cui stavamo lavorando da prima dell’uscita del bando regionale per le Dmo. Collaboravamo già con quaranta imprese e diverse associazioni. Il bando è stato calato come un abito perfetto sui nostri intenti. Partire da Isola del Liri, ma far arrivare i turisti nel resto del territorio. Ci siamo trovati subito bene anche con gli altri Comuni che fanno parte oggi della Dmo. L’obiettivo non è quello di avere più Comuni, ma mettere a fattor comune le buone pratiche ed esperienze in un’unica Dmo. Sempre che la Regione confermi l’impostazione con i nove ambiti territoriali, tra cui l’unico chiaramente identificabile è proprio quello della Ciociaria.
Next stop Ciociaria

Quale sarà il prossimo step?
Arrivare in tutti i Comuni. Discover Ciociaria è un’agenzia di viaggi, il primo privato a investire su questo progetto. Fino a tre anni fa, i visitatori potevano farsi al massimo una foto dal ponte con la cascata. La svolta è iniziata quando il Comune ha chiuso Via Cascata al traffico, rendendo più appetibile visitare la cascata stessa. La rete di imprese, al contempo, ha puntato sul Turismo.
Quali sono stati i frutti di Stay Isola?
La riqualificazione e la riapertura della Galleria “Eustachio Pisani” sull’altra sponda del fiume. Ormai ospita l’Info Point, gestito dalla rete di imprese e in particolar modo da Discover Ciociaria, e si può arrivare fino a un terrazzo sotto alla cascata. Da tre anni, inoltre, è possibile visitare anche il Castello Boncompagni Viscogliosi. Fino a quel momento non si era riusciti mai a raggiungere accordi con i vari proprietari. Bisogna migliorare ancor di più l’accoglienza, ora che bisogna gestire grandi flussi di turisti.
Allora cosa pensate di fare?
Continuiamo a porci la questione della qualità del servizio più della quantità di visitatori. Ultimamente abbiamo ospitato otto australiani per una settimana. Abbiamo il pacchetto con arrivo a Casa Lawrence, agriturismo con pastore e formaggi di Picinisco, e poi visite alle cantine dei Ciacca e alla macelleria di Casalvieri, escursione sul Monte Meta e, infine, Castello e antiche cartiere di Isola del Liri. Ci rivolgiamo principalmente a gruppi disposti a spendere qualcosa in più per vivere un’esperienza unica. Anche perché il turismo di massa soffoca le attrattive.
Nata durante la pandemia
Alberto Cimaomo, come nasce il motore Stay Isola?

Durante la pandemia, parlando con tanti imprenditori, ho ricevuto una forte adesione a livello di investimenti. Oltre trenta aziende hanno fatto sì, ad esempio, che si potessero acquistare altrettante bici elettriche brandizzate per le comunità e le escursioni. Da Collepardo alla Valle di Comino, eccezion fatta per Arpino, si faceva ben poco. Durante il Covid, grazie a queste sponsorizzazioni, mi sono ritrovato invece con un furgone da nove posti, all’interno della prima e premiata rete di imprese della Regione Lazio.
Poi la Dmo StayCiociaria. È pronta a fondersi con la Valle di Comino?
Ci siamo uniti in StayCiociaria ed è già nato un rapporto bellissimo con la Dmo Valle di Comino. Chiaro che non servano tante Dmo. L’obiettivo genere è arrivare alla sintesi, una o al massimo due per distinguere nord e sud della provincia. Se ne sta parlando e sembrano tutti concordi sull’unione tra StayCiociaria e Valle di Comino. Negli ultimi anni, Isola del Liri è diventata effettivamente il riferimento del turismo trainante. Se arriva un gruppo, c’è il 10% di sconto. Ai bambini delle scuole raccontiamo la storia del Castello come una favola.
Un modello in via di esportazione. Qual è la ricetta?
Abbiamo l’appoggio di tante Amministrazioni che hanno dimostrato grande disponibilità, a partire dalla stessa Isola. Ci è stato già chiesto ausilio per l’apertura di un Info Point anche a Cassino. L’importante, però, è creare un unico brand “Ciociaria” e condividere tutti lo stesso obiettivo: portare gente nella provincia di Frosinone. L’Amministrazione di Isola ci ha aperto le porte a tutto, ben comprendendo che siamo disponibili a lavorare con tutti per il bene di questa terra.
Turismo con Info Point e Gal

Una terra con più campanili che info point. Isola è decampanilizzata?
Sabato e domenica siamo fissi al Punto Informativo, pronti a spiegare cosa c’è fare non solo a Isola del Liri ma anche nel resto del territorio. Ci sono tre agenzie di viaggio coinvolte e non sono concorrenti. Ci aiutiamo tutti tra di noi. Iniziano anche a chiamarci tanti altri privati che vogliono entrare nell’universo della Dmo. Soltanto a Isola è stata aperta una ventina di B&B nel giro di un anno e mezzo. Servirebbe in tutti i comuni della provincia un Info Point per il turista. Non ce n’è ancora uno persino all’Abbazia di Casamari. Da lì, oltre a un’ottima accoglienza, li puoi mandare in tutta la Ciociaria.
C’è qualche altra nota lieta?
Ritengo importante l’ingresso del Comune di Isola del Liri nel Gal “Terre di Argil”, il gruppo di azione locale con sede a Ceprano. È una realtà che dà la possibilità di accedere a tanti finanziamenti per la valorizzazione di tradizioni e prodotti locale. Mi appello, nel mio piccolo, affinché si possa arrivare a una tavola rotonda sul Turismo con tutti i portatori di interesse. Anche le scuole, per insegnare ai giovani che si può visitare questa terra e anche restarci. Il Turismo sta creando finalmente posti di lavoro. E basta copiare le buone pratiche, non serve altro.
Da dove arrivano per visitare Isola?
Ultimamente inglesi, danesi, australiani, thailandesi. Tutto questo grazie a un incontro fatto due anni fa alla Fiera di Rimini, dove abbiamo conosciuto vari buyer stranieri. Li abbiamo invitati a trascorrere gratuitamente cinque giorni in Ciociaria. L’hanno girata e sono rimasti contentissimi. Adesso ci stanno mandando tante persone in vacanza. Vanno a Londra, Parigi e Roma per poi fermarsi qualche giorno nella Valle di Comino. Per gli italiani 600 euro per un pacchetto è tanto, mentre per gli stranieri è poco, perché vogliono proprio quell’esperienza unica. E Roma, se prima andava nella Tuscia, adesso viene in Ciociaria.



