Stellantis, parte il Ducato ad Atessa. I sindaci del Cassinate da Tajani al G7

Stellantis avvia la produzione del Fiat Ducato elettrico, mentre 250 lavoratori di Mirafiori rischiano il licenziamento. A Cassino oggi la Consulta dei sindaci davanti ai cancelli della fabbrica. Martedì incontro con Tajani a margine del G7 e mercoledì dal prefetto per il futuro De Vizia, Tecnoservice e Transnova

Il piano Stellantis procede. Secondo il programma. Con i suoi traguardi e con le sue vittime. L’azienda questa mattina ha avviato la produzione della versione completamente elettrica del celebre Fiat Professional Ducato. La linea è quella dello stabilimento di Atessa: in prima linea nella sfida Stellantis al 2025 ed alla transizione elettrica. Il Fiat Ducato è il primo furgone di grandi dimensioni Stellantis in Europa: ha una quota di mercato dell’11,2% nei primi dieci mesi del 2024.

Al tempo stesso, sono sempre più a rischio licenziamento i 250 lavoratori di Mirafiori delle mascherine Covid. Lo sostengono i sindacati che hanno incontrato Stellantis e nei prossimi giorni chiederanno un incontro urgente al presidente della Regione Piemonte. A Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uilm e associazione quadri, l’azienda ha confermato la volontà di ricorrere ad altri ammortizzatori sociali. Che però a oggi non sono previsti dall’attuale normativa.

Cassino da Tajani

Antonio Tajani con i ministri degli Esteri del G7

Trema l’indotto in Ciociaria. Da alcuni giorni è diventato evidente il piano di contrazione delle spese avviato dalla casa automobilista Franco Olandese. I sindaci della Consulta del Cassinate verranno ricevuti dal ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del G7 in corso a Fiuggi. L’incontro si terrà nel pomeriggio di domani durante la tappa prevista a Ferentino. Ad annunciarlo è stato oggi il sindaco di Cassino Enzo Salera nella sua veste di presidente della Consulta.

Salera lo ha detto questa mattina nel corso della riunione convocata davanti ai cancelli dello stabilimento Stellantis Cassino Plant per esaminare la serie di tagli avviata nell’indotto a causa della transizione verso i nuovi modelli elettrici e la conseguente contrazione del mercato.

Dalla scorsa settimana scioperano i lavoratori della De Vizia per i quali il 31 dicembre scadrà l’appalto delle pulizie industriali nello stabilimento, Stellantis sta valutando la possibilità di affidarle a personale interno evitando così altri tagli. A loro si aggiungono i lavoratori della Logitech, della Tecnoservice e della Transnova: anche per loro è in programma una riduzione degli effettivi a causa dei mancati rinnovi dei contratti. La riduzione prevista è di circa 150 unità.

Mercoledì mattina, nel Palazzo di Governo a Frosinone, il caso verrà discusso dai sindaci e dai sindacati con il prefetto Ernesto Liguori.

Urso da Habeck

Adolfo Urso (Foto: Paola Onofri © Imagoeconomica)

La crisi europea dell’Automotive è al centro della missione del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso a Berlino. C’è andato per il primo Forum ministeriale con il Ministero federale tedesco per l’Economia e la Protezione del Clima: è previsto dal Piano di azione italo-tedesco siglato a novembre 2023 dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Olaf Scholz.

In questo contesto, il ministro Urso ha avuto un incontro bilaterale con il vicecancelliere e ministro dell’Economia e dell’Azione climatica della Germania, Robert Habeck. Al centro del confronto c’è stata la competitività dell’industria europea, anche alla luce delle indicazioni del Rapporto Draghi, i non-paper promossi dall’Italia su automotive e siderurgia, la cooperazione in ambito spaziale e la semplificazione dei processi normativi in sede europea.

(Foto Hongqi / Imagoeconomica)

A Berlino il ministro polacco ha comunicato l’adesione al non paper promosso dall’Italia e dalla Repubblica Ceca sull’automotive che propone di anticipare a inizio 2025 l’attivazione della clausola di revisione del regolamento europeo sulle emissioni di CO2 dei veicoli leggeri. E pone alcune questioni fondamentali tra cui la necessità di risorse comuni da investire nel comparto per recuperare competitività sul piano globale, in un ambito di vera neutralità tecnologica e puntando a una autonomia strategica nelle tecnologie green.

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