Sulli esce da Identità Frusinate ma resta in Giunta. Nuovo dilemma di Mastrangeli

«Non dispongo di consiglieri comunali a mio sostegno»: è questa la frase del comunicato di Sulli che vale più di ogni altra. Un assessore politico senza lista è un'anomalia. Mastrangeli deve decidere se tenerlo — cercando copertura nel Gruppo Misto — o sostituirlo come chiede Identità Frusinate. A undici mesi dal voto ogni mossa vale doppio.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

C’è un passaggio del comunicato con cui oggi Massimo Sulli annuncia l’uscita dalla civica Identità Frusinate che vale più di ogni altra dichiarazione. È quello nel quale ammette candidamente: «non dispongo di consiglieri comunali a mio sostegno né alcuna lista di sostegno per l’azione amministrativa». Una frase che fotografa meglio di altre la situazione dell’assessore. Ma che, allo stesso tempo, apre un interrogativo enorme sul piano amministrativo: come si va avanti adesso?

L’anomalia: può esistere un assessore tecnico

Può esistere un assessore tecnico, scelto direttamente dal sindaco, senza copertura consiliare. Può esistere un assessore di fiducia personale. Ma è decisamente più difficile immaginare un assessore politico che resta al suo posto dopo essere stato di fatto sfiduciato dalla lista civica che lo aveva espresso. È questo il vero nodo della vicenda.

Sulli motiva la sua scelta sostenendo che «non vi siano più le condizioni politiche per proseguire questo cammino» e di «non riconoscersi più nell’attuale percorso» di Identità Frusinate. Una spiegazione assolutamente coerente, legittima sul piano personale e politico. Ma che fa a cazzotti con la sua dichiarata volontà di continuare a fare l’assessore. È vero che a Frosinone ormai è saltata ogni regola politica, ma certe dinamiche non possono essere completamente stravolte.

Gianluca Di Trocchio quando indossava ancora la divisa della Polizia di Stato

Identità Frusinate ieri ha fatto recapitare al sindaco una PEC, un atto ufficiale, chiedendo la sostituzione di Sulli con Gianluca Di TrocchioIl sindaco non può ignorarla: il tema da amministrativo si trasformerebbe immediatamente in politico. Per questo il comunicato di Sulli assomiglia più alla presa d’atto di una separazione già consumata che a una decisione autonoma. Politicamente sceglie di andarsene. Ma sostanzialmente era già stato scaricato dalla lista che lo aveva portato in Giunta. (Leggi qui: Identità Frusinate chiede la testa di Sulli, Mastrangeli fa i conti con i “consiglieri lupara”).

La responsabilità trasferita su Mastrangeli

Sulli nel comunicato precisa anche un altro concetto destinato a pesare: continuerà a fare l’assessore «fino al momento in cui il sindaco lo riterrà opportuno»Una frase che trasferisce interamente la responsabilità politica sulle spalle di Riccardo Mastrangeli. Il problema è che la permanenza dell’assessore non poggia più su alcun equilibrio consiliare.

Adriano Piacentini

Diverso è il caso dell’assessore al Bilancio Adriano Piacentini: figura tecnica scelta direttamente dal sindaco, senza il supporto di un gruppo consiliare e quindi senza questo problema. Sulli, invece, era espressione di una lista civica precisa. Quella lista oggi ne chiede apertamente la sostituzione. Se il sindaco decidesse di mantenerlo in Giunta, lo farebbe contro la volontà della forza politica che ne aveva determinato la nomina.

Ferrara e Crescenzi come nuova copertura

Nessuno ignora quale ragionamento stia facendo Sulli in queste ore. Nella nuova geografia della maggioranza (segnatamente nel Gruppo Misto) ci sono i due consiglieri Ferrara e Crescenzi che potrebbero garantirgli quella copertura politica oggi venuta meno. È evidente che Sulli confidi proprio nel sostegno dei due ex meloniani per continuare la propria esperienza amministrativa.

Sergio Crescenzi e Marco Ferrara

Ma questa eventuale operazione avrebbe inevitabilmente un costo politico. È impensabile che sia Fratelli d’Italia che soprattutto Identità Frusinate accettino una simile soluzione senza presentare il conto a Mastrangeli. E a undici mesi dalle elezioni potrebbe essere un conto salatissimo.

La domanda che Mastrangeli si sta ponendo

Vale la pena tenere Sulli in Giunta, incassare la reazione di FdI e di Identità Frusinate, cercare una copertura politica nel Gruppo Misto con Ferrara e Crescenzi — due ex meloniani la cui affidabilità è stata già messa alla prova — tutto questo a undici mesi dalle elezioni?

La matematica consiliare dice che forse si può fare. La matematica politica dice che il costo potrebbe essere superiore al beneficio. FdI non è un partito che dimentica, e Identità Frusinate ha già fatto il primo passo formale — la PEC al sindaco — che è un atto dal quale non si torna indietro senza perdere la faccia.

Riccardo Mastrangeli

Mastrangeli ha costruito la sua esperienza amministrativa cercando di tenere insieme una coalizione che si è progressivamente sfilacciata. Ha resistito quando altri si aspettavano che cedesse. Ha amministrato quando il perimetro politico attorno a lui si restringeva. Questa è probabilmente la prova più difficile: non per la posta in gioco in sé, ma per il momento in cui arriva.

A undici mesi dal voto ogni mossa ha il peso doppio: vale per quello che produce oggi e vale come segnale per quello che sarà domani. Tenere Sulli significa mandare un messaggio preciso agli elettori e agli alleati. Sostituirlo ne manda un altro, altrettanto preciso ma opposto. In entrambi i casi il conto arriverà. La differenza è solo su chi lo presenterà per primo.