Daniele Maura ci ha sperato fino all’ultimo, ma a guidare la Commissione Sviluppo della Regione Lazio sarà Vittorio Sambucci. La scelta premia l’equilibrio territoriale e politico, con Latina che conserva il suo peso nella geografia della maggioranza.
Ci ha sperato fino alla fine. La doccia gelata è arrivata questa mattina. Il Consigliere regionale Daniele Maura non sarà il presidente della Commissione Sviluppo della Regione Lazio: resterà vicepresidente.
Al posto del decaduto (temporaneamente) Enrico Tiero assumerà la guida della XI Commissione Vittorio Sambucci. Hanno vinto gli equilibri politici e soprattutto quelli territoriali: più importanti di ogni competenza o esperienza sul campo.
Perché Sambucci

Vittorio Sambucci, appartiene al Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia. Ha 51 anni ed è stato eletto nella lista provinciale di Latina: imprenditore agricolo, è stato consigliere comunale e vicesindaco di Cisterna di Latina.
È esattamente questo ad avere fatto pendere sul suo nome e non su quello di Daniele Maura l’ago della bilancia. Perché Enrico Tiero veniva dalle liste del collegio di Latina ed il Consiglio Regionale ha deciso di sostituirlo con un altro esponente che fosse anche lui proveniente sul piano politico da FdI e geograficamente della provincia di Latina.
A confermare la totale sintonia sulla linea è stata la votazione: Sambucci è stato eletto dalla Commissione con cinque voti a favore, nessun voto contrario, due schede bianche.
Nulla contro Maura

Dal punto di vista politico, l’elezione del pontino Sambucci a Presidente della Commissione Sviluppo Economico è il segnale che non si sono voluti alterare in alcun modo gli equilibri territoriali in Regione in tema di rappresentanza delle Commissioni.
La ‘promozione‘ di Daniele Maura da vice a presidente avrebbe spostato l’asse su Frosinone. Cosa che non può essere fatta perché è Latina ad avere portato le percentuali maggiori di consenso durante le scorse elezioni. E l’equilibrio tra le forze di governo (FdI-Lega-FI) faticosamente trovato dal Governatore Francesco Rocca non può essere messo a rischio.
Lo dimostra la linea tenuta quando sono cambiati i rapporti di forza interni alla maggioranza tra Lega e Forza Italia: Rocca non ha voluto toccare la sua Giunta. Si è limitato a degli aggiustamenti (lo spostamento della delega all’Urbanistica dal leghista Pasquale Ciacciarelli al forzista Giuseppe Schiboni) riequilibrando però negli enti intermedi.
Lo stesso principio è stato fatto valere per una Presidenza di Commissione importante come quella allo Sviluppo Economico.



