Telenovela-Terracina: Caringi punta i piedi e chiede deleghe più pesanti

Il consigliere del FdI, nominato assessore, non ha firmato il decreto ed è rimasto presidente dell'Aula. Ora la palla passa al coordinamento cittadino di Fratelli d'Italia che dovrà aprire una trattativa con il sindaco Giannetti. Forti critiche dalle opposizioni, il caso del debito fuori bilancio

Ora a puntare i piedi è Luca Caringi, presidente del Consiglio comunale di Terracina. Lo ha dimostrato nel corso della maratona consiliare iniziata ieri di buon mattino e terminata, dopo una breve pausa per un tramezzino, nel pomeriggio. Tutti attendevano la presentazione delle deleghe conferite l’altro giorno agli assessori che dovranno traghettare la città al voto nella primavera 2028 ma le aspettative sono andate deluse.

Niente dimissioni di Caringi

La Giunta era seduta al suo posto, tranne che il neo designato assessore Luca Caringi che è rimasto nel suo scranno da Presidente nelle due “manches rese di fuoco sotto i colpi incalzanti delle minoranze.

L’aula consiliare del Comune di Terracina

Per quest’ultime il sindaco Francesco Giannetti è “rimasto muto con un pesce” e non ha parlato neppure per presentare i neo assessori (il vice sindaco Claudio De Felice, Maurizio Casabona, Alessandra Feudi, Antonella Isolani, Gianluca Corradini e l’esordiente in assoluto Nicoletta Rossi) ed illustrare le deleghe loro conferite. (Leggi qui: Terracina, habemus deleghe tra il caso-Caringi e le critiche della minoranza).

La seduta consiliare di venerdì rivestiva una particolare attesa mista a curiosità sin dalle sue fasi iniziali. Tutti pronosticavano Caringi dimissionario da presidente e da consigliere comunale di FdI. Ma ben presto si è capito che sarebbe rimasto al suo posto quando in Aula non c’è stata traccia dell’aspirante consigliere Candido Luzzi che l’avrebbe dovuto surrogare,

Il silenzio del sindaco

Insomma Caringi resta al suo posto “ancora un bel po’”. E’ stato l’interessato a confermarlo ad alcuni colleghi di minoranza omettendo di motivare le ragioni. In effetti c’è soltanto un motivo che lo ha indotto ad avviare una riflessione personale: lo scarso, se non inesistente, peso della delega assessorile (Manutenzione ed affini) che il sindaco Francesco Giannetti aveva annunciato, tra le righe, di conferirgli.

Francesco Giannetti

Il comportamento di Caringi si è scontrato con i lunghi silenzi del primo cittadino che aveva annunciato “urbi et orbi” che sarebbe stato il presidente d’aula il terzo assessore espressione di Fratelli d’Italia nella Giunta del “tagliando”. Il cerino acceso dunque è tornato nelle mani del sindaco che per convincere Caringi a lasciare la Presidenza del Consiglio Comunale dovrà riconoscergli una delega di peso.

Senza giri di parole è la delega ai Lavori Pubblici che Giannetti ha confermato al suo ‘vice’ Claudio De Felice che unico rappresentante della lista del sindaco in giunta, ha ottenuto davvero di tutto e di più: Grandi Opere, Infrastrutture, PNRR, Bilancio, Programmazione Finanziaria, Fondi Finanziari extracomunitari, Sportello Europa, Contenzioso e Sistemi Informativi. 

La palla passa al coordinamento comunale di FdI

Luca Caringi ha fatto sapere ai suoi di non volersi occupare delle questioni personali. Dovrà essere il coordinamento comunale di Fratelli d’Italia ad avviare un’interlocuzione con Giannetti per soddisfare le ambizioni del presidente. Che nel frattempo non ha firmato “per accettazione” il decreto di nomina che è on line nell’albo pretorio del comune di Terracina dalla serata di venerdì 28 novembre.

Fratelli d’Italia potrebbe chiedere a Caringi di accontentarsi di quanto riceverà (quando sarà) dal sindaco Giannetti ma è assai probabile, nonostante le immancabili smentite, che metta sul tavolo la futura guida del consiglio comunale.

L’assessore Alessandra Feudi

Per ottenere questa posizione FdI ha bisogno di rimpinguare numericamente il suo gruppo consiliare. E per farlo sarebbero in corso trattative sotterranee con uno dei tre consiglieri della lista Giannetti (Silveria Giuliani?) che il sindaco lascerebbe partire dopo il taglio in giunta di uno dei assessori espressi dalla sua formazione civica, Natalina Tasciotti.

Un fatto è certo: se Caringi alla fine di questa pantomima si dimetterà da presidente del consiglio per sedere in giunta la sua sostituta sarà una donna e il nome più gettonato è quella di Ilaria Marangoni. E’ la consigliera che più di tutti nel gruppo consiliare di FdI incarna un’apprezzata dedizione nei confronti dell’istituzione-consiglio comunale e delle forze di minoranze. Insomma se Caringi non scioglie le sue riserve e non dà risposte alle sue perplessità la Giunta Municipale sarà ancora incompleta.

Maggioranza alle corde

D’altro canto il suo partito intende sostenere sì il sindaco Giannetti con “spirito di collaborazione e proposte che si coniughino con una buona amministrazione” ma annuncia che conserverà “una giusta capacità critica per valutare i provvedimenti e le linee politiche. Non è il momento dell’indecisione, dei tentennamenti, di cavilli e paure: è il tempo del coraggio, è giunta l’ora di mettere in campo tutte le risorse disponibili per garantire lo sviluppo di Terracina e del suo tessuto economico e sociale”.

Il capogruppo Pierpaolo Chiumera ed il Segretario Provinciale Pd Omar Sarubbo

La maggioranza di centrodestra nel Consiglio comunale di venerdì è apparsa ancora una volta come un pugile in difficoltà, costretto di tanto in tanto a ricorrere al suo angolo. E questo soccorso lo ha fornito proprio Claudio De Felice non tanto illustrando la tardiva approvazione (il termine era scaduto il 30 settembre scorso) del bilancio consolidato quanto il riconoscimento di alcuni debiti fuori bilancio in cui la Giunta “ha brillato per sciatteria, omissione e superficialità” come hanno più volte ribadito i capigruppo di Progetto Terracina Alessandro Di Tommaso, del Pd Pierpaolo Chiumera, di Europa Verde Gabriele Subiaco e di Sinistra Italiana Gaia Pernarella.

Debiti fuori bilancio

Il Consiglio comunale ha dovuto prendere atto come la condotta dell’ente sia “frequentemente” censurata dall’ufficio del Giudice di pace di Terracina e dai diversi gradi della magistratura amministrativa. Come? Soccombendo nei giudizi promossi da cittadini e attività imprenditoriali o, peggio ancora, non costituendosi proprio.

Alessandro Di Tommaso

I fuochi pirotecnici li ha fatti scoppiare nella sessione mattutina del consiglio i capigruppo Di Tommaso e Subiaco quando è approdato un debito fuori bilancio a fronte del quale diversi consiglieri di maggioranza hanno fatto orecchie da mercante.

Si tratta di un possibile danno erariale che ora finirà dritto all’esame della Procura regionale della Corte: 54 mila riconosciuti con una sentenza del 3 luglio 2022 dal Giudice della sezione Lavoro del Tribunale di Latina Valentina Avarello all’ex dirigente del settore tecnico del comune Claudia Romagna.

La professionista, difesa dall’avvocato Giacomo Mignano, in precedenza venne destituita “illecitamente” dall’incarico dall’ex sindaco Roberta Tintari che la rimpiazzò con Roberto Biasini dopo lo svolgimento di una selezione fiduciaria indetta in base all’articolo 110 del decreto legislativo 267/2000.