Nonostante le continue fibrillazioni ed i veti incrociati il sindaco Giannetti ha nominato la nuova giunta. Tre le novità con il passaggio di Luca Caringi dalla Presidenza del Consiglio all'esecutivo e le new-entry di Nicoletta Rossi ed Antonella Isolani. Il primo cittadino ora dovrà decidere gli incarichi anche se non mancano le frizioni soprattutto con FdI. Opposizioni all'attacco: "Amministrazione senza credibilità"
Non è stata una giornata facile quella di venerdì per il sindaco di Terracina Francesco Giannetti. Alle 21.51 di giovedì ha incaricato l’Ufficio Stampa del Comune di inviare una nota in cui, dopo averlo fatto in diretta televisiva, dava appuntamento ai giornalisti venerdì mattina in municipio.
Il motivo era ghiotto: dopo il Consiglio comunale dell’indomani avrebbe comunicato, “d’intesa con le forze politiche che la supportano”, la composizione della sua nuova Giunta per quello che definiva un “tagliando” di metà consiliatura.
Svolta positiva ma quanta fatica
Chiaro che fosse arrivata la svolta positiva alla crisi iniziata oltre mese fa con l’azzeramento delle deleghe e la revoca dell’incarico assessorile alla leghista Sara Norcia (su sollecitazione del suo Gruppo). Giannetti ha anticipato “alcuni rientri e alcune nuove entrate” ribadendo “la stessa dedizione totale con cui ho cominciato il mio lavoro. Spero che al termine del mandato questo potrà essere apprezzato anche da chi oggi lo critica. Ce la metterò tutta, questo è il mio impegno, come lo è stato dal primo giorno”.

Qualcosa però non è filato per il verso giusto. Soprattutto per quanto riguarda il peso delle deleghe da assegnare agli assessori, soprattutto per quanto riguarda quelli di espressione del Partito di maggioranza relativa, Fratelli d’Italia. Per questo, il pomeriggio di venerdì è stato un tourbillon di conferme e smentite sino a quando, nella serata, sono stati pubblicati i primi decreti con cui il sindaco nominava i suoi assessori ma non specificava quale deleghe conferite.
Caringi trasloca in giunta. Rossi e Isolani new entry
I primi tre decreti firmati da Giannetti riguardano le vere novità che caratterizzeranno l’ossatura del suo nuovo esecutivo, sempre e quando sarà operativo.

La più importante riguarda il trasferimento dalla presidenza del Consiglio Comunale alla Giunta per Luca Caringi (FdI). A seguire la nomina di Nicoletta Rossi (Lega) che, sostituisce la revocata Sara Norcia e molto probabilmente si occuperà dei Servizi Sociali. Il terzo decreto ha riguardato Antonella Isolani, ex Forza Italia che torna a sedere in Giunta per conto del Gruppo Misto formato da Domenico Villani e da Massimiliano Di Girolamo.
Le conferme in Giunta (ancora senza delega) riguardano il vice sindaco Claudio De Felice, Maurizio Casabona e Alessandra Feudi, quest’ultimi due di FdI, e Gianluca Corradini della Lega.
Ma cosa è successo per provocare il rinvio “con successivi decreti” dell’attribuzione delle deleghe agli assessori nominati?
Lo scontro sindaco-FdI

Fratelli d’Italia per spostare Caringi dalla Presidenza del Consiglio alla Giunta avrebbe preteso precise garanzie. Inizialmente la delega all’Urbanistica, che il sindaco Giannetti conserverà ad interim e poi quella ai Lavori Pubblici.
Secondo quanto è trapelato dal palazzo municipale lo scontro tra FdI ed il sindaco Giannetti sarebbe nato dalla volontà del primo cittadino di confermare al suo vice De Felice le deleghe ai Lavori Pubblici e al Bilancio, quest’ultima ricoperta sino ad un mese fa da Angelina Tasciotti, espressione della lista civica del sindaco e, insieme alla leghista Norcia, non confermata nella nuova giunta.

Le deleghe saranno assegnate solo quando sarà sciolto il nodo concernente il settore di cui si occuperà il neo assessore (e papabile candidato sindaco di FdI nella prossima tornata amministrativa) Luca Caringi.
Fratelli d’Italia avrebbe chiesto di bloccare tutto quando all’ex Presidente d’Aula sarebbe stata prospettata l’attribuzione soltanto della delega alla Manutenzione. Poca cosa rispetto al più istituzionale incarico di presidente del consiglio comunale di Terracina.
Martedì il giorno della verità

La pubblicazione dei decreti di nomina ha puntellato la tenuta dell’amministrazione: con il terzo assessorato (uno un più rispetto ad un mese fa) FdI difficilmente (alla vigilia delle elezioni provinciali di marzo di secondo livello) lascerà la maggioranza per garantire un appoggio esterno alla Giunta bis di Giannetti.
Il sindaco entro martedì dovrà soddisfare le istanze di Caringi. Martedì sarà il giorno in cui a Terracina ci sarà un nuovo Consiglio comunale e bisognerà eleggere il suo nuovo presidente che, salvo ripensamenti dell’ultim’ora, dovrebbe essere Gavino Di Gregorio.
Per il sindaco, il suo nuovo esecutivo va letto come «un premio oltre che alla competenza anche alla lealtà dimostrata quando uno dei partiti che mi aveva sostenuto ha scelto, in maniera sleale, di passare ai banchi dell’opposizione».

Il rimpasto non si limita alla Giunta: toccherà anche i funzionari. «Insieme alla nuova Giunta ho predisposto anche modifiche al funzionigramma del Comune affinché Assessori, Consiglieri Comunali e dipendenti potranno essere nelle condizioni di fare il massimo per la nostra Città».
Sulla risoluzione a metà della crisi, il sindaco ha fatto il punto. Se giovedì aveva ammesso come “l’impatto iniziale, per me che venivo dal mondo della professione e non della politica, è stato obiettivamente duro. Ma diversi buoni risultati mi incoraggiano a proseguire sulla strada intrapresa”.
Opposizione all’attacco: sindaco senza credibilità
Le minoranze si dicono “sconcertate” per quanto sta avvenendo. “Più passa il tempo e più siamo senza parole – ha tuonato il capogruppo del Partito Democratico Pierpaolo Chiumera – Il sindaco annuncia di notte la nuova giunta e poi non mantiene fede alle sue promesse al Consiglio Comunale ed a voi cronisti. Abbiamo di fronte un’amministrazione comunale, la cui credibilità nei confronti dei cittadini è prossima allo zero”.

E le minoranze nel consiglio comunale di venerdì hanno fatto vedere i sorci verdi alla maggioranza terracinese. La seduta consiliare per l’approvazione di due variazioni al bilancio pluriennale sarebbe dovuta durare un paio di giro di lancette di orologio. E’ invece è durata ore per lo svolgimento delle interrogazioni del consigliere Gabriele Subiaco (Europa Verde) sul dissesto idrogeologico e dei gruppi consiliari del Pd e di Progetto Terracina sulla gestione dei servizi cimiteriali.
Le perplessità sono sulla società appaltatrice che ha ceduto il suo ramo d’azienda ad un’altra impresa che non avrebbe i requisiti per svolgere il servizio.



