Tumore al seno: la vita si salva anche con una visita

Ogni giorno il tumore al seno colpisce oltre 100 donne ma la diagnosi precoce continua a salvare vite. A Villa Gioia, il convegno che ha unito scienza e sensibilizzazione, con specialisti e tecnologie all’avanguardia al servizio della prevenzione.

In Italia ogni giorno a più di 100 donne viene diagnosticato un tumore al seno. È il carcinoma più diffuso tra le donne ma anche quello da cui oggi si guarisce di più. E non grazie al caso, né alla fortuna. Si guarisce perché si scopre prima. E si scopre prima perché si fa prevenzione.

La medicina moderna ha un’arma potente e non è solo la chirurgia, la chemioterapia o la radioterapia. È la diagnosi precoce. Visite, controlli, esami periodici. La differenza tra un male devastante e una storia con lieto fine, oggi, può passare per un appuntamento in più dal senologo o per una mammografia fatta al momento giusto.

Parlarne e controllarsi

(Foto © DepositPhotos.com)

La prevenzione però ha bisogno anche di cultura, di consapevolezza e di confronto. È con questo spirito che il Polo di Alta Diagnostica Villa Gioia ha deciso di battere due strade: un convegno dedicato alla prevenzione oncologica del tumore al seno, una campagna di visite specialistiche per combattere la patologia.

Il convegno ha visto alternarsi le esperienze di professionisti d’altissimo livello: hanno saputo coniugare rigore scientifico e capacità divulgativa. Ha aperto i lavori il dottor Maurizio Carlini con un focus sul ruolo dei marcatori tumorali nel carcinoma mammario: strumenti oggi fondamentali non solo per la diagnos, ma anche per monitorare l’efficacia delle terapie. A seguire, il dottor Ivano Orlandi ha illustrato come l’ecografia e la chirurgia possano intervenire efficacemente sulle lesioni benigne, evitando spesso interventi inutili e riducendo l’impatto psicologico sulle pazienti.

Il dottor Moreno Bartolomucci, direttore della Nefrologia e Dialisi della Casa di Cura Villa Gioia, ha portato l’attenzione su un aspetto spesso sottovalutato: la salute renale nei pazienti oncologici, sottolineando la necessità di un approccio multidisciplinare. Il dottor Fulvio Caracciolo, anestesista rianimatore, ha introdotto il tema del Changing Pain, un nuovo paradigma nell’approccio al dolore oncologico che punta alla personalizzazione delle cure e a una maggiore qualità della vita.

La medicina ha fatto grandi passi

Alessandro Casinelli (a sinistra)

A chiudere gli interventi scientifici è stato il dottor Norberto Venturi, chiururgo oncologico per tantissimi anni all’ospedale di Frosinone ed oggi primario della Casa di Cura Villa Gioia nonché membro del Direttivo Nazionale della LILT, la Lega Italiana per la Lotta ai Tumori. Ha tracciato lo stato dell’arte nella chirurgia del cancro mammario, ricordando quanto siano progredite le tecniche e i protocolli negli ultimi anni. A moderare l’incontro è stato il dottor Alessandro Casinelli, direttore della Casa di Cura, che ha tenuto insieme i fili dell’intera giornata.

Ma il convegno non è rimasto un fatto teorico. Da quel giorno, presso la struttura, è partito un programma concreto di pacchetti di prevenzione oncologica, con esami all’avanguardia come la mammografia 3D con Tomosintesi e ecografie 3D ad altissima risoluzione. Tecnologie capaci di individuare lesioni invisibili agli esami tradizionali, offrendo così una possibilità in più a chi ogni giorno lotta per la propria salute.

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Il messaggio è semplice, ma urgente: la prevenzione salva la vita. È un gesto d’amore verso sé stesse, verso chi ci ama. Ecco perché l’iniziativa di Villa Gioia non è un semplice convegno ma un vero atto di cittadinanza sanitaria. I ritmi sono sempre più serrati, ritagliarsi uno spazio per un controllo può fare la differenza tra vivere una malattia e sconfiggerla prima che si manifesti.

Perché la prevenzione non è paura del futuro. È rispetto per la vita.