Un anno fa l'elezione di Vittorio Sgarbi a sindaco di Arpino. A fargli opposizione è rimasto solo Niccolò Casinelli con la sua lista. Che mette a nudo i risultati dei dodici mesi d'attività. "una raffica di annunci, che poi però si sono rivelati solo ed esclusivamente colpi sparati a salve”
Evanescente. Anzi, forse nulla. Niccolò Casinelli è il superstite della pattuglia che un anno fa provò a sbarrare il passo del municipio di Arpino al Sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi. Non ci riuscirono né lui con la sua lista né il presidente del Consiglio provinciale di Frosinone Gianluca Quadrini. Sgarbi diventò sindaco, spinto dalla notorietà del nome e dai voti dell’amministrazione uscente guidata dall’avvocato Renato Rea. Ma Quadrini ora è in sintonia con il sindaco che aveva combattuto. Mentre Casinelli è rimasto arroccato nel suo fortino dell’opposizione.
Dopo un anno di governo di Arpino, il sindaco Vittorio Sgarbi non è più sottosegretario. E per Niccolò Casinelli bastano due parole per descrivere cosa ha fatto in un anno il sindaco Sgarbi per la città di Cicerone: evanescente o forse nulla. Per lui la città nulla ha avuto di quanto promesso in campagna elettorale da quel candidato così altisonante e di spessore: perché lo spessore, a Sgarbi, non si può negare.
“Sono stati dodici mesi – ha sottolineato Casinelli – in cui Vittorio Sgarbi da sindaco di Arpino non ha minimamente lasciato traccia. Non ha lasciato traccia a livello amministrativo, con una città letteralmente ferma. Non ne ha lasciata a livello politico, dove il suo apporto che doveva essere il quid in più non si è assolutamente visto”.
SOLO COLPI A SALVE

Analisi superficiale fatta da un oppositore? Casinelli è consapevole del rischio e allora ci mette intorno un bel po’ di sostanza. Ed analizza: “Da parte del sindaco Vittorio Sgarbi, ma anche dei membri della sua maggioranza abbiamo potuto assistere ad una raffica di annunci, che poi però si sono rivelati solo ed esclusivamente colpi sparati a salve”. Una metafora che Casinelli spiega così: “I colpi a salve fanno rumore, ma hanno solo quell’effetto. Fare rumore senza portare a nulla. E questo è stato l’effetto degli annunci di Sgarbi: andare a vuoto. La sua inconsistenza politica – prosegue Casinelli – sta emergendo dalla manciata di uditori che riesce ad attirare nel corso della campagna elettorale per le Europee. Non è più credibile”. Il riferimento è al surreale comizio che il sindaco di Arpino ha tenuto nei giorni scorsi a Sulmona: solo una decina di persone sono andate in piazza per ascoltarlo. L’unico che sembra seguire le parole dell’ex sottosegretario è un contestatore e Sgarbi dal palco gli urla: “Stai zitto, capra“.
Una cosa per Casinelli non è mancata ad Arpino: l’imbarazzo. Ma per arrivare all’imbarazzo – sostiene il Consigliere – non c’era bisogno di avere Sgarbi con la fascia di sindaco stretta alla vita. “La nostra città – ha sottolineato – era partita con l’idea di avere una marcia in più, di attrarre finanziamenti, interesse di magnati, frotte di turisti. Ed invece ci siamo ritrovati solo uscite imbarazzanti. Situazioni che nulla hanno a che fare con Arpino e con l’intera provincia di Frosinone, ma solo con la sua persona. Gli arpinati però volevano altro, non un personaggio ingombrante”.
LA CITTA’ E’ IMMOBILE

Il problema, principale che Casinelli vuole sottolineare è però la mancanza di futuro per la città di Arpino. “Non c’è un’idea di sviluppo, un progetto dedicato al commercio, al turismo e paradossalmente c’è poco o nulla dedicato alla cultura. Se non quello che già avevamo, perché patrimonio di questa splendida città, che ha un’eredità storica e culturale da difendere”.
È per questo che oggi Casinelli intende prendere in mano il vessillo dell’opposizione, farlo suo, iniziando a tracciare la rotta per il futuro. “Qui dobbiamo cominciare a pensare ad un progetto di ripartenza della città, mettendo in campo visioni e lavorando in prima persona per vederle realizzate, perché sì amministrare può essere simile a guidare un’azienda, ma l’esasperazione con cui ad Arpino abbiamo amministratori delegati da un sindaco troppo occupato, è deleterio per la nostra comunità”.
Un lassismo che per Casinelli viene agevolato da un Consiglio comunale che ha poche voci di dissenso: “Una parte dell’opposizione ad Arpino troppo spesso va a rimorchio dell’amministrazione. E non solo non fa il suo dovere di ‘cane da guardia’, ma troppe volte plaude alle attività della maggioranza, senza che questa maggioranza ne abbia alcun merito. E mi riferisco in particolare a chi, come Gianluca Quadrini, un anno fa si candidò a guidare questa città. Non mi spiego questa sua politica, spero si ravveda”.
IL VOTO DOPATO E IL NON REFERENDUM

Il voto del 2023 per Casinelli rappresenta una tornata elettorale dopata. In questo modo non sta assolutamente accusando qualcuno di brogli – sempre meglio spiegare – ma semplicemente il Consigliere vuole far comprendere l’effetto Sgarbi. “Chi ha deciso di candidare Vittorio Sgarbi, seguendo uno spirito di autoconservazione che ha fatto bene solo a loro stessi, lo ha fatto però cosciente del nome che andava a proporre. Un nome pesante, scomodo e difficile da avversare. Molte persone, di fronte ad un politico di cotanto spessore, hanno abbandonato i programmi elettorali, hanno messo da parte anche la loro voglia di candidarsi. Hanno vinto e governano, – prosegue Casinelli – ma lo stanno facendo nel peggior modo possibile, perché in dodici mesi la città non ha fatto alcun passo in avanti. Ne ha fatto qualcuno di lato però e molti indietro”.
E proprio come un anno fa, Casinelli ha scelto di incalzare il sindaco. Lo fece nel primo consiglio comunale, leggendo un documento durissimo, che sfociò poi nella proposta di un referendum. Per confermare la fiducia popolare al sindaco. Se ne fece nulla.
Casinelli rilancia. “L’anno scorso, dopo il mio primo discorso in Consiglio – sottolinea Casinelli – uno Sgarbi molto nervoso propose un referendum sulla sua persona, perché io gli dissi che era stato solo un terzo della città a votarlo. Quel referendum non si è mai fatto, oggi gli chiedo: ti renderesti disponibile di nuovo ad una iniziativa del genere? Sono certo che stavolta non lo farebbe neanche a chiacchiere”.
La speranza è però l’ultima a morire ed il 38enne Consigliere auspica che le cose possano cambiare, fermo restando il solco già tracciato che lui ed il suo gruppo seguiranno: “Il sindaco Sgarbi, eletto da sottosegretario ci ha portato nulla dal governo, la speranza è che adesso che non lo è più possa stupirci, dando di più per Arpino, a partire dalla sua presenza fisica. Naturalmente – conclude Casinelli – se non viene eletto a Bruxelles, perché poi lì si potrebbero aprire altri scenari…”



