Un Consorzio presta la firma a un altro: la piccola rivoluzione della Bonifica

Litorale Nord diventa stazione appaltante per conto della Conca di Sora su un progetto da 5,3 milioni per il risparmio idrico nel Liri. Dietro l'annuncio istituzionale, un problema che riguarda migliaia di enti pubblici italiani: chi può bandire una gara, e chi no.

Antonella Iafrate

Se è scritto chiaro si capisce

La spiegazione più efficace la fornisce un numero. È lui a dire perché la convenzione firmata in questi giorni tra il Consorzio di Bonifica Conca di Sora e il Consorzio di Bonifica Litorale Nord di Roma non sia una semplice formalità burocratica. Secondo l’ultimo report dell’ANAC, a fine 2025 risultano qualificate come Stazioni Appaltanti per Servizi e Forniture appena 3.045 amministrazioni italiane: una minoranza rispetto al totale degli Enti Pubblici del Paese, fra Comuni, Consorzi ed enti locali che restano fuori dal sistema.

Chi non ha la qualifica, ogni volta che deve realizzare un’opera importante, è costretto a scegliere fra due strade: rivolgersi a una centrale di committenza esterna, pagandone il costo, oppure trovare un partner pubblico già abilitato che accetti di bandire la gara al posto suo. È esattamente quello che è successo tra il Consorzio di Bonifica Conca di Sora ed il Consorzio di Bonifica Lazio Nord di Roma.

Il problema che nessuno racconta

Il sistema delle qualificazioni delle Stazioni Appaltanti, introdotto per garantire che a gestire gare pubbliche siano solo strutture con competenze tecniche adeguate, ha finito per creare un doppio binario silenzioso nella pubblica amministrazione italiana.

Da una parte i soggetti qualificati: sui 3.045 abilitati per servizi e forniture, circa il 60% ha raggiunto il livello più alto, SF1, la fascia che consente di gestire affidamenti di importo pari o superiore a 5 milioni di euro, senza tetto massimo. Dall’altra la maggioranza degli enti pubblici italiani, che la qualificazione non ce l’ha affatto, e che per un’opera sopra soglia deve necessariamente appoggiarsi a qualcun altro.

Per un Consorzio di Bonifica come quello della Conca di Sora, competente su un territorio importante ma con una macchina amministrativa dimensionata sulla gestione ordinaria del reticolo idraulico, il problema si è presentato nel momento in cui è arrivato un finanziamento da 5.326.315 euro per interventi sul risparmio idrico nel bacino del Liri. Un progetto di quella taglia richiede una stazione appaltante di alto profilo. Il Consorzio di Sora, da solo, non ce l’ha.

Da qui la convenzione: il Consorzio di Bonifica Litorale Nord di Roma, qualificato ai livelli più alti, presta la propria struttura tecnica e la propria abilitazione per bandire e gestire la gara, restando comunque un intervento che ricade sul territorio e sotto la responsabilità politica della Conca di Sora.

Cosa c’è dietro la sigla

I lavori di Anbi Lazio

Il progetto riguarda il risparmio idrico nelle aree di Valfrancesca, Sora, Felci e Castelliri-Granciara, con la sostituzione di infrastrutture di adduzione e distribuzione ormai datate, responsabili di dispersioni significative lungo la rete. Il finanziamento arriva dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf), nell’ambito dei fondi destinati all’ammodernamento delle reti irrigue e di bonifica.

Non è un dettaglio da poco che a gestire la gara sarà un Consorzio con sede fuori provincia. Ma è proprio questo il punto della convenzione: la qualificazione tecnica, in un sistema sempre più esigente sul fronte delle competenze richieste per bandire e aggiudicare opere pubbliche, conta più della vicinanza geografica.

Soprattutto è la conferma della scelta di qualificare almeno uno dei Consorzi di Anbi Lazio: facendo in modo che in casi come questo di Sora potesse mettersi a disposizione degli altri enti della filiera regionale delle bonifiche.

Perché conviene, e a chi serve da modello

Daniele Pili con Lino Conti e Niccolò Sacchetti

Per il Commissario del Conca di Sora Daniele Pili, l’accordo è un modo per non perdere tempo prezioso su un finanziamento già assegnato, evitando i costi e le tempistiche più lunghe di una centrale di committenza esterna. Per il Litorale Nord, rappresentato dal direttore Niccolò Sacchetti, si tratta di mettere a disposizione una struttura tecnica già collaudata, senza che questo comporti un impegno di risorse proprie sul progetto.

Il presidente di ANBI Lazio, Lino Conti, la definisce “parte di quel percorso di rilancio del sistema consortile che l’associazione regionale porta avanti da tempo” e la indica come “primo, concreto esempio di collaborazione tra Consorzi diversi per dimensione e potenzialità amministrativa”.

Non è un caso isolato che resterà tale. Da mesi è in corso il lavoro finale che dovrà culminare con la fusione tra i tre Consorzi di bonifica presenti in provincia di Frosinone (Anagni – Sora – Cassino) proprio per superare le disomogeneità di qualificazione e di capacità tecnica che oggi costringono i Consorzi più piccoli a soluzioni come questa convenzione.

Se il modello Sora-Litorale Nord funzionerà, difficilmente resterà un episodio isolato: più che un accordo tecnico su un singolo progetto, potrebbe diventare il prototipo di come i piccoli Consorzi del Lazio si organizzeranno per continuare a intercettare i grandi finanziamenti pubblici senza restare tagliati fuori dalla soglia della qualificazione.