Gli interventi sul Liri e sui canali del Sorano diventano il simbolo della nuova funzione dei Consorzi di Bonifica. Non solo manutenzione idraulica, ma presidio del territorio, risposta ai sindaci e gestione delle sfide ambientali. Come dimostra il caso di Sora
Un fiume ripulito, dei fossi trinciati, delle cunette libere. In apparenza cronaca minore, lavori di ordinaria manutenzione idraulica. In realtà è la dimostrazione concreta di come i Consorzi di Bonifica stiano diventando uno strumento di presidio territoriale con una precisa valenza politica. Oltre che tecnica.
Il Consorzio di Bonifica Conca di Sora ha effettuato in questi giorni la ripulitura manuale della sponda in sinistra idraulica del fiume Liri tra il ponte XX Settembre e il ponte di ferro. Lo ha fatto su richiesta esplicita del sindaco Luca Di Stefano. Parallelamente sono in corso interventi di trinciatura delle cunette e dei fossi di scolo a Isola del Liri (località Capitino), Castelliri (via Forma Taverna) e Campoli Appennino (zona Carpello). Lavori necessari, concreti, visibili.
Dai Comuni ai Sindaci, costruire dal basso

Ma il dato politicamente più rilevante non è cosa si fa, bensì come e perché. Il direttore Aurelio Tagliaboschi lo dice esplicitamente: «Il filo diretto con gli amministratori e con i sindaci, che ringraziamo, permette di programmare con tempestività ed efficienza». Il perché, in questo caso è più importante: ruspe, trince, escavatori e motoseghe del Consorzio di Bonifica Conca di Sora si sono mosse dopo la chiamata del sindaco Luca Di Stefano alla sede.
Significa che la Bonifica è al servizio del territorio e se i sindaci segnalano dove sono le criticità maggiori, coordinando anche in sinergia le azioni dei manutentori comunali, è possibile rendere efficienti canali e terreni. Cosa c’è di straordinario? Nulla. Ma è proprio sull’area di Sora che nelle ultime settimane si era concentrata l’azione mediatica del fronte che contesta l’esistenza dei Consorzi e li ritiene enti ormai superati. Un fronte che non parte da Sora ma dal circondario.

La semplice telefonata del sindaco al Consorzio ha dimostrato che nel giro di pochi giorni è stato possibile organizzare, pianificare, bonificare e restituire alla collettività un’intera area di Sora. E non aree agricole o di periferia: anche in pieno centro come in questo caso. Perché i rischi di esondazione e di allagamenti sono anche a ridosso del centro.
Il cantiere istituzionale
Questo avviene in una fase di transizione tutt’altro che neutra per i Consorzi ciociari. Il presidente della Regione Francesco Rocca ha da poco firmato la nomine del nuovo commissario straordinario Daniele Pili per i Consorzi «A Sud di Anagni», «Valle del Liri» e «Conca di Sora». A lui compete ora la missione di guidarli verso la fusione in un Consorzio unico del Lazio Sud Est. Una riorganizzazione che concentra poteri, risorse e responsabilità, con una governance competente come preteso dall’assessore regionale all’Agricoltura Giancarlo Righini.

È tra i principali sostenitori della nuova mission dei Consorzi: non più la gestione dei rubinetti con l’acqua per irrigare i campi ma il braccio operativo della lotta ai cambiamenti climatici ed alla tutela del territorio. Per questo ha creato una apposita Direzione Regionale ed ha assegnato dirigenti e personale a questo progetto.
Il lavoro sul Liri a Sora va letto in questo contesto: non è un episodio isolato ma un segnale di come il nuovo assetto stia già operando sul territorio. Con i Sindaci come interlocutori privilegiati e la capacità di risposta rapida come biglietto da visita. Chi governerà il Lazio Sud Est avrà in mano uno strumento potente. E chi ha costruito questo strumento lo sa bene.



