Veroli 2026: sfide, nuovo assetto per la città, temi chiave e dinamiche politiche

Dinamiche amministrative già rodate, quelle nuove e gli scenari politici per i 12 mesi che attendono la cittadina ernica

Piero Cima-Sognai

Ne elegantia abutere

Le dichiarazioni del sindaco di Veroli, Germano Caperna, a chiusura ed a mo’ di bilancio del 2025, erano state nette. I prossimi mesi, quelli dell’appena cominciato 2026, serviranno per mettere a regime le intuizioni e le scelte che hanno caratterizzato l’anno appena trascorso. E da questo punto di vista le sfide che la Veroli del nuovo anno dovrà affrontare saranno molteplici. (Leggi qui: Il 2025 di Veroli, 2° da sindaco per Caperna e 1° per Papetti guida di Fdi).

E difficili, visto che Caperna non è uno che pensa in piccolo e che ha affidato la rotta amministrativa della maggioranza che guida ad una serie di voci impegnative. E complesse. Lo sono sia per la loro natura insita che per quel secondo step che Caperna vuole: quello di affinare anche ciò che nel 2025 si è messo a progetto, mettendolo quindi a pieno regime nel 2026. E di puntare a nuovi traguardi.

L’anno iniziato da una decina di giorni sarà il terzo di amministrazione Caperna e sarà il “contenitore” temporale per trasformare una “visione” che ha già dato frutti in un protocollo di realizzazione pratica a tutto tondo.

Le direttrici: politiche e di governo

Germano Caperna

Ma quali saranno le direttrici politico-amministrative di elezione per questo 2026 verolano? Sul fronte della maggioranza e del perfezionamento di quanto già messo in cantiere nei mesi scorsi spiccano step “interni” e passi cruciali per fare di Veroli un modello sovra comunale. In ordine a questo secondo ambito di certo spicca l’esito della candidatura cittadina, assieme ad Anagni, Alatri e Ferentino, a Capitale della Cultura 2028.

Veroli è per definizione comune regimentatore della Cultura, rappresentata in assessorato da Francesca Cerquozzi, e le date clou saranno fra pochi giorni. Cioè quando si saprà se le quattro saranno nel novero delle prime 10 da cui scegliere il podio. E poi marzo. Cioè quando si conoscerà il nome della municipalità o (si spera) di quelle da podio più alto.

La sfide per i prossimi mesi

E gli scenari inside per Veroli, inclusi quelli politici e legati (anche) alle dinamiche delle opposizioni? La lista delle cose da fare e regimentare del team Caperna è corposa: soprattutto per metrica di spessore.

Essa rimanda innanzitutto al preambolo chiave dell’azione di governo cittadino. Quello di una città che va oltre i propri confini, trasformandosi in un punto di riferimento per condivisione, cultura, coesione sociale, qualità della vita. Che passa per la cultura come infrastruttura amministrativa. Poi che, anche alla luce dei recenti eventi meteo severi, punta al potenziamento della macchina delle emergenze, struttura sempre più organizzata e organica.

Il target, ovvio, è la messa in sicurezza generale del territorio. Nel settore dei lavori pubblici, quello retto dall’assessore Augusto Simonelli, svetta il completamento delle opere di rigenerazione urbana assieme a nuovi progetti di ottimizzazione del territorio. Senza dimenticare l’ottimizzazione della raccolta della differenziata.

Team civico e tessere

Sempre nell’ottica di una Veroli Comune virtuoso il team Caperna scommette ed opererà sulla certificazione della parità di genere. Poi sugli asili nido e sul potenziamento dell’offerta educativa per il territorio comunale. Senza dimenticare lo spot turistico-naturalistico per eccellenza, quel Pianoro di Prato di Campoli cioè che sarà al centro dell’azione amministrativa.

Sul fronte più squisitamente politico il team Caperna dovrà mettere “il cemento sulla colla forte”. Nel senso che le affinità di vedute – preesistenti e/o già createsi fra i membri della maggioranza vincente con impronta civica ma comunque connotata al di fuori di Piazza Mazzoli da precise appartenenze partitiche – avranno altri 12 mesi.

Serviranno per trovare lo stato dell’arte. Tutt’altra musica suoneranno nei mesi a venire le opposizioni consiliari. Ovviamente ognuno “fa il suo mestiere” e i prossimi mesi irrobustiranno l’assioma.

In particolare quella rappresentata dalla quota iscritta a Fratelli d’Italia ed incarnata da Cristiano Papetti, coordinatore cittadino, e Patrizia Viglianti, vice coordinatrice del partito di Via della Scrofa che fa capo alla corrente della consigliera regionale Alessia Savo.

Le opposizioni e le sfide

Patrizia Viglianti

Cioè dai due già sfidanti di Caperna per la carica di sindaco nel voto amministrativo del 2024. E che, del Partito che annovera una tesserata anche tra le file della maggioranza – l’assessore in quota civica Veroli Proxima Elena Di Nicuolo – sono espressione arcigna. E non proprio millimetricamente allineata (senza viraggi manichei, ovvio, le aree nei Partiti sono calibro fisiologico) con il coordinatore provinciale Massimo Ruspandini.

Discorso a parte per Forza Italia, unico partito che in campagna elettorale non aveva rinunciato al suo simbolo. E che sembra intenzionato a sottolineare questa sorta di “coerenza ideologica” additando per sua strategia le presunte contraddizioni dell’amalgama amministrativo che oggi regge le sorti di Veroli.

Il segretario cittadino Ivan Viti ha inaugurato la “campagna politica 2026” all’insegna dell’enunciazione di tutte le pecche che gli azzurri del posto imputano a chi oggi amministra lo stesso, specie in ordine alle opere finanziate da Pnrr.

Doppio binario

Un anno appena agli esordi che per la cittadina ernica si preannuncia ricco di sfide. Un anno a doppio binario dunque.

Di assestamento delle dinamiche già esistenti e di esordio di nuovi scenari, così come si conviene ad una comunità cardinale sotto ogni punto di vista.

E che, nel panorama politico territoriale, di collegio, culturale ed economico della Provincia di Frosinone, è tra le più numerose, strategiche e complesse.

(Foto di copertina © DepositPhotos.com)