Otto impianti idrovori in tre Comuni della provincia di Latina (Terracina, Sabaudia e Latina) vengono potenziati con risorse PNRR veicolate dalla Regione Lazio. Il presidente Conti: «Con le precipitazioni sempre più intense, ammodernare queste infrastrutture significa tutelare cittadini, imprese e ambiente». Ringraziamenti a Rocca e Righini.
Senza di loro, la provincia di Latina non esiste. Non nel senso figurato: nel senso letterale. Gli impianti idrovori sono le pompe cardiache di un territorio che gli uomini hanno strappato alle acque novant’anni fa e che senza manutenzione tornerebbe alle acque. Oggi il Consorzio di Bonifica Lazio Sud Ovest investe sul futuro di otto di questi impianti distribuiti tra Terracina, Sabaudia e Latina, con risorse PNRR veicolate dalla Regione Lazio. Non si tratta di ordinaria amministrazione: è la manutenzione di un miracolo ingegneristico che funziona solo se qualcuno continua a tenerlo in vita.
Il paradosso del territorio pontino è tutto qui: una pianura strappata alle paludi che rischia di tornare sott’acqua non per incuria, ma per eccesso d’acqua. Le precipitazioni intense e improvvise che il cambiamento climatico sta moltiplicando sono la nuova frontiera della bonifica idraulica. Per questo il Consorzio ha avviato il potenziamento degli otto impianti: perché difendere il territorio dalla siccità e difenderlo dalle alluvioni sono, oggi, la stessa battaglia.
Gli otto impianti e i tre Comuni coinvolti

Gli interventi riguardano impianti distribuiti su tre Comuni del territorio pontino. A Terracina vengono potenziati gli impianti di Pantani di Inferno, Matera, Cannete e Pantani da Basso. A Sabaudia tocca agli impianti di Caterattino e Lavorazione. Mentre a Latina sono interessati Capoportiere e Valmontorio. L’insieme rientra in un piano più ampio di potenziamento delle infrastrutture consortili che guarda all’efficienza energetica, all’affidabilità delle apparecchiature e alla capacità complessiva di risposta del sistema di bonifica.
Per capire il significato dell’investimento occorre avere chiaro cosa fa un impianto idrovoro. La provincia di Latina è territorio in larga misura pianeggiante e in parte sotto il livello del mare, frutto della bonifica integrale degli anni Trenta: non può scolare le acque per gravità. Le deve sollevare meccanicamente, attraverso una rete di pompe che operano in continuità per tenere asciutti campi, abitazioni, strade e aree produttive.

Il Consorzio di Bonifica Lazio Sud Ovest gestisce in totale 32 impianti idrovori, distribuiti su un comprensorio che abbraccia circa 4.800 chilometri di rete idrica superficiale tra canali e corsi d’acqua naturali. Quando questi impianti si fermano o perdono efficienza, le conseguenze per il territorio sono immediate.
I cambiamenti climatici rendono tutto più urgente
«I finanziamenti del PNRR ci permettono di intervenire su opere indispensabili per la sicurezza del nostro territorio» dichiara il Presidente del Consorzio Lino Conti. «La provincia di Latina può contare su una rete composta da 32 impianti idrovori, infrastrutture essenziali che operano quotidianamente per garantire il corretto deflusso delle acque e la difesa idraulica del comprensorio. Oggi, di fronte agli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici, con precipitazioni improvvise e di forte intensità, investire nella manutenzione e nell’ammodernamento di questi impianti significa rafforzare la capacità del territorio di rispondere alle emergenze e di rimanere in sicurezza. È un investimento che tutela i cittadini, le attività produttive e l’ambiente».

Il presidente Conti ha espresso gratitudine alla Regione Lazio per il sostegno ai Consorzi di Bonifica: «soprattutto al Presidente della Regione Francesco Rocca, all’Assessore all’Agricoltura e al Bilancio Giancarlo Righini e ai Consiglieri regionali per l’attenzione che continuano a riservare alla sicurezza del territorio. Le risorse destinate ai Consorzi di Bonifica sono un investimento concreto nella prevenzione del rischio idraulico e nella tutela delle nostre comunità».
Il quadro più ampio
L’intervento si inserisce in una stagione di attenzione rinnovata verso le infrastrutture idrauliche del Lazio, che vede ANBI Lazio (l’associazione regionale che coordina i Consorzi di Bonifica, presieduta ora dallo stesso Conti e guidata dal Dg Andrea Renna) impegnata su più fronti: dalla manutenzione ordinaria alla realizzazione di nuove opere, dall’adeguamento agli standard europei sulla gestione del rischio alluvionale alla transizione energetica degli impianti.

Il Consorzio di Bonifica Lazio Sud Ovest, nato nel novembre 2021 dalla fusione dei Consorzi Agro Pontino e Sud Pontino, è uno degli enti più grandi del sistema: opera su oltre 185.000 ettari di comprensorio, con 127.000 ditte consorziate e un sistema di irrigazione che alimenta 15 impianti collettivi.
Il potenziamento degli otto impianti idrovori è quindi molto più di un intervento di manutenzione straordinaria: è un tassello della strategia per mettere in sicurezza strutturale un territorio che della bonifica idraulica ha fatto la propria stessa condizione di esistenza.



