Via le Lame, affidato l’incarico per la prevenzione

Discarica di Via Le Lame, pubblicata la Dertermina: ecco l'incarico per il programma operativo di prevenzione.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Da una parte c’è Legambiente. Attraverso il Presidente del Circolo di Frosinone Stefano Cecccarelli sollecita la bonifica della discarica di via Le Lame nel Capoluogo e denuncia il rimpallo di responsabilità tra gli enti che devono attuare l’accordo di programma. Dall’altra c’è il Comune di Frosinone. Già dal 6 maggio scorso ha provveduto ad affidare l’incarico per “la stesura del programma operativo delle attività di prevenzione da mettere in atto presso il sito discarica “Le Lame“.

Perchè quell’incarico? C’è la necessità di tecnici esperti in materia ambientale: il Comune evidentemente non ha risorse interne.

La discarica

La discarica di via Le Lame

Quella di via Le Lame è la discarica ‘storica’ del capoluogo ciociaro: ha funzionato quasi cinquant’anni. È entrata in funzione nel 1956 ed ha cessato l’esercizio nel 2002. La compongono 3 bacini. Il primo è quello del nucleo storico e poi sviluppato nel 1987; il secondo è stato realizzato nel pieno della crisi che ad inizio anni Novanta riempì le strade ciociare di immondizia: è stata riempita negli anni da marzo 1992 a giugno 1994; il terzo bacino è stato saturato nel periodo tra il 1994 ed i 2002. 

Tra i rifiuti e sovvalli si stima che il sito abbia ospitato 651.000 metri cubi in una superficie di quasi quattro ettari. Negli anni, avrebbero prodotto degli effetti devastanti: la Procura ha accertato la contaminazione della falda acquifera con metalli pesanti. Non è stato possibile risalire ai responsabili perché non è stato possibile capire a quale periodo quell’inquinamento debba essere ricondotto.

Da anni si deve procedere con la bonifica. Ora qualcosa si muove.

La determina

La discarica di Via Le Lame a Frosinone

C’è la determina della struttura complessa Area Gestione Risorse Personale Ambiente e Servizi Ambientali n° 1439/2024. È stata affissa oggi all’albo pretorio del Comune di Frosinone: affida alla ditta Sgi Ingegneria Srl di Ferrara l’incarico per la redazione del Programma delle misure di prevenzione nell’ex discarica di via Le Lame.

Si tratta del documento con le misure di sicurezza per la gestione del percolato e delle acque di ruscellamento; per la manutenzione del verde in modo da evitare incendi determinati dalle sterpaglie; la estione dei presidi ambientali e degli accessi. Inoltre, i monitoraggi e la definizione di eventuali prove/analisi da eseguire in campo. Il programma deve contenere anche un computo metrico estimativo su base annua circa le attività di prevenzione: cioè quanto costa, voce per voce.

Burocrazia? Non proprio. Le attività sono previste dal Codice dell’Ambiente.

Cosa c’è da fare

La discarica di via Le Lame è una montagna di 700mila tonnellate di rifiuti con difficoltà di caratterizzazione. È entrata in esercizio nel 1956 ed era adibita alla raccolta dei rifiuti urbani prodotti nella sola città di Frosinone. È stata gestita dal Comune fino al 1998, anno in cui è stata chiusa e da allora il trattamento dei rifiuti urbani è stato conferito alla società Reclas che oggi è la Saf di Colfelice.

Dal 1956 al 1998 la discarica è stata di proprietà del Comune e da questi completamente gestita. Negli anni 2001 e 2002 venne riattivata d’urgenza per far fronte ad un’emergenza rifiuti che riempì le strade di tutta la Ciociaria: a disporre la riapertura fu l’ordinanza n°2/2001 del presidente della Provincia di Frosinone per farle accogliere i sovvalli (l’immondizia lavorata) prodotti dall’impianto della Reclas. Che in questo periodo ne ha tenuto al gestione. La discarica è rimasta operativa fino al 2002.

Nel mese di marzo 2022 la Regione Lazio ha predisposto un piano di caratterizzazione, per certificare cosa c’è dentro la discarica e quale inquinamento ha prodotto. 

La discarica è stata anche oggetto di un procedimento penale e nel 2023 l’Autorità Giudiziaria l’ha dissequestrata ed ora è nella piena disponibilità del Comune Capoluogo. Per questo motivo l’Ente sta attivando le necessarie misure di prevenzione.