Vinaria, la firma che manca e il bando Arsial che non perdona

Il progetto “Vinaria” doveva valorizzare Castel Sindici e il vino del territorio. Invece il bando Arsial si ferma su una firma mancante, tra accuse dell’opposizione e chiarimenti del Comune. Ora resta da capire se la partita amministrativa sia davvero chiusa.

Il vino doveva fare da guida: raccontare un territorio, mettere in vetrina le eccellenze, accendere Castel Sindici con un evento pensato per attirare persone e far girare economia locale. Invece, per “Vinaria – Un’esperienza vinicola a Castel Sindici”, la partita si è fermata prima ancora di stappare: sulla burocrazia, e su una firma.

L’Amministrazione comunale di Ceccano ha diffuso un comunicato di chiarimento dopo le informazioni circolate in questi giorni sulla partecipazione al bando di Arsial, l’Agenzia regionale che si occupa di sviluppo, innovazione e promozione del comparto agricolo del Lazio. O, più che informazioni, una carica all’arma bianca lanciata dalle minoranze di centrodestra contro l’amministrazione di centrosinistra: accusata di essere incapace ed avere perso i finanziamenti per la mancanza di una firma. (Leggi qui: Ceccano, i dossier si parlano da soli: Arsial, aria, Mastrogiacomo sotto la lente. E leggi qui: La firma che accende la miccia: Ciotoli vs Del Brocco e il caso Arsial).

Il progetto: promozione, territorio, Castel Sindici

(Foto © DepositPhotos.com)

Il Comune spiega di aver presentato regolarmente, entro i termini, il progetto “Vinaria”, pensato per valorizzare il patrimonio enogastronomico cittadino e uno dei luoghi simbolo della città: Castel Sindici. Un’idea con una traiettoria chiara: creare un appuntamento attrattivo, sostenere le produzioni locali, legare promozione e identità.

Durante l’istruttoria, racconta l’Amministrazione, Arsial avrebbe trasmesso un preavviso di rigetto (il classico passaggio procedimentale che segnala i motivi ostativi prima del “no” definitivo). Ad istituzionalizzare quel passaggio, oltre vent’anni fa, fu l’allora assessore regionale all’Agricoltura Antonello Iannarilli: stanco di vedere i progetti bocciati per piccole irregolarità formali e consapevole che nel mondo agricolo un progetto respinto equivale ad un’intera stagione di attesa, pretese che le aziende e le amministrazioni ricevessero un preavviso. In quel modo, se era una mancanza sanabile si rimediava.

Il motivo indicato nel preavviso recapitato a Ceccano: sottoscrizione parziale della documentazione da parte del legale rappresentante.

Qualcuno si è perso qualcosa?

A quel punto, sostiene il Comune, l’Ente avrebbe provveduto a inviare nei tempi l’integrazione richiesta: domanda firmata integralmente e documento d’identità, proprio per sanare l’irregolarità segnalata.

Nonostante l’integrazione, la comunicazione finale di Arsial avrebbe confermato la non ammissione, ribadendo la stessa ragione: mancanza della firma sulla domanda di partecipazione. E questo passaggio, scrive l’Amministrazione, viene giudicato “difficile da comprendere” alla luce di quanto trasmesso in sede di integrazione.

La comunicazione inviata dal Comune ad Arsial è stata ricevuta? È stata esaminata? Perché è stata scartata?

E adesso? La partita non è chiusa

Andrea Querqui

Nel comunicato il Comune dice di avvere avviato le proprie valutazioni sulle possibili azioni da intraprendere. Con un obiettivo dichiarato: tutelare l’interesse dell’Ente e del territorio. E insieme manda un messaggio politico-amministrativo chiaro: la programmazione continua, perché il punto non è un singolo bando, ma la capacità di non perdere occasioni di valorizzazione quando passano.

Se “Vinaria” doveva essere un evento, per ora è diventata soprattutto un caso: non di vino, ma di carte. E spesso di sa: le carte, quando diventano politica, fanno sempre rumore.