ZLS, Mantovano ha firmato: ora la ripresa del Lazio ha un decreto

Con la firma del sottosegretario Mantovano nasce ufficialmente la Zona Logistica Semplificata del Lazio. Un risultato atteso da anni, che la giunta Rocca ha trasformato in leva concreta per lo sviluppo economico, attrazione di investimenti e semplificazione burocratica. Ma ora inizia la sfida più difficile: riempire di contenuti e imprese quel contenitore strategico, evitando che resti un’occasione mancata.

Antonella Iafrate

Se è scritto chiaro si capisce

La firma è arrivata nel pomeriggio verso le 17:30, a metterla è stato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano: nasce ufficialmente la Zona Logistica Semplificata (ZLS) del Lazio.

Per chi non maneggia il lessico tecnico: non è un’area franca ma qualcosa che si avvicina: un perimetro economico in cui le imprese avranno percorsi agevolati, meno burocrazia, più incentivi, procedure autorizzative più rapide e un canale diretto con il sistema portuale e logistico.

Ne faranno parte 18 Comuni ciociari: Frosinone, Cassino, Anagni, Ceccano, Ferentino, Sora, Isola del Liri, Ceprano, Roccasecca, Patrica, Piedimonte San Germano, Pignataro Interamna. Sant’Andrea del Garigliano, Sant’Ambrogio sul Garigliano, Sant’Apollinare, San Giorgio a Liri, San Vittore del Lazio, Villa Santa Lucia. Ma sono in piedi i ricorsi di altri che non sono entrati in quella mappa.

Passaggio strategico

(Foto © Ansa)

Si tratta di un passaggio strategico, sul quale l’amministrazione regionale guidata da Francesco Rocca può rivendicare il merito di aver dato un’accelerazione concreta ad un progetto che rischiava di restare lettera morta. E lo ha fatto in un momento in cui, mai come adesso, il Lazio ha bisogno di tornare centrale nella geografia economica del Paese. Serve a rafforzare la competitività del territorio, a promuovere investimenti nel sistema produttivo regionale ed a creare nuove e significative opportunità di lavoro.

Una vittoria? Sì, ma con radici profonde. Che affondano in un’attesa lunga, in burocrazie sospese, in occasioni mancate. Nel gioco lungo della politica italiana, c’è un momento in cui le carte sul tavolo non sono più oggetto di dibattito ma diventano strumento operativo. La firma del sottosegretario Alfredo Mantovano che istituisce ufficialmente la Zona Logistica Semplificata (ZLS) del Lazio, è esattamente questo: il momento in cui una promessa – inseguita, evocata, congelata per anni – smette di essere aspirazione e si trasforma in strategia.

La soddisfazione della Regione

Francesco Rocca

Il presidente della Regione Francesco Rocca non nasconde l’ambizione: “Con la firma del decreto – ha dichiarato – possiamo finalmente azionare una leva straordinaria per lo sviluppo”.

Ma è nelle pieghe delle sue parole che si coglie il cuore del progetto: la volontà di creare un ecosistema industriale che non viva più di rendite passive ma sia in grado di attrarre investimenti, far nascere imprese e generare occupazione qualificata. Nel Lazio le imprese non chiedono finanziamenti ma velocità, non chiedono di limare i costi ma i tempi: le ZLS sono una prima risposta alla richiesta disperata di “semplificazione” spesso inascoltata e che ora può imboccare la strada per diventare concretezza.

Giancarlo Righini

Non meno determinato è l’assessore al Bilancio, Giancarlo Righini, che parla di “risultato storico” e sottolinea l’introduzione del credito d’imposta per le ZLS, arma potentissima se davvero sarà usata dalle imprese. In pratica? Se un’impresa investe nell’area ZLS, la Regione gli riconoscerà dei soldi: non denaro da girargli sul conto ma sconti sulle tasse che così l’impresa non dovrà pagare. Più che una dichiarazione, un appello al pragmatismo: “Abbiamo acceso i motori, ora servono piloti capaci di guidare”. È un monito, ma anche una sfida.

Il motore è acceso

E poi c’è Roberta Angelilli, vice presidente e anima economica della Giunta. Parla di sportelli unici, di snellimento delle procedure, di tempi ridotti e costi abbattuti. Ma dietro i tecnicismi c’è una visione: fare del Lazio un punto nodale, dove la logistica portuale e quella produttiva si incontrano e creano valore. Una formula che potrebbe ridisegnare l’equilibrio industriale della Regione, se – e qui sta la chiave – saprà essere inclusiva: nei confronti delle imprese piccole e medie, delle filiere produttive locali, del tessuto diffuso che fa l’economia vera.

Roberta Angelilli

Lo stesso pragmatismo del professor Raffaele Trequattrini, Commissario che sta pilotando il Consorzio Industriale del Lazio verso rotte più stabili e sicure. Lo scorso fine settimana la Giunta ha approvato il suo Piano Operativo per l’Automotive: ora la ZLS si innesta alla perfezione su quel progetto e può liberare le risorse che la Regione aveva pianificato. “L’istituzione della ZLS rappresenta un traguardo di grande rilevanza per il nostro sistema economico. Apre una fase nuova per la competitività dei territori e per la capacità di attrarre investimenti. La Zls produrrà una maggiore semplificazione, con meno tempi d’attesa e meno costi per le imprese, oltre a maggiori incentivi che rendono più conveniente investire nel Lazio spiega il Commissario Raffaele Trequattrini.

Raffaele Trequattrini e Roberta Angelilli

L’effetto sarà quello di un territorio più competitivo, capace di generare attrazione di investimenti, crescita economica e nuova occupazione. A questo si aggiunge la misura dei 100 milioni stanziati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che offre un ulteriore contributo significativo, sostenendo interventi strategici nelle aree industriali del Lazio.Si tratta – spiega il Consorzio Industriale – di iniziative complementari che rafforzano la capacità del territorio di modernizzarsi e cogliere appieno le opportunità di sviluppo. Il Consorzio industriale continuerà a operare con impegno e responsabilità affinché questi strumenti producano i benefici attesi per imprese e comunità”.

Il dato politico

(Foto © DepositPhotos.com)

In tutto questo, emerge un dato politico non banale: la ZLS nasce non da uno scatto solitario ma da un lavoro concertato tra Regione, governo, enti locali, Autorità Portuale e stakeholder industriali. In una stagione di fratture e competenze sovrapposte, un esempio – raro – di come il gioco di squadra possa ancora funzionare.

Ma c’è un altro aspetto che vale la pena mettere sul tavolo: la sfida non finisce qui. Anzi, comincia ora. Perché una zona semplificata è un contenitore, e come tutti i contenitori può rimanere vuoto o diventare laboratorio di sperimentazione. Dipenderà dalla capacità della macchina regionale di essere all’altezza delle semplificazioni promesse. Dipenderà dalle imprese ma anche dalla politica, che dovrà resistere alla tentazione dell’autocompiacimento.

Perché il Lazio oggi ha un nuovo strumento. Ma come ogni strumento, va suonato bene. Altrimenti resta – come troppo spesso accade – una bella partitura mai eseguita.

(Foto di copertina © DepositPhotos.com).