La grande forza di essere diversi dagli altri (di M. R. Scappaticci)

Sentirsi diversi dagli altri. Fuori luogo, fuori dal contesto, differenti. Molti si abbattono e si isolano. Senza sapere che la diversità è una grandissima forza. E condizione di accettarsi

Maria Rita Scappaticci
Maria Rita Scappaticci

Psicologa e blogger

Ci sono persone smarrite solo perché si rendono conto di essere diverse dagli altri . Se ne fanno un problema perché non riescono ad uniformare il proprio pensiero a quello della gente. Vivono male se stesse.

Non sanno che la loro fortuna sta proprio nel continuare a cercarsi nel corso dei giorni.

Il pensiero migliore l’ha avuto una giovane donna quando ha scoperto che essere diversi può essere un vantaggio.

“Ero aggrovigliata nei dubbi e nelle paranoie delle mancate risposte.

Ero grande e non sapevo ancora abbastanza, al contrario delle persone che incontravo: belle, perfette e sicure di ogni progetto di vita.

Me ne stavo ogni volta a raccogliere le ansie della mia esistenza, senza trovare il giusto motivo ed il giusto peso, frequentando luoghi conosciuti e persone che mi regalavano modi di fare altrui che facevo fatica a fare miei.

Mi avevano sempre detto che c’erano regole, modi di fare, e giusti sentimenti da mettere in campo per essere qualcuno.

Era indispensabile costruire una identità solida ed era necessario averla il prima possibile per sconfiggere il torpore e l’apatia.

Con questo presupposto la mia autostima calava con l’aumentare degli anni. Perché, in fondo, la mia convinzione era sempre la stessa. Voler cambiare idea ogni volta che le situazioni ne richiedevano la necessità. E allora nel mio piccolo qualche certezza ce l’avevo anche io.

Non lasciare nulla al caso e costruire ogni giorno senza piani precostruiti o rigide logiche prese in prestito da un altro che di certo di me ne sapeva ben poco.

Credo che non ci sia anima peggiore del saccente, di colui che pensa di essere sempre adeguato, di colui che non si confronta perché non ne ha bisogno.

E allora se è giusto avere una conoscenza di base di noi stessi per tirare le reti in barca quando è ora di fare il punto, è altrettanto adeguato uscire di casa ogni giorno con la certezza che nessun piano sarà mai come lo abbiamo pensato.

Che la strada da percorre potrebbe presentare deviazioni alle quali non avevamo pensato e che attraverso quel cambio di rotta posso pensare di dirigere la mia vita.

Il vero motore della propria vita è la curiosità.

Il vero spirito guida delle nostre menti è la scoperta e la voglia di sapere.

Non mi perdonerò mai per non aver dato ascolto ad ogni persona che ho incontrato.

E non perché avesse ragione, ma perché il suo punto di vista avrebbe potuto confermare la scelta del mio oppure farmi cambiare idea e sarebbe stata una piena consapevolezza di ciò che sono.

Pretendere di sapere laddove la realtà si presenta attraverso innumerevoli variabili che neanche immaginiamo è un torto a noi stessi.

Ed io non voglio rovinarmi la vita perché ancora non so parecchie cose di me.

Voglio crescere ed invecchiare sapendo che ogni evento mi regalerà un nuovo spunto di riflessione che mai avrei considerato se fossi rimasto ancorato alle mie pseudo sicurezze.

Datevi il permesso di sbagliare, orientate lo sguardo più lontano che potete e rimanete in silenzio ad osservare ciò che accade intorno a voi.

Abbiate il coraggio di cambiare rotta laddove il percorso vi pone alternative.

E non abbiate mai paura di superare il limite che vi siete autoimposti.

Siamo nati per fare tutto, e ciò che non proviamo a priori è solo un’autocensura senza fondamento di verità”.