Questa settimana si è rotto il bagno: niente idraulico ma… (Mamma Ciociara)

Saranno gli strali delle mamme che prendono il caffè al mattino davanti al bar senza l'assillo dell'orologio: ma si è rotto il bagno. Un idraulico poco sogno erotico, la fila per comprare i pezzi. E poi...

Il diario di Mamma Ciociara
Il diario di Mamma Ciociara

Diario settimanale, molto poco ordinario, di una mamma ciociara in una famiglia ciociara molto poco ordinaria

E arriva il giorno in cui anche il bagno di casa ciociara collassa sotto gli attacchi di papà facocero e dei suoi cuccioli.

Mamma ha chiamato l’idraulico e, quello che per molte rappresenta un sogno erotico, nella realtà è un ometto dalla tuta piena di tasche e le mani ruvide con un portafogli pieno di denaro e cattiveria, come i russi di Salvatore Conte della serie Gomorra.

Ma per evitare di essere imbrogliata con pezzi dal costo lievitato come una palla di pane dopo 72 ore, la Mamma Ciociara ha deciso di andare personalmente dal rivenditore, quello grande in periferia.

Con lei il fido scudiero Sir Facocero. Tappa scuola, caffettino e colazione al vetriolo tra le mamme aspartame e via.

Il capannone è grande e quando la mamma entra vede un oggetto familiare, il distributore di numeretto: ore 9.45 già si pesca il numero 63. C’è più gente che acquista tubi che massaie al banco affettati che cercano mortadella con il pistacchio.

In quel gruppone di omoni tutti profumati di bucato la mamma perde il papà che passeggia tra condizionatori e pompe per aspirare cenere dal camino che non possiedono. Una schiera di gente che acquista pezzi per aggiustare caldaie, impianti, per costruire… La mamma li adora e osserva il papà facocero che non riesce a capire la potenza del condizionatore con tanto di libretto in mano.

Sul bancone ci sono anche le caramelle e, quando arriva il loro turno, il facocero ne prende tre in una botta. La mamma lo guarda malissimo come aveva visto tante volte fare la sua nonna con lei, ma erano decenni prima e lei aveva i calzini ricamati al ginocchio.

Il papà fulminato si eclissa e lascia la mamma a contrattare sui pezzi per avere il miglior rubinetto rapporto qualità prezzo. Dopo un quarto d’ora la mamma si fa impacchettare tutto, paga e cerca papà facocero. Esce dal capannone e prova a chiamarlo…non serve.

Nel piazzale una signora appena uscita da un film di Tinto Brass con un grembiule adornato da un bel disegno di un maialino sta intrattenendo il facocero. Una nota ditta di materiale edile sta tenendo una dimostrazione e la signora si occupa del buffet: mozzarelle, olive, salatini e panini con formaggio, salame, broccoli e salsiccia e pizza bianca con mortadella.

Papà non guarda il balcone della Serena Grandi del bullone, è estasiato dalla tavolata. Se ne viene tronfio alla macchina con un panino pieno di broccoli ripassati compressi con una salsiccia.

Sale in auto e senza vergogna si gira alla mamma «Potresti andare a prendermi la pizza bianca con la mortadella? Io mi vergogno».

«E fai bene. É il minimo». La mamma sconnette il cervello, così è tutto più veloce. Dopo 5 minuti torna con la pizza, il facocero è troppo felice e addenta il panino imbottito: «Che dici mi darà fastidio sul cornetto?». Ore 10.07 il Papà Ciociaro che ha preso un permesso per accompagnare la mamma, fa la terza colazione della giornata a base di broccoli salsiccia pizza e mortadella.

La mamma trascorre il resto della mattina tra scartoffie e gente dalle richieste più assurde. Alle 13.30 fa il suo ingresso nel supermercato orario continuato e si avvicina al banco freschi per prendere un numeretto.

Accanto a lei due signore “Io vengo sempre a quest’ora perché non c’è nessuno, sai quelle casalinghe isteriche che rompono le palle alle commesse?!

E l’altra: «Si si, insopportabili!».

Arriva il suo numero «Allora io vorrei della bresaola del Vipiteno stagionata 47 mesi in casolare di malga senza lattosio e lontana dal fieno, e me ne faccia 5 fette sottili sottili. Poi ci aggiunge del tacchino magro, però levi la buccia che mica posso pagare lo scarto! Mi dà un fiordilatte magro senza lattosio e lo strizza bene, che mica pago il siero! Mi aggiunge una decina di olive verdi. Ah..due panini di segale ai cinque cereali senza soia ai semi di lino».

In quel momento riesco a leggere nella mente della banconista: vorrebbe passarsi le mani tra le chiappe e toccare tutto prima di metterlo nelle bustine pigiando i tasti della bilancia falsando il peso con il gomito, qualche starnuto sulla segale pure non sarebbe male.

Le due tipe si allontanano. «Io non capisco queste tizie, non solo hanno un lavoro per cui dover ringraziare il destino, pare che quando ti servono ti fanno un piacere!».

Alla mamma ciociara bastano 6 rosette, due etti salame Milano e due di mortazza. Le tipe pazze le ritrova in cassa in pieno litigio perché la busta si è rotta e ne vogliono un’altra senza doverla ripagare.

La mamma con molta calma decide di mettere la parola fine: «Gloria dai alle signore la busta, oggi mi rovino e questi 5 centesimi li usiamo in beneficenza. Che hanno perso lattosio, glucosio, saccarosio e glutinosio e se li sono ritrovati tutti nel c***».

Al grido di Sei una grande maleducata le tizie escono.

Mamma si sente più leggera anche un po’ Bruce Willis. E chiama facocero: «Adesso arrivo a casa e ti faccio smaltire i broccoletti di questa mattina».

Crediti: Foto: copyright © Can Stock Photo / photography33