L’elegante marchesa Letizia Rappini Velani ed i suoi artisti

Foto: © Archivio Piero Albery

La storia dell'elegante marchesa Letizia Rappini Velani, la nobile figlia di Mathilde Sangermano e Guido Rappini di Casteldino

Fausta Dumano

Scrittrice e insegnante detta "Insognata"

Ricordi in bianco e nero… Sfogliare le foto dell’ immenso archivio fotografico di Piero Albery è un viaggiare continuo tra i ricordi, E’ sfogliare un’ epoca con i suoi protagonisti, perché dietro ogni scatto c’è una storia. Quell’archivio in bianco e nero dentro di me si agita come i fotogrammi di un film. Quell’archivio ha attraversato un lungo periodo della mia vita che sto riannodando con un viaggio nella memoria.

La piazza principale di Arpino è stato il teatro di tante storie. Un salotto variegato, trasversale e lui Piero sempre pronto a cogliere l’ attimo. Questa volta, ricordi in bianco e nero, arriva lei, la marchesa Letizia Rappini Velani. E’ la figlia di Mathilde Sangermano e Guido Rappini di Casteldino.

La Letizia aveva un fratello, Mario Rappini. Ricordi in bianco e nero, lui era un marchese, ma anche un artista eclettico, stravagante, un architetto, uno scenografo. Ha lavorato in tanti film. Il marchese dipingeva anche. Si dice che in soli tre giorni abbia realizzato quell’affresco con scene di vita ciociara su un’ intera parete del ristorante Mingone a Carnello. Ricordi in bianco e nero… Un altro affresco si trova credo ad Arpino nella sala del Cavalier d’ Arpino, il ristorante… non saprei è da un po’ che non vado. Di certo nei miei ricordi è ben vivo, ho le foto del pranzo della mia comunione.

Donna Letizia Rappini all’ età di 26 anni si sposa con l’avvocato Ottorino Velani. Il passaggio di Donna Letizia, la marchesa, non passava inosservato. Sembrava sempre uscita da una rivista d’ alta moda… Tutte le sue amiche erano eleganti, ma lei aveva un tocco, una marcia in più. Da piccola, ricordi in bianco e nero, lei la chiamavo, la marchesa. La mamma Mathilde era la gran marchesa e Delfina invece la marchesina. Poi diventando amiche, semplicemente Delfina…

Ricordi in bianco e nero, la famiglia dei marchesi Rappini ha un ruolo importante nella mia vita arpinate. Mio padre era un barone siciliano, il suo titolo e il suo stemma lo metteva nel suo bigliettino da visita. La mia mamma non ha mai usato il titolo baronessa, lei si presentava come professoressa. Ricordi in bianco e nero, la mia nonna siciliana diceva: ”i nobili li riconosci hanno il sangue blu”. Maledizione ogni volta che cadevo dalle mie ferite usciva sangue rosso, le mie ginocchia erano sempre sbucciate, mai una goccia di sangue blu.

Fu l’arrivo di Delfina ad Arpino a non farmi sentire più una marziana con il sangue rosso: anche lei cadendo spargeva sangue rosso. Di cadute insieme, alla ”via vecchia” ne abbiamo fatte… I nostri genitori erano amici, Delfina andava a scuola con mia sorella, con lei spesso andavo a casa della ”gran marchesa”.

Ricordi in bianco e nero, era un palazzo all’interno da fiaba. Non a caso è stato scelto come location per girare dei film. Nel salotto della ”gran marchesa” trovavi spesso le sue amiche, conversazioni tè e pasticcini, non ho mai saputo cosa si narrassero.

Nell’ archivio di Piero ci sono diverse foto dei marchesi Rappini. Delfina, veniva paparazzata spesso. Andrea, il fratello, detto in quegli anni, il monello, sfidava divieti. Non ho visto scorrere il sangue blu ma, ricordi in bianco e nero, ho visto scorrere il sangue dell’arte, perché non solo Mario era artista, ma anche il padre Guido lo era. E artista è pure Vittorio, figlio di Mario e zio di Delfina.

Ricordi in bianco e nero, facciamo outing… quante della generazione prima della mia si sono innamorate del bel Vittorio? Nel mio immaginario era lo ”stragista”. Oggi è un artista affermato, ha lasciato nel cassetto il suo master in Affari e Amministrazione conseguito all’università di Washington. Ricordi in bianco e nero, un capitolo di arte quello dei marchesi Rappini. Anche Delfina è un’artista, realizza pezzi unici, cornici con l’argento, mosaici su pannelli, tavoli.

Ma l’opera più grande… sono i ricordi in bianco e nero che hanno lasciato con eleganza e stile, nella loro storia quotidiana di Arpino.

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