Quanto è difficile chiedere scusa… (di M.R.Scappaticci)

Maria Rita Scappaticci

Psicologa e blogger

di MARIA RITA SCAPPATICCI
Psicologa e blogger

 

 

 

Rientra tra le parole più difficili da pronunciare perché quando si è arrabbiati proprio non si riesce ad ammettere un errore o una mancanza.

Le scuse, pronunciate con sincero pentimento, sono le frasi più ardue quando si è fermi sulle proprie idee. Un po’ per orgoglio e un po’ perché non si ha minimante idea dei sentimenti provati da chi ritiene di aver subito un torto o una mancanza.

La consuetudine vuole che dire mi dispiace significa mettere in discussione il proprio operato, le proprie idee e convinzioni. Siamo portati a pensare che le recriminazioni delle nostre azioni siano un attacco personale a noi stessi. Come se il nostro interlocutore volesse mettere in discussione il nostro modo di essere e non la semplice azione. E proprio per questo non la mandiamo giù di giustificarci, convinti più che mai di essere nel giusto, perché abbiamo usato la logica e nessun sentimento negativo.

Abbiamo solo fatto ciò che ritenevamo opportuno. Eppure chi subisce e ci fa notare il fattaccio, ci guarda, ci sbraita. Richiede attenzione e ribadisce che proprio non l’ha digerita.

Esiste un modo per superare questa difficoltà.

Spostare l’attenzione sull’altro e su ciò che ci fa notare, specialmente se con questa persona abbiamo contatti e relazioni confidenziali e davvero non avevamo intenzione di ferirla.

E’ evidente che su certe questione abbiamo visioni differenti della vita.
Probabilmente ciò che per noi non ha finalità negative, per l’altro può essere una doccia fredda.

Capire il diverso punto di vista, spostare l’attenzione su ciò che ci fa notare e soprattutto pensare che dietro una recriminazione c’è una volontà di comprensione di un altro modo di vivere le cose ci aiuta in questa difficile ammissione.

Per questo motivo anche quando ci rendiamo conto che la nostra azione non aveva nessuna volontà negativa, ma l’altro ne ha comunque perito il gesto, dobbiamo chiedere scusa.

Non possiamo aspettare di renderci conto di avere sbagliato perché magari non lo abbiamo fatto.

Ma il nostro comportamento ha comunque prodotto una conseguenza che va accolta per ristabilire la pace. Le scuse valgono quando ci si rende conto che una nostra azione ha ferito, ha prodotto tristezza e allontanamento. Se la vediamo con questo punto di vista sarà tutto più facile e neanche il nostro equilibrio potrà vacillare.

Perché chiedere scusa non sempre significa esporsi ed ammettere un errore.

Magari l’errore non c’è neanche stato ragion per cui le scuse sono solo un modo per dire all’altro che per noi ha importanza anche il suo punto di vista e ci dispiace se la nostra azione ha potuto mettere in discussione il rapporto.

§

Se vuoi contattarmi Leggi qui tutti gli articoli di Maria Rita Scappaticci

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright