Il modo giusto per portare il cervello in vacanza

Maria Rita Scappaticci

Psicologa e blogger

Tempo d’estate, di relax e di meritato riposo dalla routine quotidiana. E’ giusto staccare la spina per ricaricare lo spirito e prepararlo agli impegni di settembre ma con le dovute accortezze. Infatti non necessariamente vacanza deve significare ozio per evitare che la ripresa sia troppo drastica ed il nostro corpo sia più appesantito di prima.

L’errore più comune, infatti, è lasciarsi andare ad un bivacco esagerato mandando il cervello letteralmente in letargo.

Per evitare una simile situazione molti si dedicano ad attività da spiaggia che sono perfetti passatempi rompi noia. Vanno benissimo i compiti di enigmistica che molti già praticano sotto l’ombrellone, le letture, molto gettonate quando si tratta di fare lunghi viaggi, e le chiacchierate con gli amici che durante l’anno non si ha tempo di incontrare.
Tutte attività che ci spezzano una desiderata voglia di fare niente senza farsi prendere troppo dall’ozio estivo che rende sicuramente più difficoltoso il ritorno a lavoro.

La più grande risorsa, però, per evitare di addormentare i neuroni, e la novità.
Il nostro cervello mantiene, a tutte le età, una grande e preziosa caratteristica: la plasticità mentale.

Questo significa che ogni volta che è stimolato con una nuova situazione “costruisce” nuovi collegamenti, crea nuove “diramazioni” e si mantiene sempre ad alti livelli di lavoro.
Attenzione non sto parlando necessariamente di compiti pesanti o legati alla nostra professione.

Si parla di tutto ciò che ci permette di arricchire le nostre conoscenze, in riferimento anche a passatempi prettamente vacanzieri.

Ogni volta che ci dedichiamo ad una nuova attività, facciamo una nuova scoperta, o semplicemente conversiamo con qualcuno di qualcosa di cui il nostro cervello non è a conoscenza (sono esclusi il gossip ed i pettegolezzi) una buona quantità di neuroni nel nostro cervello si attiva e mette in moto un processo di proliferazione di collegamenti nuovi. In questo modo ne trae vantaggio la nostra memoria e tutte e funzioni cognitive che non si perdono ma sono sempre in allenamento, anche in situazioni che a noi risultano più piacevoli.

La vera qualità a nostra disposizione, durante tutto l’arco della nostra vita, è la curiosità.

Siate curiosi anche e soprattutto delle cose che durante l’anno tralasciate per via dell’eccesso di impegni e del lavoro. Quindi via libera alla sperimentazione di un nuovo sport, nuovi piatti di cucina, una visita ad un museo, o anche solo approfittare di un amico straniero conosciuto per cimentarsi in una lingua diversa. Riscoprire la bellezza di una chiacchierata con un amico può essere più appagante dal punto di vista cognitivo che portarsi dietro strascichi di schede e lavori da finire.

Il nostro cervello si nutre delle relazioni sociali e si arma dell’esperienza e della conoscenza per riequilibrarsi di volta in volta.

E’ fondamentale staccare e dimenticarsi per un po’ del nostro tram tram quotidiano perché il continuo attivarsi per gli stessi compiti rischia di farci diventare passivi e senza motivazione. E quindi ben vengano attività delle quali di solito non ci occupiamo, per sentirsi diversi, anche sotto il profilo emotivo.

Per questo motivo, l’occasione delle ferie è un buon momento per eliminare gli ormoni dello stress che ci rallentano e ci rendono stanchi ma deve essere il momento ideale per accendere nuove luci e nuove idee.

Siate curiosi, sempre!

E buone vacanze.

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