Nascondete agli occhi dei vostri bambini le immagini di Aleppo

Maria Rita Scappaticci

Psicologa e blogger

Si chiama Omran e ha cinque anni. Vive ad Aleppo, in Siria, dall’altra parte del nostro mondo. Ma tutti ormai lo riconoscono: per la sua faccia impaurita che fissa il vuoto, inconsapevole dell’atrocità umana che ha trasformato il suo volto e la sua vita.

Nascondete agli occhi dei vostri bambini le immagini di Omran.

Mostrargliele significa spalancare la porta ai loro incubi, minare le loro certezze di bambini. La loro mente non è ancora pronta per essere messa di fronte al mondo reale.

Perché purtroppo la nostra mente si abitua anche alle oscenità se diventano frequenti e quotidiane. E ci si dimentica che i bambini, i coetanei di Omran, potranno avere la sventura di riconoscersi ed immedesimarsi proprio in questa foto. Nella loro mente scatta un riflesso elementare: E’ un bambino come me

Potranno chiedersi cosa mai sia potuto accadere a lui per avere uno sguardo cosi impaurito e per essere cosi sporco di polvere. Forse la sua mamma non si è accorta che è fuggito a giocare fuori o forse, come molti bimbi, ha paura dell’acqua e non vuole fare il bagno. Se mai qualche bambino abbia la malaugurata sventura di vedere la foto come potreste spiegare cosa è accaduto al suo piccolo coetaneo?

Come raccontereste ad un bambino di 5 anni che Omran non ha infranto nessuna regola ma avrebbe voluto tanto farlo? E soprattutto è giusto spiegare e far conoscere ad un bimbo di 5 anni la guerra?

Per dare un risposta basta descrivere cosa fanno i bimbi a cinque anni.

Amano giocare, amano le favole in cui i cattivi vengono sconfitti e si fidano dei grandi.
Hanno una fiducia smisurata verso gli adulti, per i genitori in particolare, e sanno che se ci sono loro nessuno potrà fargli del male. Infrangere questo mondo sicuro non può che essere deleterio soprattutto perché i bambini non hanno capacità adeguate per comprendere simili azioni.

Un bambino va salvaguardato e va rispettato nelle sue tappe di sviluppo. Questo non significa nascondergli la realtà ma assicurarsi che abbia le giuste abilità per comprendere ogni cosa che gli viene riferita, per evitare che introietti informazioni e modelli sbagliati. E allora è bene fare in modo che ciò non accada, perché se gli adulti si abituano presto a sopportare la vista delle tragedie che passano ogni giorno per i bambini potrebbe essere anche peggio.

E se proprio qualche bimbo dovesse imbattersi in questa fotografia, potete sempre dire che ci sono alcune volte in cui gli orchi riescono ad avvicinarsi troppo ma sicuramente il piccolo avrà avuto subito riparo nelle braccia della sua mamma.

Non credo sia giusto rovinare la solidità di un bambino che ha la fortuna di essere nato in un “porto sicuro” e mettergli subito davanti una triste realtà che neanche i grandi sanno spiegare.

Ed è proprio questo il punto.

E credo che anche il piccolo Omran sarebbe d’accordo.

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