No Alice, non posso amarti…

Maria Rita Scappaticci

Psicologa e blogger

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di MARIA RITA SCAPPATICCI

Psicologa e blogger

 

– Ma tu mi ami? chiese Alice.
– No, non ti amo rispose il Bianconiglio.
– Alice corrugò la fronte ed iniziò a sfregarsi nervosamente le mani, come faceva sempre quando si sentiva ferita.
– Ecco, vedi? – disse Bianconiglio – Ora ti starai chiedendo quale sia la tua colpa, perché non riesca a volerti almeno un po’ di bene, cosa ti renda così imperfetta, frammentata. Proprio per questo non posso amarti. Perché ci saranno giorni nei quali sarò stanco, adirato, con la testa tra le nuvole e ti ferirò. Ogni giorno accade di calpestare i sentimenti per noia, sbadataggine, incomprensione. Ma se non ti ami almeno un po’, se non crei una corazza di pura gioia intorno al tuo cuore, i miei deboli dardi si faranno letali e ti distruggeranno. La prima volta che ti ho incontrata ho fatto un patto con me stesso: mi sarei impedito di amarti fino a che non avessi imparato tu per prima a sentirti preziosa per te stessa. Perciò Alice no, non ti amo. Non posso farlo”

È il post che sulla mia bacheca Facebook  ha destato più interesse nei giorni scorsi.

Il Bianconiglio non può amare Alice se “non crea una corazza di pura gioia intorno al suo cuore”

Cosa vuole dire il mitico coniglio bianco che le fa conoscere questo mondo in cui il tempo e lo spazio sono deformati secondo i propri desideri?

Le favole ci piacciono. Da bambini ci fanno sognare e ci permettono di dare un volto alla creatività. Da adulti ci riportano in una dimensione del desiderio, di ciò che a volte sentiamo di non poter realizzare e, grazie alla favola, alimentiamo la speranza che qualcuno ce l’ha fatta.

Il rifiuto dell’amore, come descritto nella fantasia della storia di Bianconiglio, è guidato dalla riflessione secondo cui se non sappiamo bene quanto siamo degni d’amore non possiamo costruire relazioni sane.

Alice reagisce al rifiuto cercando di capire cosa le manchi per ottenere l’amore dell’altro e quale può essere la parte incompleta di se stessa che non le consente di ricevere amore.

Prende per vera l’affermazione che le viene rivolta e, senza pensarci, si dà la colpa di non essere degna di ricevere affetto.

Mettere in discussione sé stessi è un atto dovuto verso il nostro mondo, ma alimentare il negativo non è il modo giusto.

Sentirsi in colpa per non essere accettati, ci fa sentire sempre imperfetti, sempre mancanti.

Alimenta il pensiero distorto, per il quale ad ogni errore compiuto ci sentiamo sempre più incapaci.

Inevitabilmente diventiamo sempre meno consapevoli di quanto valiamo e soprattutto di ciò che meritiamo.

Il prezioso amico coniglio vuole dire questo: se prendiamo per vero ogni volta che qualcuno ci pone una critica, ci rifiuta e ci fa sentire sbagliati, rischiamo di farci un’idea errata di ciò che siamo, cogliendo di noi stessi solo le parti che mancano.

Costruire una corazza d’amore significa, proteggere il nostro cuore dagli insulti.

E questo può realizzarsi solo se impariamo a capire, con umiltà, quante caratteriste buone possediamo, e quanto queste siano degne di rispetto.

Ci capiterà tutti i giorni di sentirci insicuri: ma se ogni volta che qualcuno ci fa notare che qualcosa non va reagiamo mettendo in discussione tutto ciò che riguarda noi stessi, saremo infelici ed affideremo solo al giudizio altrui la percezione del nostro valore.

Avete mai pensato a quanto spesso abbiamo la critica facile verso gli altri? Siamo pronti a puntare il dito, a recriminare, a giudicare atteggiamenti, azioni e condotte altrui, a volte per i motivi più futili e senza un valido fondamento di realtà.

Ebbene, se fossimo tutti ipersensibili a questi atteggiamenti, e se basassimo le nostre condotte sulla scia di opinioni altrui delle quali il più delle volte non è ben nota la motivazione, saremmo sempre alla ricerca di quello che crediamo ci manchi.

Anche chi ci ama a volte, per svariati motivi, ci risponde male e ci mette all’angolo: fa parte delle coppie che vivono l’intimità nel profondo e condividono ogni emozione quotidiana, anche la più negativa.

Per questo compiere un passo verso di noi imparando a discernere quando è il momento di non prendere sul serio una critica ci permettere di salvarci e di accogliere l’altro, magari comprenderlo ed evitare inutili discussioni che hanno come base la mancanza di amor proprio.

L’irriverenza dettata dalla simbologia della parola del coniglio bianco costringe Alice nella tristezza ma pone le basi affinché dalla sue emozione possano nascere autostima e desiderio di conoscenza di sé stessa per arrivare a vivere questo paese incanto.

La vera meraviglia è scoprire che possiamo farcela!

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