Le donne… vogliono essere donne

Maria Rita Scappaticci

Psicologa e blogger

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di MARIA RITA SCAPPATICCI

Psicologa e blogger

 

La grazia di una donna non ha rivali. La sua sensibilità, il suo istinto, la sua determinazione lasciano il segno.
La donna ha doti fantastiche se le sa riconoscere.
Ha in dono, dalla nascita, una ricchezza infinita di buone qualità che purtroppo, a volte, perde nei meandri delle sue insicurezze e fragilità.

Anche la donna che mi aveva chiesto aiuto per la sua separazione aveva queste doti. Solo che ormai non le vedeva più: troppo impaurita per ascoltare il suo istinto.
La sua relazione era persa da anni con un uomo che non le sapeva riconoscere un’identità. E lei aveva finito per credere che doveva essere per forza cosi.

Sempre criticata e costantemente vessata da insulti e lamentele, il suo uomo la teneva a bada così, mettendo un fermo alla sua voglia di essere e di esserci. E lei sosteneva di avere tenacemente lottato per trovare la parità, per essere uguale e ottenere una forma di giustizia per se stessa.

La verità è che le donne la parità non la vogliono.

No, non vogliono essere paragonate all’uomo, che non sa esprimere sentimenti. Che non sa cedere alle lacrime e che non sa attivare l’empatia al momento giusto per mettersi nei panni dell’altro. Le donne vogliono essere donne. Amano la differenza nell’essere corteggiate e notano ancora il maschio galante che cede loro il passo per entrare nella stanza.

Amano sentirsi protette, anche se poi riconoscono perfettamente che sanno benissimo badare a loro stesse da sole. Perciò non vogliono la parità con l’altro sesso, e non vedono neanche come una conquista il ricoprire posti e ruoli stereotipati come prettamente maschili. Le donne vogliono essere riconosciute proprio per la loro diversità, per come sanno affrontare un dolore, per le loro infinite espressioni di gioia e per la loro voglia di arrossire davanti ad un complimento sincero del proprio uomo.

Le donne vogliono rispetto per essere come sono: diverse dal genere maschile e meravigliosamente in cerca della loro identità.

Una donna che ha imparato quanto vale non ha avversari e non ha certo bisogno di conquistare un posto da uomo per dimostrarlo.
Essere donna non può essere un diritto, essere donna è un dato di fatto, una realtà oggettiva che non può essere negata o peggio ancora conquistata.

Il genere femminile vuole fare ciò che sa fare, vuole essere ciò che sa essere. In realtà non si vuole conquistare una parità di azione ma si vuole raggiungere una forma di rispetto per ciò che ognuna rappresenta. Più si cerca di raggiungere un senso di pareggiamento sociale e più si sottolinea l’emarginazione di un genere che per farsi ascoltare ha bisogno di rivendicare dei diritti che non si addicono al proprio modo di essere.

Non è necessario propagandare l’eguaglianza per riconoscere il valore femminile. Ma sottolineare ciò che si è per non finire schiacciati dal peso della diversità.

E le donne che hanno imparato ad amarsi sanno bene che non esiste cose più bella che essere considerate diverse e magnifiche proprio per ciò che le contraddistingue dal resto del mondo.

E lo ha capito anche lei, che finalmente si è messa alla ricerca di chi sa esaltare la bellezza dell’essere femminile.

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