La sottile arte del manipolatore (di M.R.Scappaticci)

Maria Rita Scappaticci

Psicologa e blogger

di MARIA RITA SCAPPATICCI
Psicologa e blogger

 

 

A volte le conversazioni sono strane.

Incontriamo quella persona che ad istinto non sopportiamo, non ci convince, non ci piace. Eppure quando iniziamo a parlare non riusciamo più a fermarci. Raccontiamo tutto di noi. Un fiume in piena che narra la nostra vita ed i nostri segreti. E li condividiamo proprio con quel tale che al solo pensiero ci fa storcere il naso. Siamo spinti dal suo modo di fare compiacente, quel sorriso stampato sul volto e quella finta rassicurazione che ci fa perdere di vista chi abbiamo di fronte.

Costui non ci contraddice mai, sembra avere parole di compassione e sembra provare le nostre stesse emozioni. E così ci lasciamo andare, completamente. Senza indugio, abbiamo sviscerato anche gli scheletri nell’armadio.

Alla fine della chiacchierata ci svegliamo. Ci rendiamo conto che di fronte abbiamo uno sguardo meschino e non più la sincerità che avevamo incrociato prima. Ci siamo lasciati ingannare.

Se ci è mai capitato di avere questa esperienza siamo state vittime di un manipolatore.

Per alcuni manipolare è un’arte. Insinuarsi nella vita degli altri per farla propria e poi usarla a modo “improprio” al momento opportuno. Una brutta sorpresa per il mal capitato, che nonostante ne abbia avuto sentore, è caduto nelle trame di una ottima performance da attore.

I manipolatori sanno che fare leva sui sentimenti è sempre un passe-partout per l’intimo di una persona. O sono i migliori ad usare una corretta comunicazione non verbale.

E’ proprio questa parte che inganna il nostro cervello: una mano sulla spalla fa più scena di una parola detta per conforto. Ed un sorriso stampato al momento giusto ci fa sentire in colpa per aver pensato male di quella persona in passato. Quindi per recuperare con la nostra coscienza cerchiamo far sentire al nostro amico che anche per noi è importante e attacchiamo a condividere i nostri segreti. Sperando di nascondere che fino ad un attimo prima proprio lui era nella lista nera delle nostre conoscenze.

Un bravo manipolatore queste cose le sa e se non ne è al corrente le usa comunque per farci sentire male per averlo abbandonato o per averlo ignorato. Anche se lui stesso non ha fatto nulla per cercarci o farci sentire la sua vicinanza. Inoltre, un bravo manipolatore non racconta mai tutto di sé.
Crea le basi affinché la comunicazione si faccia più intima ma non riguarda mai dei fatti che lo riguardano personalmente. Non saprete mai quali misteri nasconde o di quali errori si sia pentito. E sarà facile riconoscere la conversazione con un tipo così.

Alla fine saprete molto di voi stessi e poco di lui.

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