Abitare con Gesù è vivere come lui, senza vantaggi

(Foto Squillantini / Imagoeconomica)

La logica del "che ci guadagno?". Vale anche per i cristiani. Ma spesso non sappiamo vedere il vero vantaggio di scegliere Cristo: è quello di modellare i nostri comportamenti ai suoi. Per trovare casa e per trovare pace.

Pietro Alviti
Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

“Che cosa cercate? Maestro, dove dimori? Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui” (Gv 1,38-39)

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Che cosa cerchiamo? Per cosa saremmo disposti a lasciare tutto, a cambiare vita, che cosa ci convincerebbe a mollare le nostre abitudini, il riposino pomeridiano? Che cosa ci darebbe entusiasmo, quel profumo che sale verso l’alto che ci eleva dalle bassezze della quotidianità? Che cosa?  È la domanda che l’evangelista Giovanni fa porre da Gesù ai due discepoli di Giovanni il Battista, che, su consiglio del loro maestro, hanno preso a seguirlo. Che cosa cercate?

Ecco: che cerchiamo? Salute? Soddisfazione? Successo? Amore? Una famiglia? una carriera?

Nessuna offerta ‘vantaggiosa’

La ‘dimora’ di Gesù è la sua condotta in vita

Gesù non offre niente di tutto questo, chi crede in lui non ha più salute degli altri, più successo, più amore. Anche le famiglie dei credenti in lui si sfasciano, anche chi crede in lui viene bocciato agli esami o ad un concorso. E allora perché quei due discepoli rimangono con lui? Che cosa hanno da guadagnare? Perché, per fare un cambio, bisogna guadagnarci, altrimenti si è degli sciocchi. Lo dice anche Gesù, chi lascia tutto per me avrà il centuplo.

Ma quei due scelgono Gesù dopo aver visto dove dimorava. E’ chiaro che è questa “dimora” il discrimine fondamentale. Il luogo dove abita Gesù è ciò che convince i due discepoli di Giovanni, tanto da portarli a lasciare tutto. 

Che c’è di tanto straordinario in questa dimora? Niente, se non lui, il suo modo di vivere, il suo modo di guardare la gente e di rispondere ai problemi che gli vengono posti. Il suo coraggio, la sua onestà intellettuale, la sua solidarietà con tutti, soprattutto con gli esclusi, con gli “scarti”,  ma anche la sua capacità di analizzare le questioni, di insegnare in maniera autorevole.

Il Gesù di Francesco, come Karol

Insomma è il vivere vicino a lui che vale più di ogni altra cosa. Francesco d’Assisi l’aveva così capito da voler diventare esattamente come lui, alter Christus. Fino addirittura ad avere le sue stesse piaghe, le stimmate.

E Giovanni Paolo II, San Giovanni Paolo, scrive che il cristiano deve “conformarsi” a Cristo, prenderne la forma.

Cercare di imitare le sue scelte, provare, semplicemente, ma coraggiosamente, a comportarsi come lui si comporterebbe nelle situazioni che ci troviamo di fronte. E’ questa la dimora, il luogo dell’anima in cui abita Gesù. Venite e vedete.

(Leggi qui tutte le meditazioni di Pietro Alviti).