La tentazione delle pietre da trasformare in pane (di P.Alviti)

È la tentazione più comune ed anche quella più difficile da vincere. Accumuliamo per paura, vogliamo diventare ricchi per avere una specie di assicurazione per il futuro. Non abbiamo fiducia, non abbiamo speranza.

Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

Sono sempre stato colpito dal modo in cui gli evangelisti cercano di spiegare la tentazione che abbiamo dentro: di’ a queste pietre di diventare pane.

Che c’è di male nel trasformare le pietre in pane, anzi potremmo sfamare tante persone, potremmo risolvere tanti problemi…

Eppure i vangeli la presentano come una sottile tentazione del demonio nei confronti di Gesù: ci troviamo di fronte ad una scelta, sia Gesù che noi.

A chi dobbiamo affidarci? Al pane, al denaro, ai beni, alla proprietà delle case, alle azioni, ai conti in banca, alle assicurazioni, alla finanza… o a Dio e alla sua parola? È la scelta che ciascuno di noi, nessuno escluso, è chiamato a fare.

Qual è il tesoro che cerchiamo, quale la perla per avere la quale siamo disposti a vendere tutto, quale il campo per il quale vale la pena cambiare completamente la nostra vita? La ricchezza o la Parola?

Scelta difficile che però è illuminata dalla frase che Paolo scrive a Timoteo: Non abbiamo portato nulla nel mondo e nulla possiamo portare via… Tutti sappiamo che è così, tutti sappiamo che i nostri conti in banca non ci salveranno.

E tutti sperimentiamo la bramosia di arricchirci, spesso con mezzi poco leciti, magari non pagando le tasse, o non rispettando gli impegni assunti, o addirittura impadronendoci di ciò che non è nostro, magari cedendo alle lusinghe di chi vuol comprare la nostra coscienza corrompendoci.

Nulla possiamo portare via ad eccezione della giustizia, della pietà, della pazienza, della mitezza.

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