Chi salva la vita la perde, chi la perde la salva: la Fede per liberarci dal male

Nella conclusione del Vangelo, Luca svela qual è il messaggio autentico di Gesù: la sua passione e la sua resurrezione sono il fondamento della conversione, cioè del cambiamento della propria esistenza, della decisione di non voler essere sottoposti al peccato

Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni.

Lc 24, 46-47

Siamo alla conclusione del Vangelo di Luca e l’evangelista vuole lasciare ai suoi lettori il compendio del messaggio, che si è snodato nel racconto dell’esperienza terrena di Gesù e soprattutto il significato della sua resurrezione per la vita di ogni seguace di Cristo. Nelle prime comunità cristiane si discuteva molto sul senso della missione di Gesù.

In gran parte si trattava di Giudei che credevano nelle parole del falegname di Nazaret, lo ritenevano davvero il messia, l’unto del Signore, in greco appunto il Cristo, colui che li aveva salvati. La questione, allora come oggi, è da cosa li aveva salvati: in molti ritenevano che la salvezza offerta da Gesù riguardasse in maniera particolare la loro vita concreta, che la fede in Gesù li liberasse dal nemico, dall’occupante romano, dai mali dell’esistenza, dalle difficoltà legate alla vita quotidiana.

Il centro del messaggio cristiano

Gesù con i suoi discepoli

Anche per i cristiani di oggi la domanda è importante: chiamiamo Gesù il Salvatore ma da cosa gli chiediamo di salvarci? Dalla malattia, dalla povertà, dall’oppressione? C’e bisogno di una resurrezione dai morti per questo? Non basta il pensiero di qualche profeta o di qualche filosofo? Luca invece ci dice qual è il messaggio autentico di Gesù: la sua passione e la sua resurrezione, il centro del messaggio cristiano, sono il fondamento della conversione, cioè del cambiamento della propria esistenza, della decisione di non voler essere sottoposti al male, della volontà di non farsi trascinare dalle passioni, che possono condizionare la nostra esistenza, fino alla morte definitiva, quella morte secunda, di cui parla S. Francesco nel suo cantico ispirato.

San Francesco

E la passione e la resurrezione di Gesù sono anche il fondamento del perdono dei peccati. Noi infatti possiamo cercare di liberarci dal male ma non siamo capaci di farlo da soli perché c’è dentro di noi, nel nostro intimo, qualcosa che ci spinge a compiere il male anche se vogliamo fare bene. E’ il grande insegnamento di Agostino d’Ippona: nasciamo con un’inclinazione al male, dalla quale dobbiamo essere liberati ed è Gesù che lo fa grazie alla sua passione, alla sua morte e alla sua resurrezione mostrandoci che bisogna dare la vita per essere salvati. Ricordate? Chi salva la vita la perde, chi la perde la salva…

Padre nostro…

Il Vangelo (Foto: IchnusaPapers / AIaf)

La preghiera che Gesù insegna ai suoi discepoli, quella che inizia con l’invocazione al Padre nostro, termina con: liberaci dal male. Questa liberazione non è riservata soltanto a pochi intimi, a quelli che hanno avuto la fortuna di incontrare Gesù, che l’hanno potuto ascoltare, che sono stati iniziati a chissà quali riti esoterici ma è rivolta a tutti, nessuno escluso. E’ l’elemento rivoluzionario rispetto alla cultura e alla mentalità dei Giudei di allora ma anche rispetto alla nostra. Il messaggio di Gesù, l’invito alla conversione, la possibilità del perdono dei peccati, qualunque essi siano, è rivolto a tutti i popoli della terra.

La crocifissione (Foto © DepositPhotos.com)

Noi non siamo capaci di liberarci da soli nel male,. il male ci circonda in ogni aspetto della nostra vita ed è facile rimanere intrappolati nelle sue spire. All’inizio del libro di Genesi, il libro dell’origine dell’umanità e del suo rapporto con Dio, il male è sempre vicino all’uomo che rimanere intrappolato dalle sue lusinghe, senza riuscire a liberarsene d solo. E’ quello che Dio dice a Caino: il male è accovacciato alla tua porta, spetta a noi non farlo entrare ma da soli non siamo capaci di resistere, abbiamo bisogno della fede in Gesù. Egli ha patito ogni male, fino alla morte in croce e ne è stato liberato: se noi ci comportiamo come lui, per quanto possiamo, saremo anche noi liberati dal male