Essere degni del nome che portiamo

L'omicidio di Vittorio Bachelet

Siamo degno del nome che portiamo? Ma cosa significa 'essere degni' e perché è così importante il nome? Tutto sta in una parola...

Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto – (Ef 4,1)

Essere degni vuol dire mostrare con le proprie azioni il nome che si porta, l’incarico che si ricopre. Secondo alcuni, l’etimologia della parola porrebbe le sue radici nel greco axios, assioma, qualcosa di evidente, che non ha bisogno di spiegazioni.

Potrebbe essere lo spunto per un buon esame di coscienza: siamo degni di essere, che so, professore, dottore, medico, avvocato, giudice, ingegnere? Siamo certi che nel momento in cui ci presentiamo con questo titoli le persone capiscano dalla nostra vita, dal nostro modo di fare, che cosa significhi? Ma, ancora, siamo degni con la nostra vita del nome di uomo, di marito, di moglie di padre, di madre, di cittadino, di cristiano?

Essere degni del nome

Monsignor Oscar Romero

Penso sia una riflessione che potrebbe migliorarci fortemente, a meno che non vogliamo non essere degni dei nomi che portiamo. Nell’antichità era addirittura il nome proprio della persona ad indicarne la natura. Pensiamo soltanto al nome di cristiano. Quanti si sono fregiati di questo nome senza essere degni, anzi, diciamo pure, essendone profondamente indegni!

E proprio il livello assiomatico (che genera evidenza…) ne moltiplica l’effetto negativo: quanti si sono staccati dalla vita della chiesa per i cattivi esempi ricevuti da coloro che si fregiano del nome di cristiano, dalla cattiva testimonianza della fede all’espressione della malvagità contro gli innocenti e i deboli? Quanti danni ha provocato, negli anni più recenti, nella chiesa la piaga della pedofilia? Quante responsabilità si sono assunti coloro che ne avevano la possibilità e non hanno voluto sradicarla?

E dall’altra parte quanti cristiani sono stati generati dalla testimonianza dei martiri nell’antichità ma anche di tanti cristiani che oggi arrivano a donare anche la propria vita per il bene comune. Aldo Moro, Vittorio Bachelet, il giudice Rosario Livatino, mons. Romero, don Pino Puglisi, don Giuseppe Diana, testimoni eccelsi del nome di cristiano.

Una riflessione sulla nostra volontà di essere degni del nome che portiamo non può che aiutarci ad essere migliori, a capire che trasmettiamo messaggi più con le nostre azioni che con le nostre parole, a comprendere che la coerenza tra la fede e la vita è il miglior modo di annunciare il vangelo agli uomini d’oggi.

(Leggi qui tutte le meditazioni di Pietro Alviti).

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