I versetti di Matteo sono straordinariamente interessanti, sia per il contesto storico in cui sono nati, sia per il significato profondo che assumono oggi. In estrema sintesi Matteo invita gli uomini a non aver paura perché tutti i segreti saranno svelati e Dio è l'unico custode dell'anima
Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
Mt 10, 26-27
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! I versetti dell’Evangelista Matteo che prendiamo in esame per questo appuntamento sono straordinariamente interessanti, sia per il contesto storico in cui sono nati, sia per il significato profondo che assumono per la nostra vita oggi.
Il Vangelo aperto a tutti
Questo testo viene scritto nel primo secolo dopo Cristo, un’epoca in cui erano profondamente diffuse le cosiddette “religioni misteriche”. Si trattava di culti basati sul “mistero” nell’accezione etimologica e culturale greca, molto diversa da quella contemporanea (che indica semplicemente ciò che non si conosce).

Nelle religioni esoteriche dell’antichità, il mistero era un elemento sacro, rivelato esclusivamente agli iniziati: solo a coloro, cioè, che compivano un rigido cammino di avvicinamento alla divinità o ad un particolare luogo sacro. È proprio in questo panorama che il capitolo decimo di Matteo scardina le regole del gioco, indicando un modo totalmente nuovo di intendere il messaggio di Dio.
Il Vangelo non è una conoscenza esoterica riservata a pochi eletti: è aperto a tutti, senza alcuna distinzione. Come scriverà San Paolo nelle sue Lettere: dopo la morte e risurrezione di Gesù, «non c’è più giudeo né greco, né schiavo né libero». È l’universalità del messaggio cristiano, racchiusa proprio nel termine “cattolico”, che significa, appunto, universale.
Dio l’unico custode e padrone della vita
A questa radicale apertura fa riferimento Gesù quando promette che tutti i segreti saranno svelati. E qual è il segreto più importante? È quello della vittoria sulla morte, la certezza che Dio è l’unico custode e padrone della vera vita. Qui il Vangelo tocca le radici stesse dell’essere umano. Parla dell’anima, che in greco rimanda ad ànemos (il vento, il soffio). È lo stesso soffio vitale – il pneuma greco, che diventerà lo spiritus latino – che Dio ha impresso, secondo il racconto del cap. 2 di Genesi, in quel simulacro di terra plasmato dalla polvere del suolo.

Quella è la vita vera: il luogo profondo in cui Dio vivifica ciò che prima non era vivo. Se nei primi due secoli della Chiesa, anche a causa delle persecuzioni, i cristiani vivevano percorsi di iniziazione serrati e prudenza nel manifestare la propria fede, il mandato originario del Vangelo resta chiarissimo, fin da subito: questo messaggio è pubblico, trasparente e rivolto a ogni essere umano, nessuno escluso.
Rileggendo questi versetti, è inevitabile pensare a quanto la nostra società contemporanea sia ancora ossessionata da complotti, misteri e trame nascoste; dalla convinzione che esistano élite o gruppi segreti che muovono i fili alle nostre spalle per non farci capire la realtà. Pensiamo, per fare un esempio banale ma indicativo, alla psicosi delle “scie chimiche” in cielo, che non sono altro che normali scarichi di condensa degli aerei, ma che vengono interpretate come chissà quale oscuro piano globale, tramato alle nostre spalle, per controllarci.
La confusione del mistero
D’altronde, Umberto Eco già scriveva: “La psicologia del complotto nasce dal fatto che la spiegazione più semplice degli eventi del mondo ci costa troppa fatica. È più facile credere a un segreto nascosto che accettare la complessità della realtà“. Anche ne Il pendolo di Foucault scrive: “Non ci sarebbe fallimento se davvero ci fosse un Piano. Sconfitta, ma non per colpa tua. Soccombere di fronte a un complotto cosmico non è vergogna. Non sei vile, sei martire”.

L’essere umano conserva da sempre una forte tendenza al mistero, il desiderio di cercare una verità nascosta e riservata a pochi. La storia ci ha mostrato organizzazioni segrete reali e molto pericolose, e oggi il mondo digitale amplifica a dismisura queste dinamiche, rendendo sempre più difficile distinguere ciò che è vero da ciò che è falso.
Di fronte a questa confusione, il Vangelo non si cura delle paranoie umane. Va dritto al punto fermo: fa riferimento alla centralità della vita dell’uomo. Dio è l’unico custode di quell’anima che va ben oltre la nostra biologia e i limiti delle vicende terrene. E la Sua è una rivelazione alla luce del sole che scaccia ogni oscurità. Il Suo invito, oggi come allora, è uno solo: non abbiate paura. Non valete meno dei passeri e dei vostri capelli. Voi valete molto di più!



