Ecco lo scopo fondamentale della missione che arriva dal Vangelo: è quello di aiutare le persone a rientrare in sé, a ridiventare se stesse
Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.
E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».
Mc 6, 7-12
Il brano dell’evangelista Marco ci consente ancora una volta di comprendere cosa siano davvero i vangeli. Spesso, infatti, siamo abituati a considerarli una sorta di biografia di Gesù, un racconto della sua vita, delle sue gesta. I vangeli invece, in particolare quelli canonici, i quattro riconosciuti dalla chiesa antica come il fondamento della fede, sono dei libri di catechesi. Sono risposte alle domande, che i credenti in Cristo si pongono nel momento in cui cercano di vivere secondo il desiderio di Gesù.
Questi versetti dell’evangelista Marco, tratti dal cap. 6, rispondono, appunto, a due domande. La prima: a che cosa serve la missione, la seconda: in che modo bisogna organizzare il nostro lavoro di annunciatori della parola di Dio. Cerchiamo di utilizzare parole moderne. Ricordando che il testo che stiamo leggendo è stato scritto quasi 2000 anni fa, in una cultura profondamente diversa dalla nostra.
Agire sugli “spiriti impuri”

Che cosa fanno i cristiani? Come dice il Vangelo, Gesù dà loro il potere sugli spiriti impuri. Non si tratta di cacciare demoni, nel senso di tutta la letteratura horror, ma di allontanare da sé e dagli altri tutto quello che non corrisponde a ciò che Gesù vuole per noi. Questo è lo spirito impuro. L’espressione, naturalmente, per un uomo del nostro tempo, assume significati molto diversi, rispetto a quelli che invece appartenevano alla cultura dell’evangelista e dei suoi lettori.
Lo spirito, letteralmente il respiro, è ciò che innerva l’uomo, che lo trasforma da un pupazzo di creta in un essere vivente. Questo secondo la splendida immagine del libro di Genesi. La caratteristica fondamentale dell’uomo è il soffio divino che lo distingue da tutti gli altri elementi materiali. Ma questo spirito-respiro, che Dio ha “soffiato” dentro di noi, può diventare impuro, può contaminarsi nel contesto in cui è inserito.
Siamo altro da quel che Dio voleva

Il compito dei discepoli di Cristo è quello di eliminare tale contaminazione, tale alienazione per utilizzare una parola contemporanea. L’uomo è diventato ben altro rispetto a quello che Dio voleva che fosse. E la missione di Gesù e dei suoi discepoli è quella di eliminare tutte queste alienazioni. Tutti gli idoli che hanno sostituito l’adorazione nei confronti di Dio con quella per il denaro, per la potenza, per l’ambizione, per la dominazione.
Quindi è questo il potere dei discepoli di Cristo, nient’altro: possono aiutare gli uomini a rientrare in sé. A riconoscere la loro dignità di figli di Dio, a non cadere nelle trappole degli idoli. E per far questo non c’è bisogno di molto, tranne che della convinzione che non possiamo farlo da soli, ma dobbiamo agire sempre insieme agli altri. Ecco perché l’evangelista dice che Gesù li mandò a due a due. E’ la comunità che si muove, che converte, che accoglie, che perdona, che chiede perdono.
Mai soli, altrimenti non abbiamo capito

Non siamo mai soli come cristiani. Se pensiamo di esserlo, vuol dire che abbiamo capito poco di quello che Gesù ci ha insegnato. Ma anche gli strumenti dell’annuncio di liberazione da tutte le nostre alienazioni devono essere commisurati col messaggio di Gesù. E’ sufficiente un bastone, una bisaccia, una sola tunica.
Queste espressioni significavano molto per i lettori di Marco. Abituati a spostarsi a piedi da una parte all’altra, grazie a questi strumenti: i sandali, il bastone, la bisaccia il mantello. Se mi organizzo troppo può accadere che l’organizzazione diventi la mia preoccupazione principale. Capace addirittura di nascondere lo scopo fondamentale della missione, quello di aiutare le persone a rientrare in sé, a ridiventare se stesse, a liberarsi dagli idoli che ne condizionano tristemente l’esistenza.
Spesso invece le nostre forze vengono spese in organizzazioni, comitati, uffici… E poi l’ultima raccomandazione: non insistete eccessivamente con le persone, dite loro come stanno le cose e poi lasciate stare. Lasciate fare allo spirito di Dio.



