Il brano del Vangelo di Luca ruota intorno ad un insegnamento fondamentale di Gesù. Non bisogna aver paura degli eventi tragici che possono capitare perché il Signore sarà pronto a liberarvi: "Neppure un capello del vostro capo andrà perduto"
“Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita”.

Il testo dell’evangelista Luca sembra riferito al futuro, una di quelle visioni apocalittiche che tanto appassionano gli uomini d’oggi. Se leggiamo con attenzione, riguarda ogni momento della storia dell’uomo. Le prime comunità cristiane, nel momento in cui Luca scrive il vangelo per loro, hanno assistito a fatti terribili: la distruzione di Gerusalemme, la dispersione del popolo ebraico in tutto il Mediterraneo, le stragi da parte delle legioni romane, e poi le persecuzioni neroniane, le stragi nei circhi, le condanne ad bestias, i corpi dilaniati dalle fiere, quelli trasformati in torce umane ed appesi alle croci lungo la via Appia.
Fatti terribili che interrogavano la coscienza dei credenti, mettevano in crisi la loro fede in un Dio che si annunciava come salvatore ma consentiva quelle stragi e quelle distruzioni.
La coscienza dei credenti

La vita del nostro pianeta è caratterizzata da tanti eventi come quelli che Luca fa elencare da Gesù: sono fatti di fronte ai quali è facile che veniamo travolti dalla paura, che cerchiamo difese, trincee nelle quali rifugiarci, mura dietro le quali nasconderci.
Per i discepoli di Gesù erano le mura possenti del tempio di Erode il Grande, per noi possono essere le chiese o i palazzi delle istituzioni o le ideologie e quant’altro ci consenta di sentirci parte di un gruppo, di non essere soli. Ma sappiamo bene che questi edifici, come ogni organizzazione sociale, anche la stessa famiglia, non possono essere il fondamento della nostra salvezza.
Possono illuderci di tenerci al sicuro ma basta una scossa di terremoto, un virus, un folle dittatore in cerca di avventure. In questi giorni terribili, come tanti altri periodi nel corso della storia, ci sembra che non ci sia speranza per il genere umano, che tutto sarà travolto dagli eventi, che il male domini la vita del mondo. Insomma siamo destinati a vivere nel terrore di forze che ci sovrastano e non ci consentono di raggiungere quella felicità cui tutti aspiriamo.
L’insegnamento di Gesù

E’ facile farsi prendere dallo scoramento, pensare che non ci sia più niente da fare oppure lasciarsi trascinare da chi promette soluzioni semplici, violente, da chi vuole farci credere una cosa per un’altra, fino addirittura a seminare odio all’interno delle famiglie. Come purtroppo è avvenuto tante volte nel caso degli episodi più terribili e sanguinosi della storia dell’umanità. Sono persone capaci di presentarsi come salvatori del mondo.
L’insegnamento di Gesù, davanti a tutto questo è semplice: non abbiate paura, io sono il vostro salvatore, colui che puoi liberarvi dalla schiavitù del male. Non abbiate paura, neppure un capello del vostro capo andrà perduto. Siate perseveranti, non temete.



