La fede non è una polizza sulla vita ma un incendio che purifica e sconvolge

Il versetto di Geremia parla di uno scontro drammatico tra l'uomo e Dio come più volte narrato nella Bibbia. Smentendo i "credenti da salotto" per i quali l’obiettivo fondamentale è starsene in pace con la coscienza, vivere serenamente nella convinzione di stare dalla parte giusta, magari accanto ai potenti

Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente,

trattenuto nelle mie ossa;

mi sforzavo di contenerlo,

ma non potevo

Ger 20,9

C’è un modo di raccontare la fede che suona profondamente falso: è quello dei «credenti da salotto», come li definiva papa Francesco, per i quali l’obiettivo fondamentale è starsene in pace con la coscienza, vivere serenamente nella convinzione di stare dalla parte giusta, magari accanto ai potenti. Il versetto di Geremia dice tutt’altro: parla di uno scontro drammatico tra l’uomo e Dio, come più volte viene narrato nella Bibbia.

Il profeta si trova in una grande afflizione; si sente quasi tradito da Dio e da ciò che aveva percepito come promessa. Vorrebbe persino eliminare Dio dalla propria vita, ma sbatte contro quel fuoco ardente: una forza contro cui possiamo lottare con tutti noi stessi ma che non può essere contenuta.

Agostino e i suoi ragionamenti nel senso sbagliato

Sant’Agostino da Ippona

Scrivo queste righe nel giorno in cui i cristiani fanno memoria di Agostino d’Ippona, grande filosofo e Padre della Chiesa: Agostino ha lottato con Dio fin quando non si è accorto che tutta la sua ricerca filosofica, la sua speculazione e i suoi ragionamenti erano orientati nel senso sbagliato.

Cercava ragione, senso e significato nelle cose che lo circondavano, invece di cercarli proprio dentro di sé, ricordandoci che il nostro cuore rimane inquieto finché non trova approdo e verità nell’interiorità.

Il rapporto con Dio è totalizzante e riguarda ogni frammento dell’esistenza. Possiamo fuggire, cercare di evitarlo o nasconderci come Giona; eppure Dio è lì, nel cuore, come una fiamma che vuole trasformare la nostra vita, liberarla dal male e restituirci la dignità dell’essere uomini.

Il travaglio dell’anima

L’Innominato e Lucia

Rileggendo Geremia, tornano alla mente le pagine in cui Alessandro Manzoni descrive la conversione dell‘Innominato, quel personaggio efferato capace di incutere terrore con la sua sola presenza. Nel descrivere il travaglio di quell’anima, Manzoni vi trasfonde la propria esperienza interiore, mostrando come la Grazia irrompa nella vita delle persone rivoluzionandone scelte e prospettive.

È la stessa intuizione che ritroveremo nel Novecento in Georges Bernanos: la fede non è un’assicurazione sulla vita né una consolazione accomodante ma un incendio che purifica e sconvolge. Non c’è nulla di «tranquillo» nella vera coscienza cristiana: il fuoco incontenibile di Geremia è la voce profonda che ci scuote e che Tommaso d’Aquino riassumeva nel richiamo ad agire per il bene ed evitare il male.

Possiamo certo scegliere di non ascoltarla, soffocarla sotto il rumore di tante altre voci che ottundono la ragione. Dante descrive questa condizione nei primi versi della Commedia, nell’esperienza della selva oscura in cui ci si ritrova smarriti senza quasi comprendere il perché. Come ci ricordava Søren Kierkegaard, l’illusione più grande è proprio quella di lasciarsi vivere, anestetizzando la disperazione e accontentandosi di una superficie tranquilla.

Una sfida coraggiosa

San Tommaso d’Aquino

La libertà che Dio ci propone è la sfida coraggiosa di chi rifiuta di sopire la propria esistenza e desidera viverla appieno, con la profonda consapevolezza delle proprie scelte, pur nei condizionamenti biologici, storici e sociali che subiamo.

Se lasciamo divampare quel fuoco interiore – il «fuoco della rosa» di cui scriveva T.S. Eliot nei suoi Quattro quartetti -, ne usciremo trasformati in uomini liberi, capaci di resistere alle lusinghe della società dei consumi.

Il canto delle sirene che rischia di condurci al naufragio esistenziale è forte; ma abbiamo le armi per vincerlo: risiedono nel coraggio del cambiamento, nel lasciarsi alle spalle una vita insignificante per abbracciarne una piena di significato.