L’accoglienza e la sua legge sacra per vivere in un mondo migliore

Il brano della Genesi mette in risalto l'importanza dell'ospitalità e l'esempio di Abramo. Un tema cruciale dei giorni nostri dove l'umanità è segnata da povertà, abbandono e ragazzi senza prospettive. Se non apriamo il nostro cuore, li costringeremo alla morte nel deserto delle relazioni contemporanee

Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

il Signore apparve ad Abramo alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno.

Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo. Si vada a prendere un po’ d’acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l’albero. Andrò a prendere un boccone di pane e ristoratevi; dopo potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo

Gn 18 1-8

Scrivo queste poche righe da un ambiente simile a quello di Abramo, con la sua tenda alle querce di Mamre. L’ambiente rivela tutto: se sei viandante in un deserto, la tua vita dipende dal tipo che sta seduto fuori della sua tenda. Se ti ospita sei salvo, se non ti accoglie la tua vita è persa. E’ la dimensione del deserto, così insita nella spiritualità della Scrittura. La tenda di Abramo è il simbolo della grande legge del mondo antico, quella dell’ospitalità. Su questa legge si misuravano le persone: se accogli l’ospite sei sulla buona strada, se respingi, la tua sorte è segnata, insieme a quella di chi chiede ospitalità e non la ottiene.

La condanna di Polifemo ed il sacrificio di Lot

La distruzione di Sodoma e Gomorra (Dipinto di Monsù Desiderio)

Anche nei poemi omerici la legge dell’ospitalità ha un ruolo centrale. La colpa di Polifemo, per cui viene abbandonato dagli dei, sta appunto nell’approfittare degli stranieri fino a mangiarseli. Lo stesso accade nella storia abramitica di Sodoma e Gomorra. Gli stessi che si sono presentati a casa di Abramo sono in viaggio per verificare cosa accade a Sodoma e sperimentano sulla loro pelle la crudeltà dei sodomiti, che approfittano della debolezza dei viandanti del deserto, abusando di loro.

La legge dell’ospitalità  è tanto forte, che il nipote di Abramo, Lot, che ha lasciato la vita nomade, attratto dalle lusinghe della città,  è  disposto a sacrificare le sue figlie per salvare gli ospiti dalle violenze dei sodomiti. E quella città, violentatrice ed inospitale, viene distrutta. La quercia di Mambre è dunque un paradigma della vita umana, la chiave interpretativa della nostra esistenza. 

L’accoglienza cartina di tornasole della civiltà

Il libro della Genesi (http://Foto © DepositPhotos.com)

Le parole conclusive del brano lo indicano chiaramente: è per questo che voi siete passati. L’accoglienza, il mettersi a disposizione degli altri, è cartina di tornasole della civiltà. Se non accogliamo, per paura, per grettezza, per cattiveria non facciamo parte della civiltà. Non era così anche nelle nostre famiglie fino a poco tempo fa? L’ospite è sacro. Gli egiziani, musulmani e cristiani, si vantano di aver accolto Gesù, profugo, con la sua famiglia, in fuga dalle minacce mortali di Erode. Insomma l’ospitalità  è regola fondamentale nelle grandi tradizioni umane. 

Abramo è considerato il padre nella fede delle grandi religioni del libro, il giudaismo, il cristianesimo e l’islam. Ai loro fedeli spetta il compito, a volte arduo, di seguire l’esempio del padre Abramo, padre di tutte le genti. Nel recente passato abbiamo avuto grandi esempi di generosità accogliente, con popolazioni in fuga dal flagello della guerra. Ottanta anni fa centinaia di famiglie contadine, nel nostro territorio, divisero le loro povere abitazioni con i profughi dalle città distrutte dai bombardamenti.

A questi grandi esempi di accoglienza dobbiamo aggiungere i piccoli fatti che ogni giorno sfidano la nostra umanità: povertà, abbandono, ragazzi senza prospettive. È  su questi aspetti che siamo chiamati ad esercitare l’ospitalità e la sua legge sacra. Se non lo facciamo, li costringeremo alla morte nel deserto  delle relazioni contemporanee.