L'insegnamento di Gesù come riportato dall'evangelista Luca è chiarissimo e riporta alla cronache di questi giorni che ci raccontano di guerre ed atti disperati da parte di giovanissimi
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza
Lc 16,13
L’ambiguità, nel senso proprio del termine: da sempre è il disvalore che tutti disprezziamo e che però siamo sempre tentati di seguire. Se si servono due padroni non è possibile essere fedeli ad entrambi, ci dice il vangelo. Perciò ci si espone continuamente alla contraddizione esistenziale: a dire una cosa e farne un’altra. Il termine “ipocritès” in greco definisce l’attore di teatro, l’ipocrita che recita una parte non sua.
L’insegnamento di Gesù, come riportato dall’evangelista Luca, è chiarissimo, non ammette ulteriori discussioni: da una parte c’è Dio, dall’altra la ricchezza che, se non si sta attenti, può diventare l’idolo alternativo al Signore. Non avrai altro Dio all’infuori di me, sentenziavano i comandamenti 1000 anni prima, tanto che ci si potrebbe chiedere: ma se Dio è unico quale altro dio ci potrebbe essere? Ecco la spiegazione semplice di Gesù.
Attenti a quelle divinità assolute e terribili

Ci sono cose, le ricchezze, o scelte di vita come il potere, tendenze come la superbia, l’avarizia, che da semplici comportamenti sporadici che capitano a tutti, se non tenuti sotto controllo, possono diventare vere divinità, cui siamo disposti a sacrificare tutto noi stessi, divinità assolute e terribili, che non perdonano, che condizionano completamente la nostra esistenza, facendoci dimenticare affetti, conoscenze, tempo, valori.
Tutto questo appartiene alla nostra vita quotidiana: siamo circondati da quelle divinità, che propongono scale di valori molto diverse da quelle indicate da Gesù e dalla tradizione biblica. Sono seducenti, promettono meraviglie ed effettivamente sembrano buone, inizialmente: il libro di Genesi, nel descrivere l’azione umana che fa da fondamento ad ogni scelta di male, quello che chiamiamo tradizionalmente il peccato originale, dice che, quando Eva e Adamo mangiarono il frutto proibito, s’accorsero che aveva un buon sapore.
La seduzione del male

E’ quella che i padri della chiesa chiamano la seduzione del male: il male, il serpente, gli dei diversi da Dio, si presenta come apportatore di bene, di vantaggi, di potere, di ricchezza… ed è appunto seducente fin negli aspetti più introversi ed intimi della vita. In questi giorni le cronache ci raccontano di guerre che arrivano a distruggere intere popolazioni, pur di ottenere quei vantaggi che sembrano aver più valore della vita di bambini, donne, uomini innocenti.
Chi continua a decidere quei bombardamenti ha altri dei rispetto al Dio della pace. Ma ci raccontano anche di atti disperati, da parte di giovanissimi: vicende tragiche in cui emerge l’abbandono in cui tanti dei nostri giovani sprofondano, chiudendosi dentro i loro mondi, fatti di silenzi e di conversazioni improbabili, magari con qualche robot con cui si sostituiscono anche gli amici.
Un grido lancinante

Ognuno di quegli atti disperati, che accadono attorno a noi di continuo, è un grido lancinante contro le nostre disattenzioni, frutto dei tanti dei che ci convincono a non essere responsabili, solidali, attenti, capaci di cogliere i segnali che i nostri ragazzi lanciano con i loro comportamenti, apparentemente inspiegabili ma drammaticamente carichi di significato.
Chi non li ha saputi ascoltare, chi non è riuscito a cogliere i segnali di disagio è vittima anch’egli di adorare divinità altre: non è affar mio, ci devono pensare altri, non ci sono i soldi per i progetti, devo finire il programma… Siamo bravissimi a cercare alibi, a dar colpe agli altri, a non assumerci responsabilità, ad evitare di rispondere… Queste sono le divinità che rischiamo di adorare nella nostra vita.



