Nessuno può servire due padroni: Dio o la ricchezza è il bivio di ogni fedele

L'insegnamento di Gesù come riportato dall'evangelista Luca è chiarissimo e riporta alla cronache di questi giorni che ci raccontano di guerre ed atti disperati da parte di giovanissimi

Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza

Lc 16,13

L’ambiguità, nel senso proprio del termine: da sempre è il disvalore che tutti disprezziamo e che però siamo sempre tentati di seguire. Se si servono due padroni non è possibile essere fedeli ad entrambi, ci dice il vangelo. Perciò ci si espone continuamente alla contraddizione esistenziale: a dire una cosa e farne un’altra. Il termine “ipocritès” in greco definisce l’attore di teatro, l’ipocrita che recita una parte non sua.

L’insegnamento di Gesù, come riportato dall’evangelista Luca, è chiarissimo, non ammette ulteriori discussioni: da una parte c’è Dio, dall’altra la ricchezza che, se non si sta attenti, può diventare l’idolo alternativo al Signore. Non avrai altro Dio all’infuori di me, sentenziavano i comandamenti 1000 anni prima, tanto che ci si potrebbe chiedere: ma se Dio è unico quale altro dio ci potrebbe essere? Ecco la spiegazione semplice di Gesù.

Attenti a quelle divinità assolute e terribili

Eva e Adamo

Ci sono cose, le ricchezze, o scelte di vita come il potere, tendenze come la superbia, l’avarizia, che da semplici comportamenti sporadici che capitano a tutti, se non tenuti sotto controllo, possono diventare vere divinità, cui siamo disposti a sacrificare tutto noi stessi, divinità assolute e terribili, che non perdonano, che condizionano completamente la nostra esistenza, facendoci dimenticare affetti, conoscenze, tempo, valori. 

Tutto questo appartiene alla nostra vita quotidiana: siamo circondati da quelle divinità, che propongono scale di valori molto diverse da quelle indicate da Gesù e dalla tradizione biblica. Sono seducenti, promettono meraviglie ed effettivamente sembrano buone, inizialmente: il libro di Genesi, nel descrivere l’azione umana che fa da fondamento ad ogni scelta di male, quello che chiamiamo tradizionalmente il peccato originale, dice che, quando Eva e Adamo mangiarono il frutto proibito, s’accorsero che aveva un buon sapore.

La seduzione del male

Bombardamenti a Gaza

E’ quella che i padri della chiesa chiamano la seduzione del male: il male, il serpente, gli dei diversi da Dio, si presenta come apportatore di bene, di vantaggi, di potere, di ricchezza… ed è appunto seducente fin negli aspetti più introversi ed intimi della vita. In questi giorni le cronache ci raccontano di guerre che arrivano a distruggere intere popolazioni, pur di ottenere quei vantaggi che sembrano aver più valore della vita di bambini, donne, uomini innocenti.

Chi continua a decidere quei bombardamenti ha altri dei rispetto al Dio della pace. Ma ci raccontano anche di atti disperati, da parte di giovanissimi: vicende tragiche in cui emerge l’abbandono in cui tanti dei nostri giovani sprofondano, chiudendosi dentro i loro mondi, fatti di silenzi e di conversazioni improbabili, magari con qualche robot con cui si sostituiscono anche gli amici.

Un grido lancinante

Paolo, il ragazzo suicida perché vittima di bullismo

Ognuno di quegli atti disperati, che accadono attorno a noi di continuo, è un grido lancinante contro le nostre disattenzioni, frutto dei tanti dei che ci convincono a non essere responsabili, solidali, attenti, capaci di cogliere i segnali che i nostri ragazzi lanciano con i loro comportamenti, apparentemente inspiegabili ma drammaticamente carichi di significato.

Chi non li ha saputi ascoltare, chi non è riuscito a cogliere i segnali di disagio è vittima anch’egli di adorare divinità altre: non è affar mio, ci devono pensare altri, non ci sono i soldi per i progetti, devo finire il programma… Siamo bravissimi a cercare alibi, a dar colpe agli altri, a non assumerci responsabilità, ad evitare di rispondere…  Queste sono le divinità che rischiamo di adorare nella nostra vita.