Noi vogliamo un dio che ci dia sempre ragione

Come accadde a Gerusalemme anche noi oggi vorremmo un dio che dica ciò che noi pensiamo, stia sempre dalla nostra parte e faccia quello che gli chiediamo. E se non esaudisce le nostre richieste ci voltiamo dall'altra parte. Dimenticando che il nostro Dio si fece uomo e mite si avviò in groppa ad un'asina verso la croce

Pietro Alviti
Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

Signore, vogliamo vedere Gesù  (Gv 12,20)

E chi non vorrebbe vederlo? Anche se non crediamo in lui, anche se ci proclamiamo atei, ne abbiamo sentito parlare tanto che vorremmo davvero incontrarlo, parlargli, avanzare tante domande. È la stessa situazione che l’evangelista Giovanni ci racconta nei giorni che immediatamente precedono la Pasqua: due stranieri chiedono di vedere Gesù. Ma quale Gesù si aspettano di vedere?

Se ci trovassimo nei loro panni, quale Gesù ci aspetteremmo di incontrare? È una domanda essenziale all’inizio della Settimana Santa: in quei giorni a Gerusalemme si confronta tutta l’umanità che davanti a  Gesù si divide esattamente come farebbe oggi.

La benedizione delle palme Foto © Stefano dal Pozzolo / Vatican Pool / Imagoeconomica

Infatti sono le nostre attese nei confronti del Nazareno a condizionare il nostro giudizio su di lui. Ciascuno di noi lo vorrebbe al proprio servizio, pronto a spianarci la strada per cogliere quelli che consideriamo i nostri obiettivi. E se non lo fa, se tarda, se appare impotente… lo molliamo subito, lo tradiamo, scappiamo da lui, lo lasciamo solo.

Se non ci dà ragione ce ne andiamo

Questo accade in quei giorni a Gerusalemme, questo accade ogni giorno nella nostra vita: vorremmo un Dio fatto a nostra immagine, vorremmo un Dio che dica quello che noi pensiamo, un Dio che condanni quelli che noi vogliamo condannare. Non siamo noi ad aspettare la sua parola ma noi sappiamo già tutto, non abbiamo bisogno di lui, lo abbandoniamo su quella croce da cui non è capace di scendere, pur essendo il figlio di Dio e non accettiamo invece che la sua parola, quella vera, ci dica che dobbiamo “odiare” la  vita per averla, che dobbiamo spenderla per gli altri e non utilizzarla per diventare potenti, che dobbiamo “morire” per dare frutto.

Tanti, al contrario di noi, seguono le sue parole, tanti danno la vita per gli altri, anche per noi, che pensiamo di avere sempre ragione, di sapere tutto ed invece sappiamo soltanto quello che ci fa comodo e vorremmo anche che la sua parola ci dia ragione. Che confermi le nostre idee perché “Dio è con noi”…

Come siamo lontani dal Gesù di quella settimana a Gerusalemme, quel Gesù che tutti vogliono che sia come loro dicono dovrebbe essere e che invece appare come il mite signore della misericordia, in groppa ad un’asina e destinato alla croce…

(Leggi qui tutte le meditazioni di Pietro Alviti).