E da ora non ci abbandonare …perché siamo fatti così

La nuova traduzione liturgica "non ci abbandonare alla tentazione”. È l'immagine delle nostre debolezze. E delle nostre tentazioni quotidiane. Spinte dalla falsa consolazione del "tanto fanno tutti così”

Pietro Alviti
Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

ci avevi messo in balìa della nostra iniquità (Isaia, 64)

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È un’espressione scritta nel rotolo di Isaia, più di 6 secoli prima di Cristo, ma che si ritrova nella preghiera che Gesù insegna ai suoi discepoli, oggi recuperata nella nuova traduzione liturgica: non ci abbandonare alla tentazione.

Non c’è niente da fare, veniamo tentati continuamente, c’è qualcosa dentro di noi che continua a spingerci a comportarci male, ad approfittare degli altri. Ad impossessarci di ciò che non è nostro, a vendicarci dei torti subiti, a cercare sopraffazioni. A non rispettare le norme, a fare i furbi, a comportarci disonestamente. Fin quando ci abituiamo tanto a questi comportamenti, che cominciano a sembrarci normali, corretti… soprattutto se siamo attorniati da persone che si comportano grosso modo come noi.

Subiamo, potentissimo, il fascino del conformismo, ci sentiamo ben inseriti in un gruppo in cui tutti fanno le stesse cose. 

C’è una frase che pronunciamo sempre, ce la ripetiamo in maniera consolatoria: tanto, fanno tutti così… Per questo siamo in balìa della nostra iniquità, del male che dovremmo rifuggire, al quale, invece ci abituiamo e, in tal modo, insistiamo ad essere violenti, a sopraffare, ad odiare, a non rispettare la parola data. A maledire, a rubare nelle tante maniere in cui è possibile farlo, spesso anche sostenuti dall’apprezzamento popolare, per il quale chi non paga le tasse non è un ladro ma, soltanto, un gran furbone…

È un rischio davvero grande dal quale non possiamo salvarci da soli: qui sta l’insegnamento della chiesa sul peccato originale, sulla tendenza che abbiamo dentro di fare il male e dal quale possiamo essere salvati soltanto dalla grazia, dall’intervento di Dio. Al quale, appunto, chiediamo di non abbandonarci alla tentazione ma di aiutarci a venirne fuori.