Non erano uomini speciali: ma fecero cose straordinarie

Foto: Marco Cremonesi / Imagoeconomica

Non è necessario essere persone speciali. Tutti abbiamo le nostre paure e commettiamo errori. fanno parte della vita. La cosa straordinaria è ricominciare daccapo senza farsi vincere dai sensi di colpa

Pietro Alviti
Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». (Gv. 20,26)

Immaginate la scena: un gruppo di uomini e di donne hanno perso il loro maestro, crocifisso dai Romani. Sono disperati, confusi per le notizie che ricevono (alcuni di loro, in particolare alcune donne, hanno detto di averlo visto vivo…) impauriti dalle minacce dei capi religiosi di Gerusalemme ma anche ansiosi per cosa dirà loro il Maestro, se è veramente risorto.

Eh sì, perché non è che si siano comportati tanto bene con il loro Gesù. L’hanno mollato tutti, sono scappati, l’hanno rinnegato pubblicamente, uno di loro fra l’altro l’ha consegnato ai suoi nemici. Che cosa gli dirà quando lo incontreranno? Per questo se ne stanno con le porte chiuse, per questo sembrano non avere alcuna fretta di incontrarlo.

Non bisogna essere speciali per fare cose straordinarie. (Foto: Marco Cremonesi / Imagoeconomica)

Ma quelle porte chiuse non fermano Gesù, la loro paura non ferma il maestro, i loro timore non è in grado di arrestare il maestro che si siede in mezzo a loro. Non li rimprovera, anzi li saluta: pace a voi!

Non vi preoccupate – dice loro con queste parole – non temete, lo so che siete deboli, incapaci, paurosi. Non disperate, non vergognatevi della vostra paura, della vostra mancanza di coraggio, delle vostre incoerenze… fanno parte della vita. L’importante è che voi mi riconosciate qui in mezzo a voi.

Ma quelli ancora non ci credono, pensano che sia un fantasma, uno scherzo della loro immaginazione. Vorrebbero tanto vederlo che lo vedono davvero:  e allora quel Gesù prende le loro mani, le infila nelle piaghe… E’ davvero lui, non è la loro immaginazione.

Uomini normali, come noi

Le loro paure, i loro timori, la loro pusillanimità sono le porte chiuse che hanno tentato di sbarrare la strada a Gesù che invece li vuole coraggiosi, capaci di spendere la vita per gli altri, disposti a ricominciare dopo le loro cadute, a non fermarsi travolti dai rimorsi e dai sensi di colpa.

Gesù non si ferma davanti alla loro pochezza: sono uomini come tutti gli altri, il loro capo è quel Pietro che ha rinnegato il maestro per tre volte di fronte alle domande di una serva, non sono speciali, ma grazie a quel maestro la loro vita cambierà radicalmente.

Anche noi spesso teniamo le porte chiuse, ci rifugiamo nelle nostre paure, non abbiamo coraggio ma nonostante quelle porte chiuse Gesù si mette in mezzo a noi, prende le nostre mani e ci invita ad infilarle nelle piaghe del mondo, a dar valore alla nostra vita, a testimoniare l’amore che è l’unica forza che possa dar valore alla nostra vita. Pace a voi!

(Leggi qui tutte le meditazioni di Pietro Alviti).