Quando il padre è chiunque abbia cura della tua crescita

Prendersi a cuore le sorti del prossimo in ogni circostanza. E' questo il concetto di paternità che il Vangelo ci rimanda. Ed è un concetto più difficile ancora dell'essere padri in senso classico.

Pietro Alviti
Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

Sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme (…)

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Molti di noi fanno l’esperienza della paternità: non facciamo corsi, non andiamo a scuola per imparare ad esserlo, lo diventiamo. Spesso commettendo errori, qualche volta anche gravi ed irreparabili.

È parte essenziale della vita che non si esaurisce nella pur importantissima generazione biologica, nel fare un figlio appunto. Tant’è vero che ci sono padri biologici che abbandonano i figli e padri adottivi che invece ne hanno una cura amorevole.

Più volte nella Bibbia, Dio è presentato come un padre. Il rapporto fra lui e l’uomo è simboleggiato da quello umanissimo della paternità e della figliolanza. Addirittura Gesù arriva a chiamare Dio abbà, un vezzeggiativo che esprime appieno quel rapporto.

La paternità e premura e impegno nei confronti del mondo intero

In realtà siamo sempre padri, volenti o nolenti. E anche sempre figli. Siamo padri quando nelle relazioni con gli altri assumiamo responsabilità nei loro confronti, quando guidiamo, quando insegnamo, quando cuciniamo. E quando ci divertiamo. Abbiamo l’obbligo di comportarci come un buon padre che provvede ai figli, anche se non li conosciamo per niente. Perché nel momento in cui il nostro agire da padre dovesse venir meno, dovesse diventare irresponsabile, gli altri ne subirebbero le conseguenze.

Le storie che ascoltiamo dei contagi da ritorno dalle vacanze sono fondamentalmente vicende di irresponsabilità. Di chi è abituato a non pensare, a sballare, a non preoccuparsi delle conseguenze delle proprie azioni. Purtroppo tali conseguenze ci sono sempre. Sia che non indossiamo la mascherina, che non rispettiamo la distanza, che guidiamo pericolosamente magari dopo aver bevuto a sproposito.

È come se cessassimo di essere padri, non pensassimo più a prenderci cura degli altri cui siamo legati da rapporti di reciprocità che sono fondamentali per ciascuno di noi. Basterebbe ripensare alla nostra vita.

I controlli Covid al porto © Imagoeconomica

Abbiamo avuto la fortuna di incontrare genitori responsabili. Medici, infermieri, insegnanti, amici, istruttori, preti, che ci hanno aiutato ad essere quelli che siamo. Sono stati i nostri padri, a volte più importanti dei nostri genitori.

È simboleggiato tutto questo nella tradizione sacramentale della Chiesa cattolica con il ruolo dei padrini, di coloro che si prendono cura degli altri al di là dei legami di sangue e dell’istinto naturale.

È una scelta che si fa. Voglio far crescere gli altri. È questo il ruolo del padre. (Leggi qui tutte le meditazioni di Pietro Alviti e qui il Vangelo del Giorno).