Rispondere al sangue col sangue: così non ci si salva

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Gli attentati in Francia ci smuovono l'animo e ci spingono a sfoderare la spada. Ma non è questa la via, e non è la spada che ci salverà. Perché solo chi testimonia amore è davvero salvo.

Pietro Alviti
Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

“Rimetti la tua spada nel fodero”

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Anche Pietro ne subì il fascino morboso, e forse non soltanto lui. Quella notte, lo sapevano, il maestro era minacciato. E allora perché non armarsi, perché non mettere una spada sotto le tuniche? E, così, al momento del pericolo, difendersi, anzi proteggere, salvare il Maestro stesso?

Sì, ce l’avevano tutti. Come a tutti è venuto in testa la tentazione di afferrare una sciabola, alle notizie che venivano l’altro giorno da Nizza. Tre povere vite spezzate, tre corpi martoriati, in nome di Dio come ha guidato l’attentatore. Ma quel Dio a Pietro disse tutt’altro in quella drammatica notte a Gerusalemme.

Il suo discepolo l’aveva sfoderata la spada, aveva colpito gli aggressori. Lì all’orto degli ulivi, nell’oscurità della notte, forse, avrebbe potuto far fuggire il Maestro. Ma Gesù: “Rimetti la tua spada nel fodero perché chi di spada ferisce di spada perisce”.

I fatti di Francia spingono alla violenza, ma essa non è la soluzione

Non è possibile combattere il male con il male. Perché continuerà a riprodursi, magari vincerai in quel momento ma sarai sconfitto in seguito. E’ una regola che vediamo ripetersi nella storia, anche in questi ultimi sanguinosi anni. Missili e attentati, bombe d’aereo e sgozzamenti. Non se ne esce.

O meglio, se ne può uscire soltanto se siamo tanto coraggiosi da seguire le indicazioni del Maestro: non è la spada che salva l’uomo. Addirittura, raccontano i vangeli, Gesù guarisce la ferita di Malco, il servo di Caifa che Pietro aveva colpito in difesa del suo Signore innocente.

I cristiani che fanno appello alla guerra santa, che invocano crociate, che pensano al “metodo Lepanto” per la soluzione dei problemi, sono molto lontani dal loro Maestro.

Il sangue innocente non si compensa versando altro sangue

Quelle tre vite, cruentemente spente sul sagrato della cattedrale di Nizza, non saranno vendicate da altrettanto sangue innocente sparso chissà dove. Diverranno testimoni di amore se riusciremo a superare l’odio per il nemico. A comportarci come Gesù con i suoi persecutori in quella notte nell’orto degli ulivi, poco prima di morire.

Non c’è altra strada per fermare il male.

(Leggi qui tutte le meditazioni di Pietro Alviti)