Sacrifichiamo un po’ di noi per il bene di tutti

Foto © Gustavo Fring / Pexel

Valutare i segni, e saper riconoscere quelli che dalla paura ci conducono alla conoscenza. Perché la pandemia, come il tempo di domani, ci ha mandato messaggi che non abbiamo recepito. Ma siamo ancora in tempo.

Pietro Alviti
Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?

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Anche noi non siamo stati in grado di valutare i segni. Non abbiamo capito il messaggio della pandemia e rischiamo di uscirne peggiori. La frase di Gesù rivolta ad un popolo di contadini e pastori era immediatamente comprensibile. L’aspetto della terra e del cielo ci fa capire cosa potrà accadere l’indomani dal punto di vista meteorologico. I segnali che la pandemia ci ha lasciato nella scorsa primavera, le migliaia di morti senza neppure il conforto dei parenti, le bare caricate sui camion dell’esercito. Le drammatiche immagini del personale delle sale di rianimazione. Quelli non li abbiamo capiti.

Cosa non abbiamo imparato

Dobbiamo imparare da ciò che la pandemia ci ha insegnato Foto © Livio Anticoli / Imagoeconomica

No, non l’abbiamo fatto. Perché altrimenti avremmo migliorato il nostro sistema sanitario, avremmo preparato i nostri ospedali all’ondata d’autunno. Avremmo reclutato in tempo medici ed infermieri e avremmo realizzato un efficiente sistema di tracciamento.

No non l’abbiamo fatto perché abbiamo preferito i balli dell’estate, le discoteche della Sardegna e della Grecia. Così, tanto irresponsabili da dimenticare quali danni questo virus può ancora provocarci, quante lacrime può ancora far versare.

Non siamo capaci di vedere i segni perché altrimenti non vedremmo ragazzi in giro di sera senza mascherina, come se non avessero genitori. Né vedremmo persone sostare davanti ai locali, con la mascherina a proteggere il pomo d’Adamo. Non siamo capaci di valutare i segni perché altrimenti saremmo degli stupidi patentati, incapaci di prepararsi ad affrontare la nuova ondata.

Ma possiamo ancora imparare, migliorare ed uscire dalla pandemia migliori di prima, diventare attenti ai segni. Comprendere il tempo che viviamo e le situazioni che ci pone di fronte, essere disponibili a sacrificare un po’ di noi per il bene di tutti, Forza, ragazzi, è il momento!

(Leggi qui la riflessione di Papa Francesco e leggi qui le riflessioni di Pietro Alviti)