Spreafico: «Digiuniamo da questo vero spreco di parole!»

L'intervento del vescovo di Frosinone Ambrogio Spreafico. per comprendere il vero significato della Quaresima. Non è tristezza. Il vero digiuno? Rinunciamo allo spreco di parole

Ambrogio Spreafico

Vescovo di Frosinone - Veroli _ Ferentino

Che cosa è la Quaresima? Vorrei dire innanzitutto che non è un tempo triste, come potrebbero far pensare i paramenti viola del sacerdote.

E’ il tempo che il Signore ci dona per avvicinarci a lui come siamo, soprattutto riconoscendo la fragilità e la debolezza della nostra vita, del nostro corpo e del nostro spirito.

Siamo fragili, cari amici. Fragili, perché alcune volte ci ammaliamo, altre volte ci sentiamo inadeguati a fare quello che vorremmo e abbiamo bisogno dell’aiuto degli altri, oppure sentiamo di avere tante paure dentro di noi e molte incertezze.

Le ceneri che mercoledì sono state poste sul nostro capo ci ricordano proprio che siamo deboli e fragili. Infatti il sacerdote dirà: “Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai”.

Questa frase non vuole spaventarci, ma solo ricordare ciò che ognuno di noi è. Ma il Signore vuole anche dirci che non dobbiamo avere paura della nostra polvere, della nostra umanità debole, perché lui può essere la nostra forza se mettiamo la nostra vita nelle sue mani. Perciò questo è il tempo in cui affidarsi al Signore.

Ecco la Quaresima: il tempo in cui Dio ci viene incontro per sostenerci, aiutarci, renderci partecipi del suo amore attraverso l’incontro con Gesù, quel Gesù che nella Pasqua ci farà dono della sua stessa vita!

Tuttavia ci potremmo chiedere: come non essere dominati dalla nostra fragilità e dalle tante paure di questo tempo difficile? Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci aiuta a vivere bene, con gioia, questo tempo verso la Pasqua.

Ci suggerisce tre cose: elemosina, preghiera, digiuno.

 

Elemosina

Quando uno fa l’elemosina, dà qualcosa a un altro più bisognoso senza chiedergli di restituirlo. Lo dai e basta. L’elemosina indica perciò un aspetto molto importante della vita cristiana: la gratuità del dono. La nostra società ci abitua al possesso, al denaro, per cui siamo disposti a tutto, e quindi ci abitua a dare per ricevere. Quando si dà qualcosa a qualcuno, ad esempio un regalo, ci si aspetta sempre di ricevere qualcosa in cambio, fosse solo un grazie.

Nell’elemosina no. Tu dai e questo dare senza pretendere ti rende felice. Infatti, cari amici, qui si realizza il detto di Gesù che “c’è più gioia nel dare che dal ricevere”.

Credo che ognuno di noi l’ha esperimentato almeno una volta. Quando dai qualcosa gratuitamente, sia questo del denaro, un aiuto, oppure solo un po’ di tempo per ascoltare o fare visita a qualcuno, sei felice. Ebbene, la Quaresima ci dice che questo dovrebbe essere sempre il nostro modo di vivere con gli altri.

 

Preghiera

La preghiera è la via migliore per vivere con Gesù. Ci dovremmo chiedere quanto tempo dedichiamo alla preghiera”, scrive papa Francesco nel messaggio per la Quaresima. Il Vangelo insiste sulla preghiera personale, nella propria camera.

Non che non sia necessario pregare con gli altri, con le nostre comunità, come facciamo oggi. La preghiera ci aiuta a uscire da noi stessi, dalle nostre paure, dal nostro piccolo mondo e ci mette in comunione con il Signore.

“Dedicando più tempo alla preghiera, – scrive ancora papa Francesco -permettiamo al nostro cuore di scoprire le menzogne segrete con le quali inganniamo noi stessi, per cercare finalmente la consolazione in Dio. Egli è nostro Padre e vuole per noi la vita”.

Vorrei darvi un consiglio: imparate a pregare con la Bibbia, con la Parola di Dio. Leggetela ogni giorno, meditatela. Dice un grande vescovo di Roma, Gregorio Magno, che la Bibbia è la lettera di Dio agli uomini. E quando qualcuno che ti vuole bene ti scrive una lettera d’amore, tu la leggi, la rileggi, la tieni con te. Così dobbiamo fare con la Bibbia. Sapete che abbiamo iniziato una lettura e meditazione della Bibbia in tutte le vicarie della Diocesi.  Partecipate a questi incontri e sarete aiutati a pregare e a conoscere la Parola di Dio.

 

Digiuno

Esiste un digiuno materiale dal cibo, che la Chiesa raccomanda soprattutto oggi e in questo tempo per ricordarci che “non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”, e poi che ci sono tanti che mancano di tutto.

Esiste anche la necessità di praticare un digiuno spirituale, in cui il Signore ci chiede di digiunare da noi stessi, cioè di prendere un po’ le distanze da noi stessi.

La Quaresima è perciò un tempo di digiuno dal nostro egoismo, che ci allontana dal Signore e dagli altri, che crea tante inimicizie e distanze, che non fa vivere in pace. Penso al digiuno dalle chiacchiere, dai giudizi sugli altri, da tante parole dette o scritte sui social media contro gli altri, che offendono e creano nemici invece di amici! Digiuniamo da questo vero spreco di parole!

 

La Quaresima è davvero un grande tempo da vivere con Gesù per camminare con lui verso la Pasqua. E’ “ora il momento favorevole, il giorno della salvezza”, come scrive l’Apostolo Paolo. Non sprechiamo questo tempo ripetendo noi stessi e le nostre abitudini. E’ il tempo opportuno della conversione da noi stessi al Signore attraverso elemosina, preghiera e digiuno.

Viviamolo insieme con gioia, viviamolo con gli altri e per gli altri!