Le nostre briciole possono essere la salvezza

Gettiamo ciò che ci è superfluo e non pensiamo che invece potrebbe essere la salvezza per tanti altri. La donna cananea che chiede la salvezza per la figlia, Cristo risponde che la legge non gli consente di avere contatti con gli stranieri. Quanto ci ricordano tanti slogan di questi giorni. Nei quali anche noi ignoriamo le richieste d'aiuto di tanti.

Pietro Alviti
Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

(…) eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni. (Matteo 15, 21-28)

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Le briciole della tavola: quante cose buttiamo del nostro frigo. Ci dispiace, ne sentiamo quasi vergogna ma tutte quegli  alimenti che facciamo finire nel sacchetto dell’umido avrebbero potuto salvare altre vite. Perché le nostre briciole potrebbero essere la salvezza per tanti altri che non riescono a sedersi alla tavola dei popoli “sviluppati”.

La frase del vangelo di Matteo viene posta in bocca ad una straniera, disperata per la malattia della figlia: le sta tentando tutte e va anche da questo famoso Gesù. Ne ha sentito parlare da tutti e ora, come per un miracolo, sta venendo da lei, una straniera. E lei non esita,  gli va incontro, urla, strepita, deve salvare la figlia malata.

I discepoli ne sono infastiditi, pregano Gesù di intervenire ma lui niente, rispettoso del divieto di avere rapporti con stranieri. Ma la donna lo importuna ancora, lo mette alle strette e Gesù ne rimane ammirato ma le parole della donna colpiscono tutti noi in un mondo in cui i cani sembrano trattati meglio degli esseri umani, ai quali spesso si negano anche i diritti fondamentali.

Le briciole che consentono ai cagnolini di vivere potrebbero dare speranza a tanti esseri umani che invece ancora oggi sono vittime delle malattie, della fame, della mancanza di istruzione, della guerra, dalle speculazioni dei mercanti. E questi terribili cavalieri dell’apocalisse percorrono il pianeta falciando finanche i bambini: però noi continuiamo a buttare anche le briciole.

Forse dovremmo cambiare un po’… che ne dite? Le grida delle madri di quei bambini arrivano fino a noi e noi, proprio noi, possiamo fare il miracolo. (leggi qui tutti gli articoli di Pietro Alviti).