È morto a 77 anni Franco Tanevini. Fu uno dei protagonisti della stagione d’oro del centrosinistra provinciale. Consigliere delegato alle Politiche Migratorie, ideò il Festival dei Popoli e promosse il dialogo tra culture quando il tema era ancora poco considerato.
Fantastica quella squadra. Con i suoi geni ed i suoi fuoriclasse, con i mediani della politica e gli specialisti nelle ricuciture. La guidava un giovane avvocato di Ferentino, cresciuto nelle giovanili democristiane: si chiamava Francesco Scalia. Sindaco nella sua città, il primo abbozzo di centrosinistra che in quell’epoca prendeva forma scelse lui per scalare l’amministrazione provinciale. Votavano i cittadini e l’avvocato Scalia centrò il bersaglio ad occhi chiusi.

Lo rivotarono ancora più convinti per il secondo mandato. E lui mise giù una squadra di governo fantastica. Gente di esperienza assoluta come il socialista Filippo Materiale, di mediazione come Mario Ventura espressione dell’Udeur (la destra della sinistra, la sinistra della destra assicurava il fondatore Fernando D’Amata). Gente di visione come Antimo Simoncelli, di sintesi e di progresso come Roberto Di Ruscio. In quella giunta, Franco Tanevini era uomo di visione e di proiezione: consigliere delegato alle Politiche Migratorie. Lo fece negli anni in cui diventava sempre più evidente che un mondo stava finendo ed al suo posto stava prendendo forma una società multietnica. Non solo nelle grandi città ma anche in provincia di Frosinone.
L’uomo del Festival e della migrazione
A lui si deve la nascita del Festival dei Popoli. Per la prima volta, la Ciociaria si apriva alla conoscenza ed al confronto con le altre realtà. Volle quel momento di dibattito nella zona della Bagnara a Monte San Giovanni Campano: un’area di montagna poco abituata e per questo disposta per sua natura ad accogliere ma nel nome del rispetto. Lì portò decine di stand ed un palco al centro: dove dibattere ma anche poter assaggiare i piatti tipici dei popoli che avevano scelto la provincia di Frosinone come loro seconda casa nella quale costruire una seconda vita. Convinto, come pochi, che è il dialogo (e la cucina) ad accorciare le distanze.

Socialista riformista, sapeva bene dove nasceva il benessere della generazione figlia della classe operaia. Dal lavoro. E lavoro significa migrazione. Franco Tanevini è stato tra i pochi ad avere gli occhi bene aperti sul futuro ma anche sul passato: il benessere della Ciociaria nasceva anche dai ciociari emigrati in Canada e negli Stati Uniti. Fu lui ad ispirare la missione provinciale a Toronto e Montreal con la quale incontrare la generazione che aveva lasciato tutto alle spalle negli anni in cui i migranti eravamo noi.
Anche lì, con il suo inseparabile amico Roberto Di Ruscio, cercava di costruire e dialogare. Furono loro, nelle giornate a Toronto, a tessere la rete di sicurezza che diede una certa tranquillità politica al sindaco di Sora Cesidio Casinelli.
L’ultima passeggiata

Franco Tanevini se n’è andato ieri pomeriggio. Era andato a raccogliere gli asparagi sui monti di Anagni nella località Fucigno, in prossimità della cava dismessa: ci andava sempre in compagnia per lunghe passeggiate ed interminabili chiacchierate. Questa volta è andato solo. Ed in serata, a casa non è tornato.
Ad una certa ora, i familiari hanno dato l’allarme ai carabinieri. Le ricerche si sono concluse nella tarda serata di ieri: il corpo è stato ritrovato in un dirupo. A notarlo sono state due persone residenti nella zona. È scivolato ed è caduto da un’altezza di circa 50 metri. Aveva 77 anni ed ancora tante cose da raccontare.
I funerali si terranno domani nella frazione Porrino di Monte San Giovanni Campano, alle 15.30 nella chiesa di Maria Santissima del Buon Aiuto. Ma non sarà un addio. Perché una parte di quello che Franco Tanevini aveva costruito è destinata a sopravvivergli: nei mesi scorsi il sindaco Emiliano Cinelli lo aveva contattato e gli aveva chiesto una mano per rimettere in piedi quell’intuizione di vent’anni fa. Ci erano riusciti: appuntamento già nel calendario degli eventi estivi del Comune di Monte San Giovanni Campano, si chiama “Musica da mangiare – Il festival dei suoni ritrovati”. Il principio? Lo stesso dell’Incontro dei Popoli fatto quando era in Provincia: incontrarsi, conoscersi, dialogare, mangiare insieme.
È questa l’eredità che Franco Tanevini lascia a tutti: una rotta ed una visione, nel nome del dialogo tra le persone ed i popoli.


