[IL LUTTO] E' morto a 66 anni il popolare ex attaccante dell'Isolaliri che fu decisivo per il ritorno in Promozione nel 1983-1984. Ma il suo nome è legato ad un caso che all'epoca fece da spartiacque nel calcio di provincia. Il ricordo del tecnico Massimiliano Cherri
E’ morto in una clinica privata questa mattina a Grottaferrata (Roma) Pino Cesandri, attaccante dell’Isola Liri degli anni ’80, dove ha giocato 2 campionati dal 1983 al 1985, allenato prima da Fabio Salvatici e poi da Massimiliano Cherri. Nato il 1 marzo del 1959 aveva iniziato a correre dietro ad un pallone nelle giovanili dell’Almas Roma, sino ad arrivare in prima squadra ed al debutto in serie C con i bianco verdi.
L’approdo ai piedi della Cascata

Arrivò nel 1983 ad Isola Liri alla corte di Fabio Salvatici, chiamato a vincere il campionato di Prima Categoria. Pino Cesandri fu acquistato per sostituire un attaccante di razza come Franco Marchione, venduto in estate al Poggibonsi in serie D. Fisico possente, andatura scanzonata, battuta pronta e simpatia straripante Pino ci mise poco a diventare l’idolo della piazza isolana.
La storia di Cesandri, suo malgrado, segna in maniera definitiva uno spartiacque del calcio dilettantistico di quegli anni con il calcio che verrà, tra procuratori e faccendieri e presidenti mordi e fuggi. La storia è semplice legata ad un aumento di duecento mila lire sul suo stipendio.
Il caso delle 200 mila lire

Pino Cesandri contribuisce alla vittoria del campionato 1983-1984 che riporta i biancorossi in Promozione, con l’epica sfida di Itri nel maggio del 1984. In estate Pino Cesandri per restare ad Isola chiede un aumento di 200 mila lire, alle 900 mila che percepiva mensilmente. Un terremoto, la dirigenza si spacca, tra favorevoli e contrari.
Una riunione dalle 14 alle 23 all’interno della sede storia di Largo Berardo tra i dirigenti per decidere se accordarsi o no. Alla fine Pino Cesandri otterrà il suo aumento e giocherà in Promozione nel campionato 1984-1985. Non sapeva, però, che quelle 200 mila lire segneranno una linea di confine di lì a poco, che cancellerà decenni di calcio romantico e ragionato e creerà una generazione di giocatori con stipendi altissimi.
Il ricordo di Massimiliano Cherri

L’anno dopo a stravolgere tutto ci penserà il presidente Giuseppe Martellacci, che triplicherà gli stipendi: ”Siamo stati gli ultimi a conoscere dei dirigenti razionali e capaci – sottolinea l’ex allenatore Massimiliano Cherri – che ragionavano sulle cose concrete e non sbagli a sottolineare questo aspetto delle 200 mila lire di aumento, perché il nostro era un calcio autentico. C’era un rapporto personale con tutti, dirigenti ed atleti. Per questo noi siamo rimasti una grande famiglia a distanza di 40 anni. Pino siamo andati a trovarlo a metà gennaio all’Ospedale di Tor Vergata, non stava bene, ma non pensavamo che le cose potessero precipitare così all’improvviso”.
Pino Cesandri aveva lavorato come dipendente pubblico ed ora si godeva la pensione nella sua Ciampino: ”Di ricordi con Pino ne ho tanti – conclude Massimiliano Cherri che ha allenato Astrea, Fondi, L’Aquila, Grosseto e Passo Corese oltre l’Isola – Viaggiavamo spesso tra Roma ed Isola. Mi salvò a Priverno realizzando il gol partita in una domenica dove avevo messo fuori tutti quelli che avevano fatto tardi in ritiro ed alla dirigenza questa cosa non era piaciuta. Ci pensò Pino con il suo gol a riportare la quiete in una ambiente elettrico”.
Nel 2018 ha indossato la maglia dell’Isola Liri al Nazareth per l’ultima volta in un incontro amichevole con tutti i suoi ex compagni. I funerali domani 2 febbraio alle ore 14 nella Chiesa San Giovanni Battista, via Mura dei Francesi a Ciampino.



