Il preside Mantovani e i suoi ragazzi. Quarant’anni dopo, tornano a cercarlo

Gli studenti che hanno frequentato il "Conti Gentili" dal 1976 al 1993 e il mondo della cultura della città ricorderanno il preside Mantovani scomparso lo scorso 27 maggio, Figura di grande formatore ed intellettuale dai vasti interessi

Massimiliano Pistilli

Informare con umiltà e professionalità

Il suono è quello dell’ultima campanella. È il rompete le righe dopo un’intera stagione di libri, riassunti, compiti, ansie, interrogazioni e voti. Ci sono professori che finiscono quando finisce l’anno scolastico e ci sono professori che non finiscono mai: quelli che continuano a vivere nelle scelte dei loro studenti, nelle domande che si portano dietro, nel modo in cui guardano il mondo. Per sapere a quale categoria appartenesse Giovanni Battista Mantovani, preside del Liceo Conti Gentili di Alatri dal 1976 al 1993, bisogna leggere l’iniziativa che i suoi alunni hanno deciso di realizzare.

Si è spento il 27 maggio scorso, a 96 anni, lasciando una città che lo aveva riconosciuto cittadino onorario nel 2008, su proposta dell’assessore alla Cultura Giulio Rossi, durante l’amministrazione Magliocca. Ma lasciò anche generazioni di studenti che non hanno mai smesso di chiamarlo «il Professor Mantovani», con quella forma di rispetto affettuoso che si riserva a poche persone nella vita.

Adesso, in vista del trigesimo, quei ragazzi — oggi con le proprie vite, le proprie carriere, i propri capelli bianchi — vogliono tornare. L’iniziativa è del giornalista e critico letterario Tarcisio Tarquini, che ha lanciato un appello a tutti coloro che conobbero il preside: appuntamento il 27 giugno in biblioteca, dalle 17 alle 19.

L’appello di Tarquini

Tarcisio Tarquini

«La commozione per la morte del Preside Mantovani, che fu nostro insegnante negli anni liceali, è ancora forte», dice Tarquini«I nostri pensieri sono rivolti alla sua umanità, alla cortesia e lealtà dei rapporti, al rispetto per tutti noi che, nella fragilità dell’adolescenza, cercavamo in lui l’attenzione e l’approvazione capaci di guidarci nelle nostre scelte». Non è la lingua del necrologio — è la lingua di chi ricorda qualcuno che ha cambiato qualcosa dentro di sé.

Un uomo di grande spessore. “Il Professor Mantovani è stato un grande formatore e un intellettuale prestigioso dai vasti interessi ha continuato Tarquini – Per questo riteniamo che vada dunque ricordato, sotto questo duplice aspetto, nei mesi e negli anni futuri. Cosicché essa sia patrimonio vivo messo a disposizione delle generazioni più giovani”.

L’importanza di un appuntamento

L’incontro del 27 giugno non sarà solo una commemorazione. Sarà — nelle intenzioni di Tarquini e della famiglia — il primo passo verso qualcosa di più strutturato: raccogliere testimonianze, ricostruire il profilo del Mantovani educatore e intellettuale, trasformare la memoria in patrimonio vivo per le generazioni più giovani. «Quando la commozione si sarà attenuata», scrive Tarquini«prevarrà il dovere di affrontarne l’eredità culturale».

Il preside Mantovani con il sindaco Magliocca

Il fatto che siano i suoi ex studenti a farlo — spontaneamente, quarant’anni dopo le lezioni — è già la risposta più eloquente alla domanda che ogni insegnante si porta dietro: ho lasciato qualcosa?

Tarquini sottolinea l’importanza dell’incontro del 27 giugno.In accordo con la famiglia e le persone che gli sono state in tutti questi anni più vicine, proponiamo un incontro nel quale si condividano testimonianze e riflessioni intese a tracciare un primo profilo del Mantovani educatore e protagonista della attività culturale della nostra comunità“. L’invito è rivolto a tutti in primis ex studenti.

I giovani insegnanti spesso si domandano se valga la pena di sacrificarsi a dare tutto se stessi per formare giovani spesso svogliati e senza stimoli. Il caso del preside Mantovani risponde evidentemente di sì.