Angela Nicoletti premiata a Pietrelcina: la storia che ha ridato voce all’invisibile

Un barbone dimenticato, una giornalista che ha saputo osservare davvero: Angela Nicoletti riceve il Premio Internazionale “Padre Pio” per una storia di dignità ritrovata. Quando il giornalismo tocca il cuore e la solidarietà diventa notizia.

Sono le storie a dare una speranza al mondo: le favole che incantano i bambini, la cronaca del quotidiano quando si è adulti. Il mondo cambia, le pagine non sono più soltanto di carta: le storie e le favole oggi viaggiano anche sul web. E raggiungono il cuore: anche se il mondo è sempre più segnato dalla fretta, dall’indifferenza e dalla disumanità.

Ci sono storie che ricordano come la sensibilità possa davvero fare la differenza. Storie che ci parlano di resilienza, di solidarietà e di rinascita. Una di queste storie l’ha raccontata nei mesi scorsi Angela Nicoletti, giornalista frusinate che l’altra sera ha ricevuto il 24º Premio Internazionale “Padre Pio da Pietrelcina. Glielo hanno consegnato nella suggestiva cornice del borgo antico di Pietrelcina, città natale del Santo delle Stimmate.

La cerimonia

Carlo Fucci consegna il premio ad Angela Nicoletti

La cerimonia si è svolta nel “Palazzo di Vetro” di Pietrelcina: ha visto la partecipazione del gotha dell’eccellenza italiana: medici, imprenditori, rappresentanti del terzo settore, scrittori e intellettuali, tutti riuniti per celebrare chi, con impegno e passione, mette la propria professionalità al servizio degli altri. Tra loro, lo scrittore Maurizio De Giovanni e la stessa Angela Nicoletti. A consegnare il premio alla giornalista è stato il Procuratore Capo di Cassino Carlo Fucci, autore della segnalazione che ha portato alla candidatura.

Il riconoscimento, giunto in un momento difficile per la professione giornalistica, è un tributo a chi non si volta dall’altra parte. Angela Nicoletti ha scoperto e raccontato, attraverso il suo lavoro, una storia che era sotto gli occhi di tutti ma che nessuno voleva vedere: per superficialità, per sciatteria, per stupida convenzione. Invece lei si è fermata ad osservare. Ed ha raccontato.

La vicenda è quella di un barbone dimenticato da tutti ai margini della strada: nessuno si è mai fermato a chiedergli chi fosse e perché stesse lì. A tutti invece dava fastidio: la sua povertà, la sua sofferenza ostentata, il cattivo odore di chi è abbandonato. Quel barbone era un uomo di origine marocchina, ex giornalista, trovato a Cassino in condizioni di estrema fragilità, abbandonato a se stesso e dimenticato dalla società. Un uomo che, a causa di violenze subite durante il suo percorso migratorio, aveva perso ogni contatto con la realtà e la propria identità.

La resurrezione del Lazzaro marocchino

Attraverso una serie di articoli Angela Nicoletti ha restituito dignità a quest’uomo, permettendo di avviare un percorso di recupero umano e sanitario. Che lo ha portato, oggi, a vivere presso la Casa della Carità di Cassino, dove sta ritrovando serenità e stabilità. (Leggi qui: Quando l’accoglienza si scontra con la realtà. E qui: Hicham, il fantasma tornato uomo: dieci anni nell’oblio, una storia da ascoltare. Qui: Una Pepsi, un grazie, un sindaco: e la dignità torna a vivere).

Il sindaco Orazio Capraro con Hicham dopo le cure

La vicenda ha coinvolto una rete solidale di istituzioni e persone, tra cui il sindaco di Villa Santa Lucia, Orazio Capraro, nominato tutore legale dell’uomo, ed il Console del Marocco in Italia, che ha personalmente ringraziato la giornalista e le autorità locali per la sensibilità dimostrata.

Questo premio non è solo per me – ha dichiarato Angela Nicolettima per tutte le persone che in silenzio hanno creduto nel valore della solidarietà e dell’accoglienza. Il giornalismo, quando si fa con il cuore, può davvero restituire dignità e speranza a chi le ha perdute.”

Premio a chi sa ancora osservare

Il premio Padre Pio

La XXIV edizione del Premio Internazionale Padre Pio da Pietrelcina, organizzato dall’Associazione Amici di Padre Pio presieduta da Gianni Mozzillo, celebra chi, attraverso il proprio lavoro e il proprio impegno, incarna i valori di solidarietà, giustizia e amore per il prossimo, riconoscendo la dignità di ogni singolo uomo, come insegnava San Pio.

oltre alla giornalista cassinate, sono stati premiati rappresentanti autorevoli della medicina, della cultura e dell’imprenditoria, tra cui il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, l’abate di Montevergine Padre Riccardo Luca Guariglia, lo scrittore Maurizio De Giovanni, il presidente Paolo Crisafi (Remind), il generale di Corpo d’Armata Vito Augelli, il senologo Carlo Iannace, il reumatologo Paolo Moscato ed il presidente della Rete di Economia Civile “Sale della Terra”, Angelo Moretti.

Ma è stato il racconto di Angela Nicoletti a toccare davvero il cuore. Perché il giornalismo è ciò che riesce a costruire una notizia. E questa volta le parole hanno mandato in frantumi il paravento del cinismo e dell’indifferenza, dimostrando ancora una volta quanto sia a portata di mano la banalità del bene. Siamo noi a non volerla raggiungere.