“Capitale della Cultura”, Cianfrocca tra speranza e sfide per il futuro

In attesa della decisione finale, la stampa estera visita Hernica Saxa. E si prepara a dare i voti. Il sindaco di Alatri Maurizio Cianfrocca ripercorre una strada iniziata con scetticismo ma col tempo diventato vincente. "L'ingresso tra le prime dieci è stato già un risultato straordinario". L'esempio dell'Olimpiade diffusa di Milano-Cortina e dell'Area Vasta in provincia

Massimiliano Pistilli

Informare con umiltà e professionalità

Il conto alla rovescia verso il grande sogno è iniziato. Marzo porterà la vincitrice del titolo di “Capitale Italiana della Cultura 2028. A prescindere del risultato c’è un traguardo concreto che Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli hanno già centrato: hanno messo da parte le rivalità ed i campanili, cominciando a lavorare insieme per diventare un vero e grande polo di attrazione turistica a sud di Roma. Come? Alleandosi e collaborando: mettendo insieme le loro agende, incastrando le date dei loro eventi in modo che ogni sera ci sia qualcosa all’interno di Hernica Saxa, cioè la loro alleanza. Se volevate sapere cosa significa l’espressione Area Vasta guardate a ciò che stanno facendo oggi le quattro città fortificate. (Leggi qui: Hernica Saxa, la Ciociaria che osa e Capitale italiana della Cultura 2028: Hernica Saxa è in finale)

Il sindaco di Alatri Maurizio Cianfrocca ripercorre le emozioni ed il lavoro effettuato per arrivare ad “Hernica Saxa”. “Al di là dell’esito la vera vittoria sarà quella di aver contribuito a iniziare un nuovo modo di pensare e camminare insieme da parte del nostro territorio”. Occasione per guardare al futuro. E intanto oggi è arrivata la stampa estera per un tour che porterà di certo ulteriori benefici a livello d’immagine e promozione. In palio ci sono punti importanti per la classifica finale.

Sindaco, questo mese porterà alla scelta della Capitale della Cultura 2028. Che sensazioni state provando?
La delegazione al Ministero per sostenere Hernica Saxa

“Una sensazione nuova, la possibilità di dare una svolta decisiva per le sorti e il futuro della nostra città, del nostro territorio, della Ciociaria. Restiamo fiduciosi e ottimisti, sognare non costa nulla. Lo diceva anche Nelson Mandela, il vincitore sarà colui che non avrà mai spesso di sognare. È uno dei principi con cui porto avanti, da sempre, la mia storia politica”.

Accanto alla concretezza dell’azione amministrativa, all’attenzione per le risorse a disposizione, serve una visione che possa prospettare il futuro della Città. Da una parte, bisogna ancorare i piedi a terra immergendosi nelle sfide quotidiane, dall’altra c’è bisogno anche di uno slancio che sappia andare oltre le contingenze del momento”.

Che giudizio dà dell’audizione presso il Ministero?
L’intervento di Jago

“Molto positiva. Abbiamo avuto molti riscontri sia tra gli addetti ai lavori che tra i cittadini che hanno assistito all’evento attraverso la diretta sul sito del Ministero. La presenza e le parole di Jago, del direttore Vittorio Macioce e del nostro Vescovo Santo Marcianò hanno donato quel quid in più. Interventi che, uniti agli altri autorevoli interventi più tecnici sulla natura del dossier, hanno contribuito a una bellissima e soprattutto fedele rappresentazione di Alatri, Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli, e del territorio ciociaro nella sua interezza”.

Ho molto apprezzato anche la presenza del presidente della Provincia Luca Di Stefano e di tanti altri colleghi sindaci, orgogliosi e consapevoli del beneficio collettivo, e non solo singolo, che potrà portare l’elezione a Capitale. Fortunatamente gli egoismi sono stati subito messi da parte e questo percorso ne è l’esempio più lampante“.

Facciamo un passo indietro. Questo percorso di quattro città insieme che viaggio è stato?
I sindaci delle Città Fortificate firmano il protocollo per la Capitale della Cultura 2028

“Non nascondo che all’inizio c’era molto scetticismo. Ricordo perfettamente quel 22 febbraio nella Sala della Ragione ad Anagni, durante l’apertura dell’anno Giubilare. Quattro Sindaci che così, tra la sorpresa generale, annunciano di unirsi per condividere un percorso. Cosa mai fatta prima. L’allora Vescovo Ambrogio Spreafico suggellò quel patto.

Da lì in poi è stato un susseguirsi di incontri, studi, elaborazione e stesura del dossier grazie alle strutture dei nostri comuni e agli esperti che ci hanno accompagnato in questo percorso. Lo scetticismo si è trasformato in curiosità man mano che dagli annunci si è passati a programmazioni concrete, fino a diventare entusiasmo diffuso con l’ingresso nella top 10 finale. Un obiettivo straordinario, considerando che si partiva da 25 candidature”.

Alatri ha aderito all’Area Vasta insieme costituita da Frosinone ed altri dieci Comuni vicini per intercettare Fondi Europei. E poi anche a questo progetto per la Capitale della Cultura. Che segnale è per il territorio?

“Ci si è resi perfettamente conto che andare avanti e pensare con lo sguardo rivolto fino ai confini di ogni singola città non porta da nessuna parte. Sono, da parte mia, orgoglioso di aver trovato in questo lasso temporale sindaci e amministratori che hanno aperto la mente e condiviso dei progetti che prevedono, appunto, l’apertura totale verso obiettivi ambiziosi ma possibili, mantenendo ognuno, e questo è importante, la propria identità.

Mi soffermo su Area Vasta, un progetto che magari ha avuto meno impatto mediatico finora ed è per questo meno noto ai cittadini. Si tratta di una struttura cui fanno parte per ora 11 comuni volta ad intercettare direttamente fondi europei per progetti da concretizzare nel nostro territorio“.

Pensa che finalmente finiranno i campanilismi e si capirà che insieme si possono raggiungere risultati?

“Lo spero molto, soprattutto per il futuro dei nostri giovani. La nostra è una terra che purtroppo è sempre stata divisa nell’affrontare tante battaglie che alla fine sono andate perse. Era ora di voltare pagina e devo dire che stiamo avendo riscontri molto positivi dagli altri enti territoriali, dal mondo dell’imprenditoria e dell’associazionismo. La strada che abbiamo intrapreso è giusta e bisogna continuare a percorrerla. Tutti insieme”.

L’apertura delle Olimpiadi invernali di Milano – Cortina

“D’altronde anche la più stretta attualità ci suggerisce come l’unione faccia la forza. Abbiamo appena assistito alla prima Olimpiade diffusa,riconosciuta come un successo a livello internazionale. Un successo di Milano e Cortina, di Lombardia e Veneto, ma anche di Livigno, Bormio, Verona e del Trentino Alto Adige. Ecco, noi speriamo di poter diventare la prima Capitale diffusa. Saremo anche più comodi con i collegamenti“.

Al di là di come andrà la scelta della commissione, c’è stato comunque un ritorno d’immagine enorme per il territorio visto l’interesse della stampa nazionale e internazionale.

“L’esito della candidatura sarà un risultato parziale. Un grande traguardo è già stato l’ingresso tra le dieci finaliste. Ma, sperando nell’affermazione totale, la vera vittoria sarà quella di aver contribuito a iniziare un nuovo modo di pensare, camminare insieme per andare incontro a traguardi che fino a poco tempo fa erano impensabili. Già il 15 dicembre abbiamo portato le nostre città a presentarsi alla stampa internazionale a Palazzo Grazioli, a Roma. In questo periodo sono stati tanti gli organi di stampa che, sia a livello locale che nazionale, hanno dato risalto alle nostre città parlando della candidatura“.

Maurizio Cianfrocca

Nei prossimi giorni saranno da noi tanti giornalisti accreditati, soprattutto stranieri, al Press Tour che proietterà ancor di più Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli al centro dell’attenzione della comunicazione nazionale e internazionale. Obiettivi forse impensabili fino a qualche tempo fa ma che, sono certo, diventeranno la normalità in un territorio che offre ricchezze artistiche, storiche, archeologiche, culturali, gastronomiche e religiose che non hanno uguali”.

A tal proposito, mi piace ricordare come l’eventuale elezione a Capitale nel 2028 coinciderebbe con gli 800 anni del Miracolo Eucaristico per il quale, come già raccontato, ho in mente un percorso di valorizzazione che parta dall’istituzione di un Comitato Scientifico che prepari degnamente la città all’evento. Se vogliamo (e sogniamo), possiamo”.