Il “Patto delle quattro”, Anagni, Veroli, Alatri e Ferentino e due eventi che introducono la fase “viva” dell’iniziativa
“Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo”: parola di Henry Ford. E il senso di quella aspirazione ad un successo collegiale verrà sostanziato domani a Veroli, a partire dalle 16.00 presso la sala-cinema Trulli e all’insegna dello slogan “Quando la storia lega la cultura unisce”. Chi o cosa è unito dalla storia nel caso di specie?
Le quattro città fortificate che hanno deciso di unire le forze e concorrere alla candidatura di Capitale della Cultura 2028. La Veroli guidata da Germano Caperna ha deciso di presentare la sua, di candidatura (in un contesto comunque collegiale) inserendo quell’atto, quel momento istituzionalmente fiero, subito a ridosso dell’apertura del periodo festivo, quello che prelude soprattutto il Natale.
E di inserire quel momento stesso nell’ambito delle manifestazioni identitarie (nel senso di comunità) che costellano il ricco calendario festivo di quest’anno.
Caperna: “Dossier, logo e visione”

Con queste parole di invito ribadite sul canale Whatsapp dello stesso primo cittadino: “Veroli presenta ufficialmente ‘Hernica Saxa’, la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028 assieme ad Anagni, Alatri e Ferentino“.
Ecco perché domani “si terrà l’incontro di presentazione del dossier, del logo e della visione culturale che unisce la quattro città della terra ernica”. Poi una silloge, sia dell’evento che della motivazione cardinale di quella (legittima) aspirazione.
“Hernica Saxa racconta una storia millenaria incisa nella pietra, una memoria che ancora oggi parla di tradizione e innovazione culturale”. E se Caperna sarà Anfitrione con i colleghi di una terra che unisce tigna e bellezza, l’ospite sarà “il Professor Arnaldo Colasanti, critico letterario e scrittore”.
Il “Patto delle quattro”
Quello straordinario “Patto delle quattro”, venne messo a punto e formalizzato all’inizio di quest’anno. Quando il poker di sindaci delle cittadine coinvolte decisero di unire le forze e le rispettive skill territoriali.

Questo per mettere a crasi un “biglietto da visita” che desse davvero l’idea di cosa siano in grado di esprimere la Ciociaria e la provincia di Frosinone. E di farlo in ordine a storia, cultura, bellezza e tipicità assolute.
E soprattutto di rilanciare un messaggio, un “way of life” di modalità istituzionale collegiale che potesse essere somma di forze. Attenzione: non mera e cruda somma aritmetica, ma sintesi potente di un territorio legato dal comune denominatore di una Storia antichissima ed austera.
Ban alle rivendicazioni singole
E che superasse la logica sterile delle singole rivendicazioni, quella che, in ogni contesto e ad ogni latitudine, non ha mai portato buoni risultati. Un vero e proprio “patto, una visione corale propedeutica a gettare delle imprescindibili basi di crescita del territorio”, come lo definì Caperna in quell’occasione.
L’annuncio sull’intesa delle città fortificate venne dato in occasione di un convegno. Quello“sul Giubileo della Speranza” ospitato nella Sala della Ragione di Anagni e alla presenza dei quattro sindaci coinvolti.
Lo stesso Caperna, il primo cittadino di Anagni Daniele Natalia ed i colleghi di Alatri e Ferentino Maurizio Cianfrocca e Piergianni Fiorletta.
Il “bis” a San Vittore del Lazio
E la prova provata dell’ampio respiro di questa iniziativa, di questo “running” verso una meta ambita, doverosa e non impossibile verrà certificato con un ulteriore evento previsto per il 12 dicembre a San Vittore del Lazio.
In quell’occasione e grazie alla visione lungimirante dell’amministrazione locale – in particolare del Consigliere Livio Casoni in team amministrativo con la sindaca Nadia Bucci, e del Presidente della Dmo territoriale “Terra dei Cammini” Alfonso Testa – la visione di Caperna & co. si allargherà.
Lo farà con l’ausilio di un altro erudito, Antonio Ribezzo, e con la chiave di volta del recepimento dell’importanza dell’iniziativa dei quattro centri ernici anche da parte di municipalità terze ma comunque facenti parte della provincia di Frosinone. A questo ulteriore evento sono stati invitati ed interverranno, ovviamente, i rappresentanti istituzionali delle quattro comunità coinvolte direttamente.
Hernica Saxa e la “Porta del Sud”

Una ulteriore crasi che porterà le “Hernica Saxa” a parlare di sé nella straordinaria cornice della Chiesa sanvittorese di San Nicola ed all’insegna del “claim”, la “Porta del Sud”. Porta di una Terra che oggi ha dei campioni in lizza per un titolo prestigioso in un percorso ideale che conchiude ogni polarità della stessa.
E che, cosìcome la stessa Regione Lazio, ha fatto questa scommessa con la chiave di volta dell’azione corale, dell’unione delle forze che la puntellino e portino a meta.
E del superamento di “confini” che, pur oggettivi, nulla tolgono al mastice forte della comune appartenenza ad una terra bella. Terra che vive le sue diversità locali come ricchezza e la sua unità istituzionale come un’occasione.




